Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

giovedì 20 novembre 2014

Ti presento i miei: Green & Peace

Per la prima volta abbiamo deciso di organizzare un incontro pubblico al quale, oltre ai volontari baresi di Greenpeace, hanno partecipato due realtà strettamente legate alle parole che creano il nome della nostra associazione, in questi giorni protagonista presso il Centro Polifunzionale Studenti con la mostra fotografica "Greenpeace nelle foto di Pino Di Cillo".
Abbiamo chiesto quindi all'associazione Greenrope e al Movimento Nonviolento Puglia di intervenire per raccontarci chi sono, cosa fanno e come mettono in pratica i loro ideali ed obiettivi per tutelare ambiente e pace.

GreenRope nasce nel cuore della Puglia dalla passione e dall'energia di un gruppo di ragazzi. I progetti locali ed europei riguardano soprattutto la protezione e conservazione dell'ambiente e della biodiversità' e lo sviluppo sostenibile. Tutto questo per realizzare un sogno: rendere le persone più consapevoli, diffondere la voce di messaggi positivi grazie ad azioni concrete, partecipazione attiva, mobilita' giovanile e grazie ai principi di educazione formale e non formale.

Con questi ragazzi era presente all'evento il Movimento Nonviolento che sin dalle origini, ha a cuore il legame tra l’istanza della pace e la necessità del rispetto per i viventi nell'unico ambiente nel quale tutti abitiamo. Nel ‘900 queste due opzioni si legarono ancor più strettamente: la guerra diventa sempre più devastante per le popolazioni e per l’ambiente, la difesa degli ecosistemi si lega a sua volta con la resistenza delle popolazioni ai nuovi imperialismi bellici fondati sul marketing della guerra. Oggi più che mai possiamo leggere in modo sistemico e complesso una contemporaneità in cui, molto vicini a un punto di non ritorno, possiamo sperare di farcela solo mantenendo salda l’alleanza tra pace tra gli uomini e protezione degli equilibri naturali.

Ovviamente non sono mancati gli interventi e le domande da parte del pubblico ed una breve presentazione di Greenpeace e delle attività sia nazionale che locali, con la proiezione di alcuni video inerenti le nostre campagne attuali ed azioni del passato.

lunedì 10 novembre 2014

Mostra fotografica "Greenpeace nelle foto di Pino Di Cillo"

20 foto scattate da responsabile del Gruppo di Appoggio di Bari che documentano le iniziative svolte dal 1991 al 1995.
20 foto, una parte dell’intero archivio che, in questa occasione, viene donato al Gruppo Locale di Bari quale doveroso personale contributo, con la speranza che possano anche rappresentare una fonte di sostegno finanziario alle campagne che Greenpeace svolge e sviluppa quotidianamente dal 1971 con le azioni dirette non violente a tutela del nostro Pianeta.
Quel che a distanza di anni ancora affascina è che non sono cambiati gli ideali di tutela e rispetto per l’ambiente, di pace e non violenza che accomunano i sostenitori di allora con quelli di oggi, a dimostrazione che c’è ancora tanto da fare, ma anche che c’è molta gente propensa ad avviare e consolidare una inversione di tendenza sulla Terra.
 Negli anni ‘90 Greenpeace poneva il problema dei cambiamenti climatici e duole notare che oggi, i Gruppi locali, debbano ancora occuparsi di informare, sensibilizzare, discutere e manifestare per lo stesso problema, puntare sull'educazione ambientale assente dai programmi scolastici, discutere di una politica italiana ancorata al fossile e che non incentiva le energie rinnovabili.
 Per fortuna ci sarà sempre qualcuno disposto a scalare una piattaforma petrolifera o a pedalare per salvare l’Artico, ad impedire la caccia alle balene o ad analizzare il cibo per liberarlo da pesticidi e OGM.
E’ questo lo scopo di Greenpeace e dei volontari dei Gruppi Locali: Dare voce a chi voce non ha. Dare voce al nostro fragile Pianeta. 

Pino Di Cillo e i volontari di Greenpeace Gruppo Locale Bari 

La mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente fino al 20 novembre 2014presso la hall del Centro Polifunzionale Studenti (ex Palazzo Poste)

dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20
e il sabato dalle 8 alle 13. 



mail contatto/info:
 pinodicillo@gmail.com
 gl.bari.it@greenpeace.org

venerdì 7 novembre 2014

Incontro con studenti scuole medie

Ieri 6 novembre abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi frequentanti le scuole medie per un pomeriggio di informazione e sensibilizzazione ambientale. All'incontro, che si è tenuto nell'Auditorium attiguo alla chiesa di San Marcello a Bari, hanno partecipato anche genitori e cittadini.
Siamo sempre lieti di questi inviti, ai quali ovviamente rispondiamo con entusiasmo.
All'inizio non è semplice "rompere il ghiaccio" su tematiche che possono sembrare molto lontane ad un ragazzino dodicenne, come il global warming, il cambiamento climatico, la deforestazione. Ma poi tramite qualche video, immagini e domande stimolanti e in alcuni casi anche provocatorie, si riesce ad affrontare le attuali problematiche e quali potrebbero essere delle semplici soluzioni da attuare nella vita quotidiana, trasformando i nostri ragazzi da soggetti "passivi" a veri e propri propulsori delle buone prassi, anche con i propri genitori ed insegnanti.
C'è tanto da fare, ma riteniamo sia fondamentale informare e sensibilizzare i ragazzi già dalle scuole elementari, perché ricordiamoci sempre che la Terra non ci è data in eredità dai padri, ma in affitto dai figli.


Vi ricordiamo che siamo sempre disponibili ad incontri con studenti o pubblici di sensibilizzazione ambientale in merito alle nostre campagne e per questo o altre info potete contattarci al nostro indirizzo email: gl.bari.it@greenpeace.org

giovedì 9 ottobre 2014

Tutto è fantastico, se LEGO salva l’Artico!

Oggi abbiamo ricevuto la notizia incredibile: dopo una campagna di tre mesi supportata da più di un milione di persone in tutto il mondo, LEGO ha annunciato che non rinnoverà il suo contratto con la compagnia petrolifera Shell.
Questa è una notizia fantastica per gli appassionati di LEGO e difensori dell'Artico di tutto il mondo. Ed è un durissimo colpo per la strategia di partnership di Shell con marchi amati per ripulire la propria immagine.  
Come abbiamo vinto questa battaglia per l'Artico? Vediamolo insieme, ripercorrendo i primi cinque momenti della nostra campagna: Il video più virale della storia di Greenpeace  



Personaggi famosi, un orso polare molto triste, e la versione più deprimente- della canzone più allegra - che tu abbia mai sentito. Tutto questo ha attirato l'attenzione dei mass media e ha totalizzato quasi sei milioni di visualizzazioni! Il video è stato brevemente rimosso da YouTube a causa del "copyright", ma è stato ripubblicato dopo una protesta collettiva durata 18 ore!

I bambini giocano a protestare

I fan più piccoli di LEGO hanno preso in mano la situazione - letteralmente. Decine di bambini hanno costruito con i LEGO degli animali artici giganti proprio alle porte del quartier generale della Shell a Londra, in segno di protesta contro la partnership della loro fabbrica di giocattoli preferita con una compagnia petrolifera spregiudicata.

La crescita della “LEGOlution”

Da Hong Kong a Parigi, fino a Roma, gli omini della LEGO hanno inscenato piccole ma furiose proteste contro gli accordi dei loro proprietari LEGO con Shell. Le proteste sono diventate famose in tutto il mondo, e la LEGOlution si è diffusa a macchia d’olio.

Festa a LEGOLAND  
Dei mini-scalatori LEGO hanno protestato in modo molto audace in una stazione di benzina Shell a Legoland (Billund, in Danimarca).
 
1 milione di persone si è fatto sentire!
Dopo soli tre mesi, oltre un milione di persone nel mondo ha chiesto a LEGO di porre fine al contratto con Shell, dimostrando l'incredibile forza e la potenza inarrestabile del nostro movimento globale.

Siamo così felici che LEGO abbia finalmente deciso di fare la cosa giusta! E 'una vittoria enorme per tutte le persone nel mondo che hanno chiesto LEGO di smettere di aiutare Shell a sembrare una società responsabile e premurosa - piuttosto che un’azienda che vuole trivellare l'Artico per il petrolio.
Per non giocarsi la propria rispettabilità, a causa alla crescente opposizione alle perforazioni in Artico, Shell ha bisogno di circondarsi di partner molto amati - musei, gallerie d'arte, festival musicali, eventi sportivi. L'annuncio di LEGO è un grande passo per spazzare via le coperture della Shell.
Ora che anche LEGO ha lasciato Shell,  è il momento di chiedere a Shell di lasciare l'Artico. Il gigante del petrolio ha recentemente annunciato i suoi piani di trivellazione nell’Alaska Artica nel 2015. Nel frattempo, i ghiacci artici si stanno sciogliendo, e quest’anno hanno raggiunto il loro minimo storico. Il tempo stringe per salvare l’Artico, e il momento di agire è ADESSO. Aiutaci a salvare l’Artico con la tua firma!

venerdì 26 settembre 2014

Un anno di Arctic30: la loro libertà è la nostra libertà

Manifestazione FreeTheArctic30 a Bari
E' passato un anno da quando la nostra azione pacifica nell'Artico è stata bloccata dagli agenti armati russi; quasi un anno da quando ci hanno illegittimamente accusati di pirateria e mandato in prigione per più di due mesi. Per noi non passa giorno senza pensare al tempo che abbiamo trascorso in carcere a Murmansk e a San Pietroburgo, o al fatto che non abbiamo “visto” la giustizia - siamo liberi, sì, ma ci è stata concessa un’amnistia per un reato che non abbiamo commesso. Ma almeno siamo a casa con le nostre famiglie, che è certo molto di più di quanto avviene alle migliaia di altri attivisti di tutto il mondo che continuano ad essere perseguitati o imprigionati perché lottano per ciò in cui credono.  
I nostri compagni attivisti in India, Spagna, Stati Uniti e in Russia, sono ancora al centro di un fuoco incrociato di governi e di industrie che si sentono minacciati dalla società civile e decisi a mettere a tacere l'opposizione in ogni modo.
Questo sta avvenendo con la criminalizzazione della protesta pacifica e il restringimento dello spazio democratico in tutto il mondo.
In Russia, l’attivista Yevgeny Vitishko, 40 anni,  - un membro della ONG di Vigilanza Ambientale per il Caucaso del Nord - protestava contro l'impatto ambientale delle Olimpiadi invernali di Sochi quando è stato arrestato. Il suo "crimine"
? Dipingere su un recinto le parole "La foresta è di tutti". Inizialmente gli è stata concessa la sospensione della pena, ma un giudice l’ha annullata, e nel febbraio di quest'anno è stato condannato a tre anni in una colonia penale.
In Spagna, il governo è in procinto di approvare una legge che penalizza arbitrariamente la protesta pacifica con multe estreme. Una risposta diretta alle numerose manifestazioni di malcontento - pacifiche - dei cittadini verso le riforme dell’esecutivo, come gli enormi tagli di spesa nella sanità e nell'istruzione.
In India, gli abitanti di Mahan si trovano ad affrontare pressioni estreme e gli attivisti ambientali sono perseguitati, a causa dei loro sforzi per impedire che una nuova miniera di carbone sia costruita da Essar e Hindalco, due compagnie minerarie alla ricerca delle riserve di carbone che si nascondono sotto le foreste. Dalle foreste di Mahan dipende il sostentamento di circa 55.000 persone. La loro cultura e la vita della comunità si intrecciano con i territori che le aziende stanno minacciando di distruggere.
Se le aziende vinceranno, queste comunità locali saranno costrette ad andarsene.
Eppure gli abitanti di Mahan non si sono fermati: si sono riuniti per raccogliere sostegno, hanno organizzato manifestazioni e incontri pubblici per aumentare la consapevolezza dei propri diritti nella regione. Ma le autorità vogliono “schiacciare” i manifestanti su tutti i fronti. Il 29 luglio, la polizia ha sequestrato un ripetitore di telefonia mobile e i pannelli solari che Greenpeace India aveva istituito nel villaggio di Amelia. Lo stesso giorno, nel bel mezzo della notte, due attivisti di Greenpeace India sono stati arrestati senza un mandato.
Negli Stati Uniti, i diritti fondamentali stanno andando a rotoli più velocemente di quanto possiamo pensare. Oltre alle violazioni terribili dei diritti umani di Ferguson, alcuni attivisti ambientali si trovano ad affrontare il carcere. Otto persone, che hanno semplicemente appeso uno striscione contro la deforestazione diretto a Procter & Gamble, sono sotto processo, accusati di furto con scasso e atti vandalici, reati che comportano una pena massima totale di nove anni e mezzo di carcere e 20.000 dollari in multe per ogni attivista. Conseguenze terrificanti e irragionevoli per un'azione del tutto pacifica che non ha fatto male a una mosca. Se fossero condannati con capi d’accusa tanto gravi, si tratterebbe della prima volta nella lunga storia di azione non violenta di Greenpeace USA.
E 'impossibile guardare a questi esempi - e ce  ne sono molti, molti di più - e non considerarli nell’insieme del più ampio dibattito sulle libertà fondamentali-  libertà di espressione, il diritto di manifestare il proprio dissenso, la libertà di riunione, e in alcuni casi come in Russia o a Ferguson, anche sulla libertà di stampa. A livello globale i poteri forti, corporazioni e governi cominciano a ostacolare sempre più i diritti degli individui. E’ un crescendo allarmante e pericoloso che, se lasciato incontrollato, potrebbe portare al disfacimento completo dei diritti per cui abbiamo combattuto tanto duramente.
Cosa direbbe Martin Luther King se potesse vedere Ferguson adesso? Come si sentirebbe Gandhi nel vedere l'opera della sua vita “disfatto” al giorno d’oggi? Che cosa accadrebbe a Rosa Parks se respingesse oggi le leggi ingiuste in America?
Non dobbiamo riposare sugli allori o pensare - neanche per un momento - che quelle battaglie appartengono a qualcun altro, in qualche altro posto. Di fronte a questo tipo di repressione, l'unica soluzione possibile è quella di combattere e lottare di più, con la gente, con argomentazioni pacifiche, e, soprattutto, non perdere mai la speranza che vinceremo.
Unisciti a noi in solidarietà con coloro che vengono perseguitati e imprigionati in tutto il mondo.

Trova i modi per aiutare gli attivisti a tornare liberi: Vitishko, No somos Delito e Junglistan. Grazie!


Gli Arctic 30 Peter, Miguel, Camila, Colin, Ana Paula, Phil, Kieron, Alexandra, Frank, Anthony, Iain, Alexandre, Paul, Faiza, Mannes, Anne Mie, Sini, Francesco, Cristian, Jonathan, David J, Tomasz, Roman, Denis, Dima, Marco, Gizem, Ruslan, Andrey and Ekaterina.

Video Gallery