Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

mercoledì 11 gennaio 2017

Un orso polare a Bari?


Un orso polare si aggira in questi giorni per i paesi del barese, coperti dalla neve. E' stato fotografato mentre trascina uno slittino, saluta i vigili urbani e i soccorritori, alle prese con neve e gelo. L'insolito ospite per i nostri territori è il testimonial della campagna 'Save the Arctic' di Greenpeace. Non a caso in giro per la Puglia nei giorni del grande freddo.
E' il nostro modo come sempre creativo per attrarre l'attenzione dei media e della gente sui cambiamenti climatici, perché lo scioglimento dei ghiacciai artici condizionano tutto il Pianeta. L'Artico infatti è stato soprannominato "il frigorifero del mondo", visto il ruolo che ricopre nella regolazione del clima globale. Il ghiaccio riflette la luce, mentre l'oscuro Oceano Artico la assorbe. Se il ghiaccio si fonde, una superficie più ampia di Oceano Artico è esposta e quindi una maggior quantità di luce solare viene assorbita. Questo contribuisce ad aumentare il riscaldamento globale, che a sua volta causa la fusione dei ghiacci. Un circolo vizioso, una situazione in cui le conseguenze del riscaldamento ne diventano anche le cause.
I ghiacci sorreggono l'intero ecosistema marino dell'Artico e più si ritirano e si assottigliano, maggiori sono le ripercussioni per le popolazioni locali e le specie animali. Oltre all'effetto dei cambiamenti climatici, bisogna considerare l'inquinamento dell'aria e dell'acqua, la pesca industriale, i livelli crescenti delle radiazioni ultraviolette, l'alterazione dell'habitat e l'inquinamento dovuti all'estrazione di risorse. La somma di questi fattori minaccia ancora di più il fragile ecosistema artico.
Oggi l'Artico è in pericolo come mai prima: negli ultimi 30 anni ha perso più di tre quarti del volume dei ghiacci. Si registrano record negativi uno dopo l'altro. Basta solo osservare la linea rossa in questo grafico per capire quanto sia grave la situazione e quanto rapidamente si stia riducendo l'estensione dei ghiacci artici solo nell'ultimo anno!


Maggiori dettagli sulla nostra campagna potete trovarli sul sito di Greenpeacehttp://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Save-The-Arctic/

Vi segnaliamo inoltre un interessante articolo di Luca Mercalli in merito ai fenomeni anomali come quello di questi giorni in Puglia, ormai sempre più frequenti proprio per colpa dei cambiamenti climatici legati al riscaldamento globale: http://bit.ly/MercalliNeveSud

giovedì 22 dicembre 2016

Precious Live & Greenpeace

Ieri 21 dicembre, presso AncheCinema Royal c'è stata la presentazione del nuovo lavoro musicale del musicista Fabio Accardi, da tempo amico e sostenitore di Greenpeace Italia. "Precious" è composto da sette brani originali consacrati al nostro prezioso pianeta, alla salvaguardia della nostra amata (ma bistrattata) madre Terra.
"(S)Heaven can’t wait" è dedicato a Greenpeace che da tempo ha capito che non c’è più tempo da perdere e che bisogna passare all'azione ora.
"Thirty ways …to save the world" è invece un brano dedicato a tutti coloro che hanno fatto della salvaguardia del nostro ambiente una missione ed una questione di vitale importanza. Le 3 sezioni del brano rappresentano le tre imbarcazioni che Greenpeace ha messo a guardia del nostro ambiente impiegandole per monitorarne i mari e non solo.

Durante la serata i volontari del gruppo locale di Bari sono stati presenti con un ampio infopoint, distribuendo materiale e informando i presenti sulle vari campagne attive di Greenpeace.
Prima del concerto, Fabio Accardi ha presentato il suo ultimo cd, illustrando anche i punti di contatto con Greenpeace da lui sostenuta e supportata, anche nella recente visita della Rainbow Warrior III in Puglia lo scorso ottobre, quando la nave ammiraglia di Greenpeace fu visitabile liberamente.
Subito dopo il coordinatore dei volontari ha esposto brevemente la storia e gli obiettivi di Greenpeace, mostrando alcuni video di attività locali e internazionali. Sul palco è salito anche l'ospite a sorpresa della serata, l'orso polare, simbolo della campagna #SaveTheArctic, ma soprattutto una delle specie più a rischio nel Circolo Polare Artico a seguito dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale che sta mettendo in grave pericolo l'intero ecosistema artico.

venerdì 16 dicembre 2016

Incontro Pubblico sulle INTERAZIONI AMBIENTALI ED EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Lo scorso lunedì 12 dicembre i referenti di Bari e Lecce di Greenpeace Italia sono intervenuti durante l'incontro pubblico inerente le “INTERAZIONI AMBIENTALI ED EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA SALUTE", organizzato dall'Associazione Biologi Ambientali Pugliesi (ABAP) presso l'aula magna del Dipartimenti di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Bari.
Tanti esperti del settore e rappresentanti di associazioni come Greenpeace e Legambiente, hanno affrontato con i tanti studenti e persone interessate all'argomento, le tematiche legate ai cambiamenti climatici e riscaldamento globale, con tutti gli effetti collaterali connessi.
Elemento centrale dell'incontro/dibattito è stata la proiezione del docufilm prodotto e interpretato da Leonardo Dicaprio, dal titolo "Before the flood", punto di non ritorno.

La visione del documentario ha dato l’avvio al dibattito, fornendo interessanti occasioni di riflessione e di approfondimento su tematiche che sono e che sono state oggetto della cronaca attuale, strettamente legate ai cambiamenti climatici del pianeta Terra e che hanno un notevole impatto sulla salute dei cittadini. Il succedersi di grandi emergenze, con i conseguenti necessari interventi anche nel campo della sanità pubblica, ha portato il nostro Paese in quest’ultimo ventennio, a prestare notevole attenzione alle emergenze legate alla diffusione di agenti patogeni correlate con i cambiamenti climatici ed con le interazioni ambientali.

L'evento è stato articolato per temi, in tutto sei, che vanno dal Global warming, Global Changes ed equità sociale, agli impatti sugli ecosistemi, dalla perdita di biodiversità agli eventi estremi alla crisi energetica, per chiudere con gli impatti sulla salute. Questi temi “scorrevano” nel filmato lungo circa un’ora e mezzo e avvolgevano la mente attenta in una serie di riflessioni profonde e quindi, culminavano poi con dei momenti di riflessione degli ospiti, ma anche nelle interessanti domande poste dal numeroso pubblico presente.

Sono stati presenti: Elda Perlino, ITB-CNR/ Presidente della Consulta per l’Ambiente di Bari; Lucia Schinzano, Direttore Ambiente&Ambienti; Legambiente Puglia; Antonello Fiore, Presidente Sigea; Roberto Ingrosso e Massimiliano Boccone, Referenti Gruppi Locali Pugliesi Greenpeace Italia; Patty L'Abbate, Portavoce Nazionale Movimento Decrescita Felice.
L’introduzione all'incontro è stata tenuta dal Direttore del Dipartimento, Prof. Domenico Otranto e dell'Assessore per l'Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola.
Il dibattito è stato condotto da Elvira Tarsitano, Presidente ABAP.

martedì 6 dicembre 2016

Muta come un pesce

La vendita al dettaglio del pesce fresco in Italia è spesso accompagnata da irregolarità nell’etichettatura e dalla mancanza di informazioni. Ecco cosa c’è da sapere e come scegliere il pesce giusto. Marcati rionali, pescherie e supermercati. Abbiamo analizzato oltre 100 rivenditori Italiani, leggendo in totale quasi 600 etichette. I risultati sono nel nostro ultimo Rapporto "Muta come un pesce" che fotografa una realtà preoccupante: quasi l’80 per cento delle etichette esaminate non rispetta infatti appieno il regolamento europeo in vigore ormai da oltre due anni.

Le informazioni obbligatorie 

Secondo le normative vigenti in etichetta dovrebbe essere obbligatoria la presenza di informazioni come l’attrezzo di pesca utilizzato, l’esatta denominazione della zona o sottozona di cattura FAO, il nome scientifico e commerciale della specie e il metodo di produzione (pescato, allevato o pescato in acque dolci). Tutte informazioni che aiuterebbero i consumatori a compiere scelte sostenibili quando si recano ad acquistare il pesce. 
«Solo conoscendo l’attrezzo e la zona di cattura esatta, i consumatori possono scegliere il pesce più sostenibile, ovvero quello locale catturato con attrezzi da pesca artigianali che hanno un minor impatto sull’ambiente», afferma Serena MasoCampagna Mare di Greenpeace Italia. «Compiere scelte responsabili non solo aiuta il mare, ma anche i piccoli pescatori locali, in forte crisi perché schiacciati da un mercato invaso dai prodotti provenienti soprattutto da pesca industriale e distruttiva».

I dati 



Dall’analisi realizzata in 13 Regioni Italiane emerge che tra le informazioni obbligatorie è quasi sempre presente solo l’indicazione del nome commerciale; il nome scientifico è invece assente nel 34,1 per cento delle etichette analizzate. L’indicazione dell’attrezzo di pesca manca nel 36,3 per cento dei casi, mentre l’indicazione della zona di cattura non è indicata correttamente nel 56,6 per cento dei casi e sull’11 per cento delle etichette esaminate è completamente assente.
Le maggiori irregolarità sono state riscontrate nei mercati rionali e nelle pescherie. Nei supermercati, per quanto migliore, la situazione è lontana dall’essere perfetta e, a parte Esselunga, in tutte le catene visitate - tra cui Coop o Carrefour - le infrazioni registrate sono ancora troppo numerose.

Controlli assenti 

Greenpeace chiede maggiori controlli, più legalità e un’adeguata formazione del personaleaddetto alla vendita affinché le normative vigenti vengano rispettate. Inoltre i punti vendita dovrebbero ampliare l’offerta dei prodotti sostenibili e puntare alla valorizzazione dei prodotti ittici artigianali e locali a basso impatto ambientale: un passo necessario per aumentare la qualità dell’offerta, contribuire alla salute del mare e sostenere chi lo rispetta.
Avere un’etichetta chiara e completa, che ci dica dove e come è stato pescato un pesce è un diritto dei consumatori e un obbligo dei rivenditori. 
Dobbiamo imparare a consumare meno e meglio, e a pretendere le informazioni che ci servono per farlo.  Greenpeace ha realizzato un sito web e una guida con suggerimenti e consigli per l'acquisto di pesce.

venerdì 28 ottobre 2016

Creato in Antartide il Santuario Oceanico più grande del mondo!

È stato ufficializzato oggi il più grande parco marino mai creato al mondo: quello nel mare di Ross, nell'Oceano Antartico. È una vittoria enorme per balene, pinguini e merluzzi antartici che vivono laggiù e per milioni di persone che stanno dalla parte degli oceani. Per anni abbiamo fatto campagna per la protezione del Mare di Ross presso la Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide (CCAMLR).
Per anni Greenpeace, l’Antarctic Ocean Alliance e milioni di persone nel mondo hanno chiesto ai governi di fare la cosa giusta, pensando che prima o poi questa richiesta sarebbe stata finalmente accolta. Anno dopo anno, c’era sempre qualcosa che non andava. Ma quest’anno tutti i membri della CCAMLR hanno concordato che è giunto il momento di rendere il Mare di Ross un’area protetta.
Il Santuario del Mare di Ross diventa così la più grande riserva protetta del mondo, con una superficie di 1.550.000 km2 (un’area grossomodo grande tre volte il Texas, 2 volte la Spagna, o come la Mongolia), di cui saranno totalmente protetti all'incirca tre quarti.
Noto come “l’ultimo Oceano”, il Mare di Ross è stato riconosciuto dagli scienziati come l’ultima porzione di oceano incontaminata. È fantastico che quest’area abbia trovato finalmente una protezione adeguata. Per raggiungere l’intesa è stata firmata una clausola che stabilisce una durata dell’accordo per 35 anni, dunque i membri della CCAMLR dovranno tornare a pronunciarsi su quest’area in futuro.
La protezione marina, per essere davvero efficace, ha bisogno di tempi lunghi, e questi anni saranno fondamentali per assicurarci che al rinnovo dell’accordo non ci siano resistenze nel rendere quest’accordo permanente, una volta per tutte. Abbiamo fiducia che nel 2051 si tratterà di una decisione semplice!
Quest’anno è stato incredibile per la protezione degli oceani. 
La vittoria del Mare di Ross arriva subito dopo la decisione di Obama di espandere Il Monumento Nazionale Marino di Papahanaumokuakea, che era stato - almeno finora - l’area marina protetta più grande del globo. Pochi giorni prima Obama aveva già fatto qualcosa di eccezionale riconoscendo il primo Monumento Marino Nazionale dell’Atlantico, per proteggere canyon e montagne sottomarine!
Anche altre nazioni hanno fatto passi avanti - come ad esempio il Cile che ha creato un’area marina protetta intorno all'isola di Pasqua, o il Regno Unito che si è impegnato a creare delle cinture di protezione “Blue belts” intorno i suoi territori d’oltremare.
Per quanto possano essere grandi questi Santuari, gli Oceani sono comunque vasti. Nonostante l’impegno dell’Unione Mondiale per la Conservazione e la Natura, che quest’estate ha deciso che bisogna proteggere il 30% dei nostri oceani entro il 2030, la strada per raggiungere questo obiettivo è lunga. Greenpeace si batte per un traguardo ancor più ambizioso: che il 40% dei nostri oceani diventino Santuari completamente protetti.
La scienza è chiara: i santuari marini sono essenziali per proteggere la biodiversità, rigenerare le popolazioni ittiche, e aumentare la resilienza degli oceani ai cambiamenti climatici. Battaglie lunghe come quella che oggi ha portato alla vittoria del Mare di Ross non hanno bisogno solo di buone basi scientifiche, ma di milioni di persone che si fanno sentire per difendere i mari e gli oceani. Senza le vostre voci, anche la migliore motivazione scientifica si sarebbe rivelata troppo debole per rompere gli interessi miopi e a breve termine delle lobby della pesca commerciale.
Sembra che le cose stiano cambiando per la protezione del mare, ma come dimostrano queste battaglie, mettere d’accordo gli Stati per la protezione di aree marine condivise è una sfida molto grande. Ecco perché per proteggere gli oceani in altura (cioè al di la delle acque territoriali o delle zone economiche esclusive) bisogna lavorare molto: in queste acque internazionali non ci sono norme di protezione. Ma ci stiamo arrivando!
Lavoreremo senza sosta affinché le Nazioni Unite, presso cui si è avviato un negoziato specifico, riconoscano la possibilità di creare Santuari nelle acque internazionali.
Grazie di aver fatto parte di questa grande vittoria! Insieme, possiamo assicurare un futuro sano ai mari e agli oceani del Pianeta. Rendiamo questi anni quelli della protezione degli Oceani!