Muniti di guanti, pinze, sacchi e bilancia, i volontari provenienti da diverse città pugliesi hanno raccolto soprattutto bottiglie e tappi di plastica, imballaggi di vario tipo, cannucce, residui di reti, pezzi di polistirolo, ma anche bicchieri e altri prodotti usa e getta. Inoltre, in contemporanea, altre volontarie e volontari di Greenpeace, in collaborazione con il Diving Service di Torre Vado, hanno svolto una pulizia dei fondali antistanti il lungomare, recuperando oltre 50 chili di rifiuti: reti, calzature, bottiglie, pneumatici e molto altro.
La plastica che abbiamo raccolto in poche ore di cleanup è solo una piccola porzione di quella dispersa ogni giorno nell’ambiente, molta della quale è costituita da microplastiche invisibili ad occhio nudo. Ne produciamo troppa e il riciclo da solo non basta. Serve ridurre la produzione di plastica vergine, abbandonare il monouso, vincolare le aziende a vendere più prodotti sfusi. Al governo italiano chiediamo di sostenere e promuovere le negoziazioni per un trattato ONU sulla plastica ambizioso ed efficace, che adotti tutte queste misure.



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