
Vogliamo dare la parola ai cittadini, e in questo caso ai partecipanti alle primarie del centrosinistra, perché dicano direttamente alla politica cosa si attendono per il futuro, quali sono le questioni sulle quali non sono più disposti a soprassedere. Greenpeace ha già interpellato tutti i candidati alle primarie sui temi dell’energia, che sono centrali per il futuro ambientale, sanitario, occupazionale ed economico dell’Italia. Ci sono scelte impegnative e decisive da prendere ma incredibilmente solo due dei cinque candidati del centrosinistra hanno saputo risponderci.
Greenpeace promuove la campagna www.IoNonViVoto.org attraverso la quale, in meno di una settimana, circa 23 mila cittadini hanno scritto a tutti i leader politici e a tutti i partiti chiedendo di arrestare l’avanzata delle fonti energetiche fossili e di sostenere, invece, la crescita delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Contemporaneamente l’associazione ha sottoposto a tutti i politici che si stanno candidando alla guida del Paese un questionario di 9 domande sulla questione energetica.
Finora hanno risposto Vendola, Di Pietro, Puppato e Samorì, tutti garantendo un impegno positivo sui punti proposti da Greenpeace: questi 4 leader si sono quindi impegnati, tra l’altro, a dimezzare il ricorso al carbone come fonte energetica entro il 2020 sino ad azzerarlo al 2030; ad allontanare le trivelle dalle nostre coste e ad aumentare la fiscalità sulle estrazioni petrolifere; a dare priorità assoluta alle energie rinnovabili su quelle fossili e a rendere vincolanti gli obiettivi sull’efficienza energetica; a rimuovere i vertici di Enel che hanno prima tentato la strada del nucleare e ora promuovono quella del carbone, le cui emissioni causano 570 morti premature ogni anno in Italia.

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