Un’iniziativa per illustrare alla cittadinanza il reale impatto della centrale Federico II di Cerano che uno studio dell’agenzia Europea sull’Ambiente definisce l’impianto più inquinante d’Italia. Ogni anno dai camini della centrale vengono emessi milioni di tonnellate di CO2 , migliaia di tonnellate di Ossidi di Azoto, di Zolfo e polveri sottili, per non parlare di microinquinanti quali metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio, arsenico. Veleni che provocano, come evidenziato dallo studio della Agenzia Europea sull’Ambiente, danni economici indotti sull’ambiente e la salute valutati in circa 700 milioni di euro all'anno. Inoltre lo studio commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente olandese SOMO, partendo da tali dati, ha evidenziato come la combustione del carbone provoca 119 morti premature all’anno a Brindisi. Un dato scioccante, una vera e propria strage che da anni si ripete nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e della politica. I profitti dell’Enel realizzati a Brindisi sono pari a circa 600 milioni all’anno e colpisce la quasi parità tra essi e i danni indotti alla collettività.

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