Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

sabato 30 luglio 2016

Greenpeace Italia compie 30 anni


Era il 30 luglio 1986, Greenpeace apriva un piccolo ufficio a Roma. Da allora l’organizzazione non ha mai smesso di crescere e in Italia conta oggi 77 mila sostenitori, oltre 600 mila cyberattivisti e una trentina di gruppi locali in tutta Italia, tra i quali il nostro di Bari. Non abbiamo mai abbandonato il nostro Dna e ci battiamo in Italia e nel mondo per le foreste, gli oceani, l’agricoltura sostenibile, le energie pulite, contro il cambiamento climatico e l’inquinamento, per un futuro di pace.


In questo mese abbiamo esposto al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, la mostra fotografica “30 ANNI E NON METTIAMO LA TESTA A POSTO”, che sarà esposta in seguito in altre città italiane. Sempre a Roma, all’Isola Tiberina, nell’ambito de “L’Isola del Cinema”, martedì 26 luglio, abbiamo proiettato il film “How to change the world”, che racconta la storia della fondazione di Greenpeace in Canada 45 anni fa ed ha vinto diversi premi cinematografici, anche al prestigioso Sundance Film Festival. Il titolo del film, “Come cambiare il mondo” riassume il tratto genetico della nostra organizzazione: nessun obiettivo, per quanto proibitivo, è impossibile!

E infine, come in ogni compleanno che si rispetti, abbiamo chiesto un regalo: una donazione attraverso la campagna di crowdfunding “Accendiamo il sole” per realizzare con voi un impianto fotovoltaico a Lampedusa, e dare così energia pulita e rinnovabile! Il risultato è stato fantastico, in meno di due settimane quasi mille persone ci hanno permesso di raggiungere con largo anticipo l'obiettivo di raccolta fondi. Grazie a tutti Voi!

giovedì 21 luglio 2016

Siemens, abbiamo un messaggio per te: salviamo il cuore dell'Amazzonia!

Gli indigeni Munduruku, con l’aiuto di attivisti di Greenpeace, hanno effettuato un’operazione informale di delimitazione delle loro terre, nel cuore dell’Amazzonia dove il governo brasiliano intende realizzare la mega diga di São Luiz do Tapajós. Un progetto devastante, che inonderà parte delle loro terre distruggendo una vasta area della foresta amazzonica.
I Munduruku, che abitano la valle del Tapajós da generazioni, combattono da più di trent’anni per difenderla dalla minaccia dei megaprogetti idroelettrici. “Questa è una battaglia importante non solo per noi, ma per tutti gli abitanti del Pianeta, perché stiamo parlando di una delle più grandi foreste al mondo” afferma Juarez, portavoce dei Munduruku.
Siemens è una delle poche aziende al mondo in grado di costruire mega dighe e purtroppo ha già portato distruzione nella Foresta Amazzonica.
Chiedi anche tu a Siemens di escludere ogni partecipazione alla costruzione della diga idroelettrica di São Luiz do Tapajós, assumendo pubblicamente una posizione contro la distruzione della Foresta: recapitagli questo “messaggio di ♥” condividendo questo video (https://www.facebook.com/GreenpeaceItalia/videos/10153757053039499/) sulla pagina Siemens Italia (nei commenti dei post)!

Per approfondire puoi leggere:


mercoledì 6 luglio 2016

Accendiamo il sole!


Greenpeace Italia compie 30 anni di azioni in difesa del Pianeta: per il nostro compleanno non spegniamo le candeline, ma accendiamo il sole! Vogliamo installare un impianto fotovoltaico a Lampedusa, come esempio di rivoluzione energetica possibile e concreta.
Abbandonare le fonti fossili pericolose e costose come il petrolio, a favore di energie rinnovabili, pulite ed economiche non è un'utopia, ma un progetto reale che ha bisogno di te! Aiutaci a realizzare il progetto con una donazione.
Cosa puoi fare tu?
Diventa protagonista della rivoluzione energetica: il tuo sostegno è fondamentale per raggiungere la cifra necessaria a coprire i costi dell'installazione dell'impianto. La burocrazia ha già fermato questo progetto, ma tu puoi farlo ripartire! Per i nostri 30 anni il regalo più bello è aiutarci a donare a Lampedusa un futuro verde, pulito e rinnovabile. Anche un piccolo contributo è importante per raggiungere l'obiettivo.
Lampedusa è una delle piccole isole italiane non connesse alla rete elettrica nazionale e produce energia elettrica quasi completamente dal petrolio. Una fonte non solo inquinante, ma anche molto costosa: l'energia così prodotta in questi paradisi mediterranei viene pagata da tutti noi in bolletta, con oltre 60 milioni di euro l'anno. Lo scorso anno è stata concessa l'autorizzazione a installare un impianto fotovoltaico da 40kW sull'edificio del Comune di Lampedusa. Ma per superare tutti gli ostacoli burocratici sono passati oltre 12 mesi e nel frattempo il bando per accedere ai fondi che avrebbero dovuto finanziare il progetto è scaduto. Una beffa. Greenpeace vuole intervenire per sbloccare questa assurda situazione e regalare energia pulita a tutti gli abitanti di Lampedusa! Installare questo impianto permetterebbe al Comune di risparmiare complessivamente quasi 200 mila euro, soldi che potranno essere utilizzati a vantaggio dei cittadini, per una Lampedusa più efficiente e pulita, un modello di isola 100% rinnovabile. Inoltre, eviteremo l'emissione di 300 tonnellate di CO2, l'equivalente di 1.091.000 km percorsi da un veicolo.
Lampedusa è anche simbolo di accoglienza per tante persone che fuggono da guerre, tra le cui cause troppo spesso c'è il petrolio, lo stesso che viene usato per produrre energia. Il sole, la vera fonte energetica di cui siamo ricchi, non è solo un modo per produrre energia pulita, ma anche segno di speranza per un futuro di pace. Aiutaci ad accendere il sole!
Da 30 anni in Italia Greenpeace entra in azione per difendere il Pianeta dai crimini ambientali. Una delle nostre più grandi battaglie è quella contro i cambiamenti climatici, la cui causa principale sono le fonti energetiche fossili come carbone e petrolio, e i cui effetti sono già tangibili: temperature in aumento, scioglimento dei ghiacci, desertificazione, alluvioni, innalzamento dei mari, migrazioni... Abbiamo sfidato multinazionali, bloccato estrazioni di petrolio e centrali a carbone, scalato grattacieli e piattaforme, ci siamo paracadutati dal cielo e immersi nelle profondità dei mari. Quest'anno compiamo 30 anni, ma non mettiamo la testa a posto: continueremo ad agire per un futuro di energie rinnovabili, pulite ed economiche. Le soluzioni ci sono già e vogliamo dimostrarlo.

Aiutaci anche tu su  www.accendiamoilsole.it

AGGIORNAMENTO: IN SOLI 15 GIORNI ABBIAMO RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DELLA NOSTRA RACCOLTA! GRAZIE A TUTTI PER IL SOSTEGNO!


lunedì 23 maggio 2016

In azione per liberare i supermercati dal tonno insostenibile Mareblu


Questo weekend centinaia di volontari di Greenpeace sono entrati in azione a Bari e nei supermercati di altre 25 città italiane per protestare contro il tonno in scatola Mareblu, in gran parte pescato con metodi non sostenibili.
A Bari i volontari di Greenpeace hanno agito in uno dei più grandi centri commerciali della città mettendo nel carrello della spesa tutti i prodotti di Mareblu in vendita, sostituiti da un cartello con la scritta “Mareblu lascia il mare vuoto come questo scaffale”. I prodotti quindi sono stati portati in giro per il supermercato per l’intera giornata, impedendo così ai consumatori di diventare complici inconsapevoli della distruzione degli oceani. Azioni analoghe si sono svolte in tutta Italia, anche con l’aiuto di altre persone.
L’iniziativa fa parte di una campagna internazionale di Greenpeace contro Thai Union – il colosso del tonno in scatola proprietario in Italia del marchio Mareblu – accusato di praticare una pesca non sostenibile. Proprio in queste settimane la nave di Greenpeace “Esperanza” si trova nell’Oceano indiano per rimuovere i famigerati FAD, strumenti di pesca distruttivi usati anche dalle navi che riforniscono Thai Union. Oltre 300 mila persone in tutto il mondo hanno firmato una petizione per convincere la multinazionale tailandese a cambiare rotta.
E questo weekend centinaia di consumatori in Italia, Francia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti si sono uniti a Greenpeace per agire concretamente nell'ultimo anello della catena: i supermercati. Mareblu aveva promesso di convertirsi a una pesca 100% sostenibile entro la fine di quest’anno, ma nel 99% dei suoi prodotti si trova ancora tonno pescato con metodi distruttivi. La pesca eccessiva e distruttiva sta mettendo in crisi le principali popolazioni di tonno in tutto il mondo, e uccide migliaia di altri animali marini, tra cui varie specie di squali. Non possiamo restare a guardare: insieme a centinaia di persone che amano il mare abbiamo deciso di entrare in azione. Il futuro degli oceani dipende anche dalle scelte che facciamo ogni giorno, quando mettiamo una scatoletta di tonno nel carrello della spesa.
Solo qualche giorno fa Greenpeace aveva diffuso una video-denuncia, ispirato alla pubblicità televisiva di Mareblu, per svelare le pratiche di pesca distruttive di Thai Union, raggiungendo in poche ore oltre 500 mila visualizzazioni. Nel frattempo più di 73 mila persone hanno chiesto a Mareblu di praticare una pesca 100% sostenibile, firmando la petizione italiana di Greenpeace sul sito www.tonnointrappola.it

venerdì 29 aprile 2016

Parte la campagna 5 per mille



Devolvi a Greenpeace il tuo 5x1000 
Ci aiuterai a contrastare i cambiamenti climatici, difendere gli oceani, proteggere le ultime foreste primarie del pianeta, lavorare per il disarmo e la pace, creare un futuro libero da sostanze tossiche, promuovere l'agricoltura sostenibile.



Dare il 5x1000 non significa pagare più tasse, ma decidere di destinarne una parte ad attività sociali. Sali a bordo con noi, bastano due mosse:

1. Metti la tua firma nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..."
2. Inserisci nello spazio "codice fiscale del beneficiario" il codice fiscale di Greenpeace: 97046630584.