Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

giovedì 9 gennaio 2020

Premiazione AMIU Puglia - Volontariato 2019

Lo scorso 5 gennaio, i volontari del gruppo locale di Bari sono stati premiati da AMIU Puglia, durante un evento tenutosi al Palazzetto dello Sport di Bari, insieme ad altre associazioni territoriali e cittadini attivi, per le attività svolte durante lo scorso anno.
Questo premio non può che spronarci ad essere ancora più presenti e attivi per il nuovo anno.
Difatti a partire dai prossimi giorni saremo varie volte in alcune scuole della nostra città, per incontrare tanti bimbi e costruire, insieme con le loro maestre, percorsi proattivi.
Vi ricordiamo che potete sempre contattarci via email per iniziative o diventare volontari all'indirizzo
  gl.bari@greenpeace.it (segnatevi questo nostro nuovo indirizzo di posta elettronica)  💚🌈☮

Sul palco insieme a Retake Bari ed altre associazioni territoriali, con il Presidente della Regione Puglia

lunedì 16 dicembre 2019

30 anni di Greenpeace a Bari

Il 2019 é un anno importante per i Volontari del Gruppo Locale di Bari di Greenpeace. Sono passati 30 anni da quel lontano 1989, in cui iniziò l'attività sul territorio come Gruppo di Contatto della allora giovanissima Greenpeace Italia, nata solo 3 anni prima.
In questi 30 anni il Gruppo Locale è stato impegnato in attività di vario tipo, legate a tutte le campagne di Greenpeace: dai referendum (per fermare il ritorno del nucleare nel 2011, al più recente inerente le trivellazioni in mare), alla campagna per la liberazione degli Arctic30 in Russia, senza dimenticare le tantissime attività per contrastare le varie tipologie di inquinamento, per la difesa di clima, foreste, oceani e per una agricolture più sostenibile.
Il tutto integrato con svariate iniziative come la recente creazione del circuito di locali PlasticaZero, proiezioni, dibattiti e attività di informazione e sensibilizzazione anche nelle scuole di vario ordine e grado.
Nei giorni precedenti si svolte varie iniziative, comprese alcune proiezioni e dibattiti presso l'Università degli Studi di Bari, durante le quali hanno partecipato tantissimi studenti sia di dipartimenti umanistici per la proiezione di Black Ice, che scientifici con la proiezione e dibattito di More then honey, che ha visto la presenza anche di un apicultore locale.
Infine, lo scorso giovedì 12 dicembre, il compleanno si è celebrato con una serata totalmente plastic free, organizzata dai volontari baresi di Greenpeace presso il Bilabì, un locale con annessa birreria artigianale, insieme a tantissimi amici, simpatizzanti, volontari del passato e cittadini.
La serata si è completata con l'esibizione dei Rekkiabilly, gruppo che nasce dalla passione per artisti come Louis Prima, Duke Ellington, Cab Calloway, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis. Oltre ai celebri miti americani, il gruppo barese sembra cogliere ispirazione anche dall'italiano Fred Buscaglione.
Come il cantautore torinese, infatti, anche i Rekkiabilly accompagnano la loro musica con liriche sagaci e sornione. Il rock'n roll della band è una miscela esplosiva, mai prevedibile, sempre coinvolgente e per l'occasione il gruppo, guidato da Dario Mattoni, ha suonato per la prima volta in pubblico il loro inedito dal titolo
"Il mare cambierà".



giovedì 5 dicembre 2019

Make Something Week 2019

Presso il Tazebike a Bari, si è svolto lo scorso 3 dicembre la terza edizione della “Make Something Week”, il maker festival internazionale di Greenpeace che, tra Novembre e Dicembre 2019, intende rivoluzionare le abitudini dei consumatori per promuovere la sostenibilità e ridurre gli impatti ambientali creando modelli di consumo alternativi a quelli che attualmente stanno distruggendo il Pianeta.
Il format MSW si pone l’obiettivo di proporre un modello di consumo in linea con i principi del “lifestyle 1.5”: uno stile di vita nuovo,
rivoluzionario – in cui “1.5” si riferisce all’aumento massimo della temperatura media globale stabilito dagli accordi di Parigi per limitare i cambiamenti climatici – e dunque anche capace di dare vita al “cittadino 1.5”, più responsabile e attento a quel che consuma. 

Il Programma, ad ingresso libero, ha visto lo svolgersi delle seguente attività/workshop: 

Riciclo creativo: Realizza da solo la tua shopping bag! Portando una vecchia T-shirt l'abbiamo trasformata insieme nella borsa per la spesa ecologica! Il laboratorio che è durato per l'intero pomeriggio ha permesso ai partecipanti di realizzare tantissimi bellissimi shopper in tessuto (a cura del gruppo Drops of Ecology youth exchange).


Homemade: dimostrazioni pratiche per realizzare insieme alcuni oggetti indispensabili per la vita di ogni giorno: dalla beewrap per sostituire la pellicola per alimenti al dentifricio.

Workshop "CartoliAmo": la maker Sarah Paparella ha realizzato con i bambini degli addobbi natalizi creativi con materiale di riuso (cartoncino, sughero, velina e rafia), assistita dai volontari baresi di Greenpeace che insieme ai bimbi presenti hanno realizzato tantissimi e bellissimi addobbi in tema Natale.




Laboratorio delle bambole: a partire da ritagli di stoffa e senza l'utilizzo di ago e filo, i bambini, ma anche gli adulti presenti e curiosi :) sono stati in grado di realizzare la loro personalissima bambola di stoffa.
(Workshop a cura di Marta Bellini).










I consigli del ciclomeccanico
! È possibile riutilizzare dei pezzi della nostra vecchia bici sgangherata per ridare la vita ad un'altra bicicletta o per creare degli oggetti copletamente diversi, come una cintura o un portafogli? E come fare affinché la nostra attuale bici si mantenga in forma nel tempo? Lo ha spiegato Michael Lester Mayeux, ciclomeccanico del Tazebike.

L’edizione 2019 di Make Something Week ha affrontato anche il tema delle pubblicità commerciali negli spazi pubblici e del modo in cui i cartelloni pubblicitari riescano ancora a influenzare i cittadini nelle scelte quotidiane di consumo. Insieme alla partecipazione dei volontari di Greenpeace, dei cittadini e dei partner locali che aderiscono all’iniziativa, sono stati quindi proposti laboratori creativi con artisti e writers per diffondere manifesti e messaggi sociali, culturali e politici che da un lato vogliono risvegliare lo spirito di collaborazione e la capacità di “fare insieme”, mentre dall’altro incoraggiano la riflessione sulle problematiche ambientali derivanti dal consumismo irrazionale che caratterizza il consumatore e le società moderne.

venerdì 8 novembre 2019

Greenpeace davanti ai supermercati per sensibilizzare i consumatori sull'inquinamento da plastica


In occasione del Global Refill Day, la giornata internazionale promossa da Greenpeace in tutto il mondo per sensibilizzare i cittadini sulle alternative agli imballaggi in plastica monouso, i volontari di Greenpeace si sono recati davanti ai supermercati in 18 città, tra cui BARI, invitando i consumatori a disfarsi del packaging eccessivo e a utilizzare contenitori riutilizzabili per gli acquisti quotidiani.

Sono queste le soluzioni principali che le multinazionali non offrono e a cui bisogna ricorrere per limitare la crescente produzione di plastica su scala globale - impiegata principalmente per la produzione di imballaggi usa e getta - che si traduce nell’immissione di quantità sempre maggiori di questo materiale nei mari e nell'ambiente.

A Bari i volontari di Greenpeace si sono recati davanti ai supermercati presenti in via Melo e hanno raccolto la plastica degli imballaggi man mano che i consumatori uscivano dai negozi per mostrare la montagna di rifiuti in plastica che si viene a creare. I supermercati sono dei grandi distributori di plastica usa e getta, molto spesso eccessiva e superflua, soprattutto a causa della dipendenza delle grandi multinazionali da grandi quantità di imballaggi per confezionare i loro prodotti.

È necessario che le multinazionali invertano subito la rotta, riducendo la produzione e investendo in soluzioni basate sullo sfuso e sulla ricarica che non prevedano il ricorso a imballaggi monouso, per evitare che la Terra si trasformi in un Pianeta di plastica. Riteniamo che tassare la plastica sia sicuramente giusto, e con tale provvedimento il governo finalmente prende atto che questo materiale è problematico per l’ambiente: quindi, il suo uso va disincentivato.

La tassazione dovrebbe essere accompagnata però da una serie di sgravi e incentivi per il ricorso ad alternative a basso impatto ambientale come lo sfuso o i sistemi basati sulla ricarica e il riutilizzo dei contenitori. Secondo stime recenti la produzione di plastica aumenterà del 40 per cento nei prossimi dieci anni e sarà responsabile del 20 per cento del consumo mondiale di petrolio, aggravando ulteriormente l’emergenza climatica planetaria.

Proprio per spingere chi immette sul mercato globale le più grandi quantità di plastica usa e getta, Greenpeace ha da tempo lanciato una petizione
no-plastica.greenpeace.it , sottoscritta da più di cinque milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi come Nestlé, Unilever, Coca-Cola, PepsiCo, Ferrero, San Benedetto e Danone di ridurre subito la produzione e investire in sistemi di consegna alternativi che non prevedano il ricorso a contenitori e imballaggi in plastica e altri materiali monouso.

martedì 29 ottobre 2019

Mistery food: “Non mangiamoci il Pianeta”

Gli schermi televisivi pullulano di chef, mentre migliaia di persone scendono in piazza in difesa del Pianeta. Greenpeace ha invitato lo scorso 26 ottobre i cittadini di 18 città, tra cui Bari, a giocare con “Mistery Food” per ricordare che tra queste due realtà c’è una connessione diretta, che passa per i nostri piatti, per le nostre scelte alimentari e, soprattutto, per le scelte politiche ed economiche di istituzioni e aziende.
In Corso Vittorio Emanuele è stato allestito un set ispirato alle note competizioni culinarie televisive ha accolto i passanti, che sono stati invitati a indovinare gli ingredienti dei piatti esposti, giocando con una mistery food box per scoprire gli ingredienti nascosti. Un gioco - molto serio in realtà - per svelare gli impatti ambientali che si nascondono dietro alle nostre scelte: l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi, la deforestazione legata alla produzione di carne e mangimi, la drammatica riduzione delle popolazioni ittiche a causa della pesca industriale.
In tutte le “mistery food box” c’era un termometro a indicare la grande sfida del nostro tempo, i cambiamenti climatici, ai quali il comparto agro alimentare contribuisce per il 25 per cento in termini di produzione di gas serra, con una parte consistente da attribuire al sistema di produzione di carne, latte e derivati. Una percentuale già troppo alta e destinata ad aumentare se non si interviene con decisione.
La nostra alimentazione è ormai principalmente basata su modelli di produzione intensiva insostenibili per il Pianeta e se intendiamo seriamente agire per frenare il riscaldamento globale dobbiamo cambiare radicalmente il sistema che porta il cibo nei nostri piatti.
Sono importanti le scelte individuali, ma ancora di più quelle dei decisori politici, italiani ed europei, che devono decidere di utilizzare i fondi pubblici della Politica agricola comune (PAC) per il sostegno delle produzioni ecologiche, e non più per quelle intensive. Occorre una normativa per fermare il commercio di materie prime prodotte distruggendo le foreste e l’impegno a istituire una rete di santuari marini in grado di proteggere almeno il 30 per cento dei nostri mari.
Alleggerire l’impatto del nostro sistema alimentare vuol dire anche ridurre la produzione e il consumo di alcuni prodotti, come quelli animali o quelli che contribuiscono alla deforestazione, e ognuno di noi può fare qualcosa per andare in questa direzione.

I volontari di Greenpeace hanno regalato ai passanti l’Eco-menu: una guida pieghevole con 10 consigli pratici per una spesa amica del Pianeta, invitandoli ad unirsi a loro nell’appello comune “Non Mangiamoci il Pianeta”.

Firma la petizione:
Il pianeta nel piatto