Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

martedì 27 aprile 2010


“Perché non ci siamo salvati

quando ne avevamo l’occasione?”


WWF Bari e GREENPEACE Bari
presentano il film
The Age of Stupid

Mercoledì 28 Aprile
ore 17:00

Palazzo delle Aule
Campus - Aula 2



Il programma dell'evento:
  • ore 17:00 presentazione delle associazioni
  • ore 17:30 proiezione del film
  • ore 19:00 dibattito
Una nuova proiezione pubblica a Bari del film The Age of Stupid, citato come uno dei film più rilevanti del nostro tempo. Mercoledì 28 Aprile 2010 a Bari presso il Palazzo delle Aule nel Campus Universitario presso l'Aula 2, WWF BARI e il gruppo locale di Bari di Greenpeace invitano tutti a vedere gratuitamente questo nuovo film, coinvolgente e capace di creare le connessioni tra la nostra vita quotidiana e il problema dei cambiamenti climatici. “Invitiamo gli spettatori ad accostarsi all'opera con la forza dell'ottimismo della volontà: il clima che cambia è certamente un tema drammatico, e il nostro modo di vivere spesso è illogico e stupido, ma abbiamo l'occasione di fermarci in tempo, evitare gli effetti più drammatici e incontrollabili del riscaldamento globale e correggere le grandi storture della nostra epoca. Altrimenti la nostra sarà inevitabilmente ricordata come l’Era degli Stupidi, che sapevano e hanno fatto finta di niente".

L'acclamato documentario della regista britannica Franny Armstrong, è stato selezionato per fare il giro del mondo quale nuovo film ‘manifesto’ sui cambiamenti climatici, sostenuto anche da WWF e Greenpeace per il suo messaggio coinvolgente in relazione al Summit sul clima di Copenhagen che si è svolto dal 7 al 18 Dicembre 2009. The Age of Stupid è una produzione collettiva, non supportata da una tradizionale struttura di distribuzione, infatti il budget, di 450.000 sterline per la realizzazione del film, è stato finanziato da 223 individui e gruppi, preoccupati per i mutamenti climatici. Il film è scritto e diretto da Franny Armstrong (McLibel, Drowned Out) e prodotto da John Battsek (Vincitore di Oscar per Un giorno a settembre). La prima mondiale di “The Age of Stupid” si è tenuta il 21 settembre 2009 a New York per poi circolare il giorno dopo in 40 paesi: dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa. Adesso la diffusione del film è affidata soprattutto ai volontari.

The Age of Stupid (L'Era degli Stupidi) comprende l’arco di tempo, dal 1850 al 2020, che va dall'ascesa dei motori a combustione interna fino al superamento del limite di 2°C nella corsa al riscaldamento globale. È interpretato da Pete Postlethwaite (candidato agli Oscar per Nel nome del padre, I soliti sospetti), nei panni di un archivista, che vive in solitudine, nel mondo devastato dell’anno 2055, e riguarda vecchi filmati del 2008, chiedendosi: “perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”, evocando il messaggio del "che stupidi siamo stati quando potevamo ancora fare qualcosa". Il film si snoda attraverso il racconto di sei storie, dal personaggio Al Duvenray che subisce gli effetti dell'uragano Katrina e contribuisce ai soccorsi, a Jamila e Adnan due ragazzini iracheni emigrati in Giordania a causa della guerra per il petrolio in Iraq, a Fernand Pareau, una guida di 82 anni, che ha visto l'arretrarsi senza sosta del ghiacciaio del Monte Bianco e parla della sua lotta per scongiurare l'aumento del traffico su gomma attraverso il traforo.

Le persone, le culture e gli ecosistemi hanno il diritto di sopravvivere. Ciò significa che IL MONDO HA IL DOVERE DI AGIRE per evitare tali disastri. “Questa generazione deve fermare la diffusione dell'inquinamento che sta lentamente uccidendo il nostro Pianeta. Respingere la tendenza al riscaldamento del Pianeta è una responsabilità che abbiamo nei confronti di noi stessi,dei nostri figli e di tutti coloro che erediteranno la Terra molto tempo dopo che noi ce ne saremo andati ”.

Il trailer del film

Come raggiungere il luogo della proiezione

lunedì 26 aprile 2010

Chernobyl Day 2010

Greenpeace ricorda oggi 26 aprile il ventiquattresimo anniversario del disastro di Cernobyl. Questa sera dalle 21 in poi i volontari di Greenpeace, saranno alla Taverna del Maltese in via Nicolai 22 a Bari, per sottolineare le conseguenze dell'incidente di Chernobyl, proiettando le immagini della sciagura avvenuta 24 anni fa e distribuendo materiale informativo sulla tematica nucleare.
Il 26 aprile 1986 a Chernobyl si verificò il più grave incidente nucleare della storia, con una violenta esplosione che rilasciò in atmosfera cento volte la radioattività sprigionata dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva arrivò fino in Europa Centrale e in Italia.
A ventiquattro anni da Chernobyl, la propaganda filo-nucleare continua a sottostimare gli effetti della tragedia di Chernobyl e il numero dei morti causati dall’incidente. Purtroppo i morti causati dall’incidente furono oltre duecentomila e nessuno di loro deve essere dimenticato.
La propaganda filo-nucleare parla infatti di soli 65 morti, riferendosi a malapena al numero dei lavoratori e soccorritori morti in seguito all’esplosione. Ma l’Accademia Russa delle Scienze dimostra che anche le stime del Chernobyl Forum, che indicavano novemila morti, erano state troppo caute e che i morti accertati dovuti all’incidente di Chernobyl sono oltre duecentomila.
Nel 1987, l’anno dopo Chernobyl, oltre l’80% dei cittadini italiani ha votato contro il nucleare. In seguito all’esito dei tre referendum proposti, tutte le centrali nucleari in Italia furono chiuse.
Il governo intende imporre all’Italia il nucleare e si prepara a una campagna di disinformazione sui rischi e i costi di questa pericolosa tecnologia. Così, non solo dimostra di non curarsi della volontà espressa dai cittadini, ma anche di non avere imparato nulla dagli errori passati.
Le centrali francesi EPR che il governo vorrebbe far costruire in Italia sono state dichiarate carenti nel sistema di controllo dalle autorità di sicurezza francese, britannica e finlandese. Inoltre, secondo i documenti resi noti dall’associazione francese “Sortir du nucleaire”, potrebbero essere pericolose quanto quella di Chernobyl, perché sottoposte al rischio di analoghi incidenti.