
Abbiamo trovato tantissimi rifiuti, in particolar modo polistirolo, che rappresentava da solo oltre il 50% del volume complessivo. Sommando tutti i rifiuti trovati sulla costa abbiamo raccolto complessivamente 2100 litri per 75 chilogrammi di peso. Il tutto in soli 120 metri di costa!
I numeri non riescono a rappresentare bene lo sconforto che si prova di fronte a tutti quei rifiuti, composti prevalentemente da plastica come bottiglie, flaconi, retine, confezioni di cibo, imballi di ogni tipo, oltre al suddetto polistirolo, proveniente probabilmente dalle cassette usate per trasportare pesce ed altri prodotti ittici.
Si tratta ormai di una emergenza in piena regola, derivata anche dal consumo sfrenato di beni.
Da anni le grandi aziende continuano ad immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, principalmente usa e getta, non assumendosi alcuna responsabilità circa il suo corretto riciclo e recupero. Se vogliamo fermare l'inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente la loro dipendenza dalla plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all'utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta.
Dopo aver raccolto i rifiuti, questi sono stati divisi in categorie per procedere ad una fase di attenta e dettagliata classificazione (Brand Audit), così come è stato fatto in altre città e spiagge italiane. Questi dati saranno aggregati agli altri e permetteranno di redigere un report sulla contaminazione da plastica delle nostre coste che sarà pubblicato da Greenpeace Italia.
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