Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

sabato 18 aprile 2015

Stop TTIP anche a Bari


Cittadini e movimenti della società civile sono scesi oggi nelle piazze di oltre 300 città in Italia e in tutto il mondo, per chiedere di fermare i trattati di libero scambio con uno slogan comune: “Le persone e il pianeta prima dei profitti”.
Greenpeace partecipa a questa mobilitazione STOP TTIP con 16 gruppi locali impegnati in flash mob e banchetti informativi in 14 città italiane. Anche a Bari il Gruppo Locale ha partecipato all’evento che si è tenuto insieme a tante altre associazioni in piazza San Ferdinando, con la distribuzione di materiale informativo per far conoscere alle persone presenti tutti i pericoli legati a questo trattato.
Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), che gli Stati Uniti stanno discutendo in sostanziale segreto con l’Unione Europea, è un accordo che prevede l’abbattimento di tutte le barriere non tariffarie al commercio, vale a dire le normative e i regolamenti a protezione di beni comuni e servizi pubblici. L’approvazione del TTIP costituirebbe l’architrave di un cambio di sistema economico con forti rischi per la sostenibilità sociale e ambientale, già in pericolosa deriva. Per questo oltre 200 organizzazioni nazionali hanno aderito alla Campagna Stop TTIP Italia.
Greenpeace propone di scrivere ai parlamentari europei per chiedere loro di bloccare subito il TTIP: http://stop-ttip.greenpeace.it
L’intenzione di Stati Uniti e UE è di convergere su una bozza di accordo entro quest’anno, ma la forza dell’opposizione sociale e la richiesta di maggiore trasparenza stanno già rallentando il processo. Una parte del Parlamento Europeo si è detta contraria a un’armonizzazione delle normative comunitarie con quelle degli Stati Uniti, perché i pericoli sono troppo elevati e il processo rischia di essere irreversibile.
“Nel momento in cui si inaugura un’esposizione universale che dovrebbe avere al centro il tema dell’alimentazione e della sicurezza alimentare, discutere dell’adozione del TTIP è un controsenso. Inutile celebrare la qualità del “made in Italy” se poi rischiamo di aprire le porte ai prodotti dell'agricoltura industriale americana e di mettere in ginocchio agricoltura sostenibile e piccoli coltivatori in Italia e in tutta l’Europa” (Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia).
Sono a rischio anche le norme europee sugli OGM, sull'uso di pesticidi e sull'etichettatura dei prodotti alimentari. Si rischia una vera e propria marcia indietro.
Preoccupazione anche sul fronte energetico: gli standard previsti dalla normativa europea nel settore energetico sono di intralcio al libero mercato. Ad esempio, potrebbero essere abbattuti i limiti sulle tecniche di fracking e facilitata l'importazione in Europa di petrolio da sabbie bituminose. Negli Stati Uniti il principio di precauzione non vale, le sostanze chimiche sono considerate sicure fino a prova contraria, esattamente l'opposto di quanto accade in Europa. I nostri standard potrebbero essere fortemente indeboliti. 

Leggi “Cosa si rischia con il TTIP?”: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2015/TTIP/Cosa_si_rischia_con_il_TTIP.pdf

lunedì 13 aprile 2015

#TheCrossing

I sei attivisti che hanno scalato la piattaforma petrolifera in uso alla Shell durante la navigazione nel Pacifico, e ci hanno vissuto accampati per quasi una settimana, l'hanno abbandonata a causa di avverse condizioni meteorologiche per fare ritorno sulla nave di Greenpeace “Esperanza”, che ha seguito il viaggio della piattaforma fin dalla Malesia.
Con la loro permanenza sulla piattaforma Polar Pioneer hanno acceso una luce sui piani della Shell di iniziare a trivellare nell'Artico, in Alaska, in meno di 100 giorni.
Mercoledì Shell aveva richiesto a una Corte federale dell'Alaska di emettere un ordine di rimozione dei sei attivisti dalla piattaforma. Dal momento che ci troviamo in acque internazionali però gli Stati Uniti non hanno giurisdizione. Venerdì un giudice federale ha detto che si sarebbe preso uno o due giorni per decidere e l'ordine è arrivato solo ora quando gli attivisti hanno già abbandonato la piattaforma.

“In questi giorni si è rafforzato attorno alla nostra azione un movimento globale. Sono sceso dalla piattaforma e ora tornerò a unirmi a milioni di persone di tutto il mondo, ai volontari a Seattle e a tutti gli americani che credono di meritare forme più sicure e pulite di energia” afferma Aliyah Field, statunitense, uno dei sei attivisti che hanno scalato la piattaforma.
Zoe Buckley Lennox, attivista australiana, scendendo dalla piattaforma ha twittato: “Sei giorni fa eravamo solo noi sei. Ora in milioni sono con noi. Shell ha provato a metterci a tacere ma ha contribuito solo a far sentire il nostro messaggio più forte. #TheCrossing.” La Polar Pioneer, che viene trasportata da una nave cargo lunga 217 metri chiamata Blue Marlin, è una delle due piattaforme petrolifere che la Shell sta mandando nell'Artico quest'anno.
La seconda, Noble Discoverer, è una delle più vecchie al mondo. A dicembre 2014, Noble Drilling, uno delle maggiori società in subappalto di Shell, proprietaria della Noble Discoverer, ha ammesso la responsabilità di otto diversi reati in relazione ai tentativi di Shell di trivellare nell'Oceano Artico nel 2012.
Entrambe le piattaforme stanno attraversando il Pacifico e faranno tappa a Seattle prima di recarsi nel mare di Chukchi. Shell vuole usare il porto di Seattle come base per la flotta artica della compagnia, ma nella città americana vi è un'opposizione crescente alle trivellazioni.

Segui tutte le novità e gli sviluppi su: https://www.savethearctic.org/it/live/

mercoledì 18 marzo 2015

Meeting del volontariato 2015


Oltre 8mila visitatori, tra cui tanti studenti, per l’ottava edizione del Meeting del Volontariato che si è svolto presso la Fiera del Levante di Bari il 14 e 15 marzo scorso, che ha visto tra le tantissime associazioni presenti, anche i volontari del gruppo locale di Bari di Greenpeace.
Gli organizzatori del Meeting, il Centro di Servizio al Volontariato 'San Nicola' in collaborazione con le 100 associazioni partecipanti hanno, ancora una volta, sperimentato il successo di questa manifestazione a dimostrazione che l’impegno gratuito fa notizia, arriva al cuore della gente che non vuole essere semplice spettatrice della realtà, ma protagonista fattiva.
Il tema del Meeting 'Amanti della realtà. La periferia al centro' ha suscitato l’interesse dei visitatori e delle autorità partecipanti, perché, come è stato testimoniato dalla presidente del Csv 'San Nicola', Rosa Franco, “rimettere la periferia al centro passa attraverso gesti semplici e quotidiani. Non è uno sforzo, ma è un’educazione, una posizione umana.
Grande successo hanno riscosso gli eventi culturali, con le due mostre 'Azzardo: non chiamiamolo gioco' della Fondazione Exodus onlus  e 'Generare bellezza. Nuovi inizi alle periferie del mondo', della Fondazione Avsi.
Sabato sera si è esibito il Coro Alecrim in concerto, diretto da Elio Sciacovelli, che con i diversi generi musicali ha creato un’atmosfera calda e coinvolgente. Il Meeting del Volontariato si è concluso con un momento singolare, divertente e commovente. 'Associazioni allo sbaraglio'. I volontari di nove associazioni si sono messi in gioco: canti, siparietti, danza e pittura sono state le forme attraverso le quali si sono esibiti divertendosi, divertendoci per guadagnarsi i primi tre posti vincitori della gara.

martedì 17 marzo 2015

Incontro con gruppo scout

Il 12 marzo il gruppo locale di Bari è stato ospite del gruppo scout Agesci (18-20 anni) di Acquaviva delle Fonti. Tema dell’incontro: le principali fonti energetiche utilizzate in Italia e possibili soluzioni per ridurre le emissioni di CO2.
Come sempre abbiamo prima introdotto la nostra associazione spiegando chi siamo e cosa facciamo: alcuni di loro ci conoscevano ed erano molto preparati sui temi affrontati da Greenpeace. Dopo aver parlato delle cause e degli effetti del riscaldamento globale, si è focalizzata l'attenzione sulla situazione energetica italiana.
Abbiamo parlato di produzione di energia elettrica, mettendo in luce l’importanza delle energie rinnovabili (nel 2013, in Italia, il 43% dell’energia elettrica è stata prodotta grazie principalmente all'idroelettrico, solare ed eolico).
Il tema delle trivellazioni petrolifere ha creato un dibattito quando abbiamo mostrato che tutto il petrolio potenzialmente estraibile in Italia può assicurare alla nazione un’indipendenza dall'importazione di petrolio di soli tre anni, stando agli attuali consumi. A tal proposito abbiamo parlato di mobilità sostenibile. Le statistiche sulla mobilità dei giovani sono state un’occasione di confronto con tutti i presenti.
L’incontro è durato quasi due ore, ma l’entusiasmo e l’interesse dei presenti hanno reso questo tempo sin troppo breve.
Molto spesso la gente chiede a noi volontari di Greenpeace “dove trovate l’entusiasmo per sensibilizzare la gente?”: vedere brillare gli occhi degli interlocutori interessati non ha prezzo. E il 12 marzo il luccichio degli occhi dei ragazzi ha reso il nostro cuore più luminoso che mai.

venerdì 6 marzo 2015

il Movimento Decrescita Felice incontra Greenpeace

Il pomeriggio del 5 Marzo i volontari baresi di Greenpeace hanno partecipato ad un evento organizzato dal Movimento Decrescita Felice (MDF) di Bari presso la Libreria Campus.
L'incontro, moderato da Patty L'Abbate, ha avuto inizio con l'intervento di Antonio Aprile sul tema "Il progresso secondo Pier Paolo Pasolini”, definito dallo stesso Aprile come uno dei precursori della Decrescita Felice.
E difatti Pasolini scriveva sul Corriere della Sera del 1 febbraio 1975: "Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta)."
Un pensiero che anticipava di molti anni movimenti e pensieri ecologisti, che solo successivamente si sono diffusi nella nostra nazione.

E' stata poi la volta del coordinatore del gruppo locale che, dopo aver presentato Greenpeace, ha interagito con il pubblico presente in libreria. Le principali tematiche affrontate nel dibattito hanno riguardato la situazione energetica italiana e mondiale. In particolare si è discusso sull'attuale Strategia Energetica Nazionale che mira ad utilizzare tutte le riserve petrolifere presenti nel territorio nazionale. Greenpeace, impegnata attivamente con la campagna “Non è un Paese per fossili”, ha lanciato una petizione online (http://www.greenpeace.org/italy/non-fossilizziamoci) per chiedere ai cittadini italiani di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili.
Si è parlato anche del calo del prezzo del petrolio che ha avuto effetti sulle trivellazioni nell'Artico e sulle tecniche di estrazione di gas naturale e petrolio dalle rocce di scisto (fracking), rendendo tali pratiche economicamente sconvenienti. Ma Greenpeace chiede una soluzione definitiva e con la campagna Save The Arctic, chiede ai leader mondiali di creare un Santuario globale protetto nell'area disabitata attorno al Polo Nord, e di istituire il divieto di trivellazioni petrolifere e di pesca distruttiva nelle delicate acque dell'Artico.
Ma non sono solo la tecnologia e la politica a dover cambiare - e neppure solo l’energia. Il comportamento individuale, lo stile di vita e la cultura hanno una notevole influenza sul consumo di energia e sulla quantità di emissioni, con un potenziale di riduzione elevato in alcuni settori. Cambiamenti nei modelli di consumo, nelle diete (con la riduzione degli sprechi alimentari) possono diminuire notevolmente le emissioni di CO2.
Come sottolineato da Antonio Aprile, Pasolini nel 1975 poneva l’attenzione sulla scomparsa delle lucciole a causa dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Oggi lo stesso pericolo riguarda le api. Greenpeace con la campagna Salviamo Le Api chiede di salvaguardare gli insetti impollinatori con la messa al bando degli insetticidi che ne rappresentano una grave minaccia. Difatti queste sostanze chimiche, progettate appunto per uccidere gli insetti, sono utilizzate specialmente nelle aree agricole, dove le api e gli altri insetti impollinatori vivono e svolgono il loro prezioso lavoro di impollinazione.

Un incontro intenso, ricco di argomenti e spunti interessanti per tutti i presenti, con la speranza di aver avviato un ragionamento e delle riflessioni utili per migliorare l'atteggiamento di tutti, anche nei piccoli gesti della vita quotidiana.