Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

venerdì 11 luglio 2014

Omini Lego in azione #BlockShell


Si sono arrampicati sulla torre di Pisa, hanno sfilato in corteo a Piazza San Pietro e manifestato sul Lungomare di Bari. Oggi gli omini LEGO sono scesi in strada con Greenpeace per chiedere alla loro casa madre di interrompere la partnership commerciale con la Shell, compagnia petrolifera tra le più aggressive nell'esplorazione petrolifera del Polo Nord, una minaccia per gli abitanti e gli animali che vivono in questa area fondamentale per gli equilibri del Pianeta.  

Ad Andria l’intero LEGO cast dei Simpson ha posato davanti a Castel del Monte, mentre a Verona davanti all'Arena i personaggi di Guerre Stellari hanno chiesto di risparmiare l’Artico dalla distruzione. A Roma, mini gommoni e attivisti si sono ritrovati a Castel Sant'Angelo lungo il fiume Tevere.  

Ogni azienda ha la responsabilità di scegliere eticamente i propri partner commerciali e i propri fornitori. Lego afferma che vorrebbe lasciare un mondo migliore ai nostri figli, ma stringe ancora accordi commerciali con Shell, una delle aziende più inquinanti del Pianeta, che ora minaccia la bellezza incontaminata dell’Artico. Una decisione sbagliata, una cattiva notizia per tutti i bambini. Per questo chiediamo a LEGO di abbracciare la causa per la difesa dell’Artico, rompendo il patto con Shell.

La campagna con cui Greenpeace chiede a LEGO di abbandonare Shell è partita lo scorso 1 luglio. In soli dieci giorni sono state raccolte oltre 325 mila firme e altrettante email sono state recapitate ai vertici della LEGO tramite il sito dedicato: www.legoblockshell.org

mercoledì 9 luglio 2014

Lego Block Shell


In che modo Shell sta usando Lego e perché dovremmo fermarli? 
Shell ha stipulato con Lego un accordo pubblicitario: una strategia mirata a "comperare" amici che possano associare la compagnia a valori positivi e rendere accettabili i suoi piani di trivellazione nell'Artico.
Lego è infatti una delle aziende più amate del mondo e Shell - nota a tutti per il suo progetto di trivellare i fondali artici - sa che questo accordo migliora la sua reputazione. Mettendo il proprio logo sui mattoncini, la compagnia petrolifera costruisce un vincolo di fedeltà con milioni di bambini: la nuova generazione di consumatori. Shell sta invadendo le stanze dei giochi di tutto il mondo per sostenere la propria immagine, mentre mette in pericolo l'Artico per estrarne petrolio! Non permettiamo che la passi liscia! Se convinciamo Lego a rompere l'accordo con Shell, per la compagnia petrolifera sarà un brutto colpo. Quando saremo milioni a far sentire la nostra voce, per Shell sarà sempre più difficile avere il supporto che le serve per trivellare nell'Artico!
Una perdita di petrolio nell'Artico sarebbe impossibile da "pulire" e avrebbe effetti devastanti sull'ambiente! Un movimento globale di oltre 5 milioni di persone sta crescendo in difesa dell'Artico. Vogliamo creare un santuario globale nell'area del Polo Nord e ottenere un divieto alle trivellazioni offshore e alla pesca distruttiva.
Con il tuo aiuto potremo inaugurare una nuova era di cooperazione globale contro gli interessi privati di pochi e proteggere questo luogo magico per le future generazioni!
Come puoi aiutarci? Petizioni come questa hanno convinto tante aziende a "pulire" le proprie attività e ad impegnarsi in pratiche sostenibili. In seguito alla nostra pressione, Adidas si è detta pronta ad eliminare sostanze pericolose dai suoi vestiti e Procter&Gamble si è impegnata contro la deforestazione. Firmando, entri a far parte del movimento globale per salvare l'Artico: più siamo e più riusciremo a fare pressione sui gruppi di interesse coinvolti e su coloro che hanno il potere di proteggere l'Artico, sostenere le politiche rinnovabili e fermare le trivelle! Ma ricorda: stiamo lottando contro una delle più grandi compagnie del mondo, per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto e di quello di tutti i tuoi amici!

Tutte le info e per firmare sul nostro sito: www.legoblockshell.org

Qui il video di Greenpeace International:

martedì 24 giugno 2014

Volontariato in Piazza @Bari

Panoramica degli stand delle associazioni
Il volontariato fa centro anche questa volta. Lo hanno dimostrato le migliaia di persone che sabato scorso 21 giugno, hanno animato piazza del Ferrarese a Bari per l’evento “Volontariato in Piazza” organizzato dal Centro di servizio al volontariato “San Nicola” per il settimo anno e che ha visto presenti, tra gli altri, anche i volontari del Gruppo Locale di Bari di Greenpeace.
Una partecipazione di famiglie, giovani, bambini, uomini e donne che dimostra il desiderio di condivisione e di collaborazione tra i cittadini per la costruzione di un nuovo modello di comunità fondato sulla solidarietà e sulla fiducia. I 28mila volontari della ex provincia di Bari, organizzati in circa mille organizzazioni, testimoniano che insieme il cambiamento è possibile.

Alcuni dei volontari del GL Bari
In occasione dell’evento sono state 40 le associazioni impegnate in diversi ambiti - disabilità, assistenza ai malati, ambiente, soccorso in mare, donazione di organi, midollo e sangue, protezione civile - che hanno raccontato con attività e manifestazioni l’impegno attivo per la costruzione di un nuovo welfare comunitario.
A sostenere questo clima di festa e di positività lo spettacolo musicale itinerante della Murgia Street Band e l’animazione comica della compagnia “Un Clown per amico” con lo spettacolo “Criminal clown”.



Il video del servizio TgNorba: http://youtu.be/RzsOFEoaTek

venerdì 20 giugno 2014

La Rainbow Warrior sta arrivando!

Rainbow Warrior 3
Siete pronti? La Rainbow Warrior sta arrivando, anche in Puglia!

Com'è fatta una nave di Greenpeace che sfida i mari per difendere il Pianeta? E'arrivato il momento di scoprirlo: #NonFossilizziamoci 

La nostra nave, con i suoi 1260 metri quadrati di vele, è un veliero costruito con le migliori tecnologie verdi che riducono al minimo i consumi: per questo l'abbiamo scelta per un lungo tour nei mari italiani, che partirà nei prossimi giorni, durante il quale sveleremo i falsi miti e le terribili verità sulle energie inquinanti del nostro Paese!

Da Vado Ligure a Saline Ioniche, da Palermo a Brindisi la nostra nave toccherà i luoghi dove si produce energia in modo anacronistico e dannoso per l’uomo e l’ambiente per incontrarvi, e raccontarvi la verità sul carbone e le fonti fossili.

Sulla nostra rotta incontreremo i comitati locali e spiegheremo i nostri progetti per un futuro rinnovabile e sicuro. Insieme dimostreremo che il nostro non è un Paese per fossili!  Raggiungi a bordo i guerrieri dell'arcobaleno: sali anche tu sulla nostra ambasciatrice della rivoluzione energetica!

Vuoi salire a bordo della nuova Rainbow Warrior? Ecco le tappe degli Open Boat:

-Genova      sabato 28.06, dalle 11 alle 20 domenica 29.06, dalle 10 alle 18
-Palermo      sabato 05.07, dalle 14 alle 20 domenica 06.07, dalle 10 alle 20
-Capodistria  venerdì 25.07, dalle 15 alle 19 sabato 26.07, dalle 10 alle 18
-Brindisi      sabato 02.08, dalle 11 alle 20 domenica 03.08, dalle 10 alle 18 

Per maggiori informazioni scrivi a saliabordo.it@greenpeace.org

martedì 10 giugno 2014

Etichette del tonno in scatola sempre più trasparenti

I volontari di Greenpeace, compresi quelli del Gruppo Locale di Bari, continuano a monitorare le etichette del tonno in scatola. Rispetto al precedente monitoraggio, del novembre 2011, emerge che finalmente l’attenzione dei consumatori sta facendo la differenza e le etichette sono sempre più trasparenti. Tra le aziende che hanno fatto maggiori progressi troviamo Calvo/Nostromo, Mareblu, Generale Conserve/As do Mar e Conad mentre restano al palo Mare Aperto/STAR e Carrefour.
In assoluto, pur non facendo gra
ndi progressi, resta elevato il livello di informazione ai consumatori di Coop e Esselunga. Sono state esaminate dai volontari di Greenpeace 4.095 confezioni di 14 aziende (20 marchi) nei negozi di 21 città italiane. L’indagine ha valutato presenza/assenza delle informazioni necessarie ai consumatori per effettuare acquisti consapevoli: l’indagine non ha quindi valutato eventuali informazioni poste all’interno della confezione e inaccessibili al momento dell’acquisto. Le informazioni oggetto dell’indagine riguardavano: nome comune della specie di tonno, nome scientifico, area di pesca (oceano di origine e specifica area FAO), metodo di pesca. Sono state prese in considerazione varie tipologie di prodotti (come tonno all’olio d’oliva, tonno al naturale, etc.), sia in lattina che in vasetti di vetro, mentre non sono stati oggetto di monitoraggio i prodotti trasformati quali sughi pronti, insalate o prodotti in tubetto.
Le pressioni dei consumatori hanno convinto molte imprese che la trasparenza non è un optional. Alcuni progressi sono sorprendenti e questo rende ancora più gravi i comportamenti omissivi di quelle aziende che restano poco trasparenti.
Nel 2011 non veniva specificata la specie di tonno nella metà dei prodotti monitorati. Solo il 7 per cento delle etichette indicava l’area di pesca e appena il 3 per cento il metodo di pesca utilizzato. Nell’ultimo rilevamento, il nome comune e - questa è una novità - anche il nome scientifico della specie sono sempre più presenti. Undici marchi hanno aumentato in modo netto le informazioni sull’area di pesca. L’elemento più critico resta l’informazione sui metodi di pesca: un buon incremento è stato rilevato per Calvo/Nostromo, Mare Blu e Generale Conserve/As do Mar, mentre ci sono progressi anche per Coop, Mazzola/Maruzzella e per il marchio Moro di Icat Food.
Purtroppo, oltre alla pesca eccessiva e troppo spesso illegale, sono proprio i metodi di pesca utilizzati a mettere a rischio il tonno. Cinque delle otto specie di tonno di interesse commerciale sono a rischio, compreso il tonno pinna gialla, il più consumato in Italia. Spesso nelle scatolette finisce tonno pescato con metodi distruttivi, come i palamiti e le reti a circuizione con “sistemi di aggregazione per pesci” (FAD), che causano ogni anno la morte di migliaia di esemplari giovani di tonno, squali, mante e tartarughe marine.
Greenpeace rinnova la sua richiesta al settore conserviero di garantire piena tranciabilità e trasparenza, di non utilizzare specie a rischio e di impegnarsi a vendere solo tonno pescato in maniera sostenibile, per esempio con amo e lenza o senza FAD. I risultati di questo monitoraggio dimostrano che un cambiamento è possibile anche grazie alla crescente attenzione dei consumatori.

Leggi il briefing: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2014/Tonno_label_report.pdf 

Consulta l’infografica: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2014/infografica_tonno_2014.pdf 

Guarda il video sulle conseguenze distruttive della pesca con i FAD: http://www.youtube.com/watch?v=6JlKwoUtMk4

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