Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

giovedì 22 dicembre 2016

Precious Live & Greenpeace

Ieri 21 dicembre, presso AncheCinema Royal c'è stata la presentazione del nuovo lavoro musicale del musicista Fabio Accardi, da tempo amico e sostenitore di Greenpeace Italia. "Precious" è composto da sette brani originali consacrati al nostro prezioso pianeta, alla salvaguardia della nostra amata (ma bistrattata) madre Terra.
"(S)Heaven can’t wait" è dedicato a Greenpeace che da tempo ha capito che non c’è più tempo da perdere e che bisogna passare all'azione ora.
"Thirty ways …to save the world" è invece un brano dedicato a tutti coloro che hanno fatto della salvaguardia del nostro ambiente una missione ed una questione di vitale importanza. Le 3 sezioni del brano rappresentano le tre imbarcazioni che Greenpeace ha messo a guardia del nostro ambiente impiegandole per monitorarne i mari e non solo.

Durante la serata i volontari del gruppo locale di Bari sono stati presenti con un ampio infopoint, distribuendo materiale e informando i presenti sulle vari campagne attive di Greenpeace.
Prima del concerto, Fabio Accardi ha presentato il suo ultimo cd, illustrando anche i punti di contatto con Greenpeace da lui sostenuta e supportata, anche nella recente visita della Rainbow Warrior III in Puglia lo scorso ottobre, quando la nave ammiraglia di Greenpeace fu visitabile liberamente.
Subito dopo il coordinatore dei volontari ha esposto brevemente la storia e gli obiettivi di Greenpeace, mostrando alcuni video di attività locali e internazionali. Sul palco è salito anche l'ospite a sorpresa della serata, l'orso polare, simbolo della campagna #SaveTheArctic, ma soprattutto una delle specie più a rischio nel Circolo Polare Artico a seguito dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale che sta mettendo in grave pericolo l'intero ecosistema artico.

venerdì 16 dicembre 2016

Incontro Pubblico sulle INTERAZIONI AMBIENTALI ED EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Lo scorso lunedì 12 dicembre i referenti di Bari e Lecce di Greenpeace Italia sono intervenuti durante l'incontro pubblico inerente le “INTERAZIONI AMBIENTALI ED EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA SALUTE", organizzato dall'Associazione Biologi Ambientali Pugliesi (ABAP) presso l'aula magna del Dipartimenti di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Bari.
Tanti esperti del settore e rappresentanti di associazioni come Greenpeace e Legambiente, hanno affrontato con i tanti studenti e persone interessate all'argomento, le tematiche legate ai cambiamenti climatici e riscaldamento globale, con tutti gli effetti collaterali connessi.
Elemento centrale dell'incontro/dibattito è stata la proiezione del docufilm prodotto e interpretato da Leonardo Dicaprio, dal titolo "Before the flood", punto di non ritorno.

La visione del documentario ha dato l’avvio al dibattito, fornendo interessanti occasioni di riflessione e di approfondimento su tematiche che sono e che sono state oggetto della cronaca attuale, strettamente legate ai cambiamenti climatici del pianeta Terra e che hanno un notevole impatto sulla salute dei cittadini. Il succedersi di grandi emergenze, con i conseguenti necessari interventi anche nel campo della sanità pubblica, ha portato il nostro Paese in quest’ultimo ventennio, a prestare notevole attenzione alle emergenze legate alla diffusione di agenti patogeni correlate con i cambiamenti climatici ed con le interazioni ambientali.

L'evento è stato articolato per temi, in tutto sei, che vanno dal Global warming, Global Changes ed equità sociale, agli impatti sugli ecosistemi, dalla perdita di biodiversità agli eventi estremi alla crisi energetica, per chiudere con gli impatti sulla salute. Questi temi “scorrevano” nel filmato lungo circa un’ora e mezzo e avvolgevano la mente attenta in una serie di riflessioni profonde e quindi, culminavano poi con dei momenti di riflessione degli ospiti, ma anche nelle interessanti domande poste dal numeroso pubblico presente.

Sono stati presenti: Elda Perlino, ITB-CNR/ Presidente della Consulta per l’Ambiente di Bari; Lucia Schinzano, Direttore Ambiente&Ambienti; Legambiente Puglia; Antonello Fiore, Presidente Sigea; Roberto Ingrosso e Massimiliano Boccone, Referenti Gruppi Locali Pugliesi Greenpeace Italia; Patty L'Abbate, Portavoce Nazionale Movimento Decrescita Felice.
L’introduzione all'incontro è stata tenuta dal Direttore del Dipartimento, Prof. Domenico Otranto e dell'Assessore per l'Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola.
Il dibattito è stato condotto da Elvira Tarsitano, Presidente ABAP.

martedì 6 dicembre 2016

Muta come un pesce

La vendita al dettaglio del pesce fresco in Italia è spesso accompagnata da irregolarità nell’etichettatura e dalla mancanza di informazioni. Ecco cosa c’è da sapere e come scegliere il pesce giusto. Marcati rionali, pescherie e supermercati. Abbiamo analizzato oltre 100 rivenditori Italiani, leggendo in totale quasi 600 etichette. I risultati sono nel nostro ultimo Rapporto "Muta come un pesce" che fotografa una realtà preoccupante: quasi l’80 per cento delle etichette esaminate non rispetta infatti appieno il regolamento europeo in vigore ormai da oltre due anni.

Le informazioni obbligatorie 

Secondo le normative vigenti in etichetta dovrebbe essere obbligatoria la presenza di informazioni come l’attrezzo di pesca utilizzato, l’esatta denominazione della zona o sottozona di cattura FAO, il nome scientifico e commerciale della specie e il metodo di produzione (pescato, allevato o pescato in acque dolci). Tutte informazioni che aiuterebbero i consumatori a compiere scelte sostenibili quando si recano ad acquistare il pesce. 
«Solo conoscendo l’attrezzo e la zona di cattura esatta, i consumatori possono scegliere il pesce più sostenibile, ovvero quello locale catturato con attrezzi da pesca artigianali che hanno un minor impatto sull’ambiente», afferma Serena MasoCampagna Mare di Greenpeace Italia. «Compiere scelte responsabili non solo aiuta il mare, ma anche i piccoli pescatori locali, in forte crisi perché schiacciati da un mercato invaso dai prodotti provenienti soprattutto da pesca industriale e distruttiva».

I dati 



Dall’analisi realizzata in 13 Regioni Italiane emerge che tra le informazioni obbligatorie è quasi sempre presente solo l’indicazione del nome commerciale; il nome scientifico è invece assente nel 34,1 per cento delle etichette analizzate. L’indicazione dell’attrezzo di pesca manca nel 36,3 per cento dei casi, mentre l’indicazione della zona di cattura non è indicata correttamente nel 56,6 per cento dei casi e sull’11 per cento delle etichette esaminate è completamente assente.
Le maggiori irregolarità sono state riscontrate nei mercati rionali e nelle pescherie. Nei supermercati, per quanto migliore, la situazione è lontana dall’essere perfetta e, a parte Esselunga, in tutte le catene visitate - tra cui Coop o Carrefour - le infrazioni registrate sono ancora troppo numerose.

Controlli assenti 

Greenpeace chiede maggiori controlli, più legalità e un’adeguata formazione del personaleaddetto alla vendita affinché le normative vigenti vengano rispettate. Inoltre i punti vendita dovrebbero ampliare l’offerta dei prodotti sostenibili e puntare alla valorizzazione dei prodotti ittici artigianali e locali a basso impatto ambientale: un passo necessario per aumentare la qualità dell’offerta, contribuire alla salute del mare e sostenere chi lo rispetta.
Avere un’etichetta chiara e completa, che ci dica dove e come è stato pescato un pesce è un diritto dei consumatori e un obbligo dei rivenditori. 
Dobbiamo imparare a consumare meno e meglio, e a pretendere le informazioni che ci servono per farlo.  Greenpeace ha realizzato un sito web e una guida con suggerimenti e consigli per l'acquisto di pesce.