Ieri 8 settembre tantissime e tantissimi volontari di varie associazioni si sono riuniti per una manifestazione nel centro di Bari, per contestare il cosiddetto DDL Caccia, che rappresenta probabilmente uno degli attacchi più radicali degli ultimi decenni alle politiche di conservazione della biodiversità in Italia.
Il corteo, partito da Piazza Massari, è sfilato sotto il Comune di Bari, per confluire a piazza Ferrarese, dove alcuni rappresentanti delle associazioni hanno fatto il punto sull'iter legislativo, evidenzando rischi e pericoli di questo cambio di paradigma che rischia di trasformare la protezione della fauna e della natura in una farsa.
C’è un filo rosso che lega molte delle scelte ambientali dell’attuale Governo: l’idea che la natura sia un ostacolo da aggirare, una risorsa da sfruttare o uno spazio da mettere a disposizione degli interessi di qualcuno.La riforma interviene infatti sulla Legge 157 del 1992, il principale riferimento normativo per la tutela della fauna selvatica, ridefinendo la caccia come un’attività priva di quei limiti rigorosi che servono a garantire la conservazione degli ecosistemi.
Cacciare ovunque e comunque, ma anche costruire ovunque, prelevare tutto il possibile incuranti delle conseguenze per le generazioni future (e pure per quelle del presente) appare come una pulsione irrinunciabile: la natura inviolata, incontaminata, per questo governo non è un bene da tutelare, ma un “spreco di risorse”.
Se vuoi saperne di più e firmare la nostra petizione: https://www.greenpeace.org/italy/attivati/stop-ddl-caccia/
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