Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

giovedì 21 luglio 2016

Siemens, abbiamo un messaggio per te: salviamo il cuore dell'Amazzonia!

Gli indigeni Munduruku, con l’aiuto di attivisti di Greenpeace, hanno effettuato un’operazione informale di delimitazione delle loro terre, nel cuore dell’Amazzonia dove il governo brasiliano intende realizzare la mega diga di São Luiz do Tapajós. Un progetto devastante, che inonderà parte delle loro terre distruggendo una vasta area della foresta amazzonica.
I Munduruku, che abitano la valle del Tapajós da generazioni, combattono da più di trent’anni per difenderla dalla minaccia dei megaprogetti idroelettrici. “Questa è una battaglia importante non solo per noi, ma per tutti gli abitanti del Pianeta, perché stiamo parlando di una delle più grandi foreste al mondo” afferma Juarez, portavoce dei Munduruku.
Siemens è una delle poche aziende al mondo in grado di costruire mega dighe e purtroppo ha già portato distruzione nella Foresta Amazzonica.
Chiedi anche tu a Siemens di escludere ogni partecipazione alla costruzione della diga idroelettrica di São Luiz do Tapajós, assumendo pubblicamente una posizione contro la distruzione della Foresta: recapitagli questo “messaggio di ♥” condividendo questo video (https://www.facebook.com/GreenpeaceItalia/videos/10153757053039499/) sulla pagina Siemens Italia (nei commenti dei post)!

Per approfondire puoi leggere:


mercoledì 6 luglio 2016

Accendiamo il sole!


Greenpeace Italia compie 30 anni di azioni in difesa del Pianeta: per il nostro compleanno non spegniamo le candeline, ma accendiamo il sole! Vogliamo installare un impianto fotovoltaico a Lampedusa, come esempio di rivoluzione energetica possibile e concreta.
Abbandonare le fonti fossili pericolose e costose come il petrolio, a favore di energie rinnovabili, pulite ed economiche non è un'utopia, ma un progetto reale che ha bisogno di te! Aiutaci a realizzare il progetto con una donazione.
Cosa puoi fare tu?
Diventa protagonista della rivoluzione energetica: il tuo sostegno è fondamentale per raggiungere la cifra necessaria a coprire i costi dell'installazione dell'impianto. La burocrazia ha già fermato questo progetto, ma tu puoi farlo ripartire! Per i nostri 30 anni il regalo più bello è aiutarci a donare a Lampedusa un futuro verde, pulito e rinnovabile. Anche un piccolo contributo è importante per raggiungere l'obiettivo.
Lampedusa è una delle piccole isole italiane non connesse alla rete elettrica nazionale e produce energia elettrica quasi completamente dal petrolio. Una fonte non solo inquinante, ma anche molto costosa: l'energia così prodotta in questi paradisi mediterranei viene pagata da tutti noi in bolletta, con oltre 60 milioni di euro l'anno. Lo scorso anno è stata concessa l'autorizzazione a installare un impianto fotovoltaico da 40kW sull'edificio del Comune di Lampedusa. Ma per superare tutti gli ostacoli burocratici sono passati oltre 12 mesi e nel frattempo il bando per accedere ai fondi che avrebbero dovuto finanziare il progetto è scaduto. Una beffa. Greenpeace vuole intervenire per sbloccare questa assurda situazione e regalare energia pulita a tutti gli abitanti di Lampedusa! Installare questo impianto permetterebbe al Comune di risparmiare complessivamente quasi 200 mila euro, soldi che potranno essere utilizzati a vantaggio dei cittadini, per una Lampedusa più efficiente e pulita, un modello di isola 100% rinnovabile. Inoltre, eviteremo l'emissione di 300 tonnellate di CO2, l'equivalente di 1.091.000 km percorsi da un veicolo.
Lampedusa è anche simbolo di accoglienza per tante persone che fuggono da guerre, tra le cui cause troppo spesso c'è il petrolio, lo stesso che viene usato per produrre energia. Il sole, la vera fonte energetica di cui siamo ricchi, non è solo un modo per produrre energia pulita, ma anche segno di speranza per un futuro di pace. Aiutaci ad accendere il sole!
Da 30 anni in Italia Greenpeace entra in azione per difendere il Pianeta dai crimini ambientali. Una delle nostre più grandi battaglie è quella contro i cambiamenti climatici, la cui causa principale sono le fonti energetiche fossili come carbone e petrolio, e i cui effetti sono già tangibili: temperature in aumento, scioglimento dei ghiacci, desertificazione, alluvioni, innalzamento dei mari, migrazioni... Abbiamo sfidato multinazionali, bloccato estrazioni di petrolio e centrali a carbone, scalato grattacieli e piattaforme, ci siamo paracadutati dal cielo e immersi nelle profondità dei mari. Quest'anno compiamo 30 anni, ma non mettiamo la testa a posto: continueremo ad agire per un futuro di energie rinnovabili, pulite ed economiche. Le soluzioni ci sono già e vogliamo dimostrarlo.

Aiutaci anche tu su  www.accendiamoilsole.it

AGGIORNAMENTO: IN SOLI 15 GIORNI ABBIAMO RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DELLA NOSTRA RACCOLTA! GRAZIE A TUTTI PER IL SOSTEGNO!


lunedì 23 maggio 2016

In azione per liberare i supermercati dal tonno insostenibile Mareblu


Questo weekend centinaia di volontari di Greenpeace sono entrati in azione a Bari e nei supermercati di altre 25 città italiane per protestare contro il tonno in scatola Mareblu, in gran parte pescato con metodi non sostenibili.
A Bari i volontari di Greenpeace hanno agito in uno dei più grandi centri commerciali della città mettendo nel carrello della spesa tutti i prodotti di Mareblu in vendita, sostituiti da un cartello con la scritta “Mareblu lascia il mare vuoto come questo scaffale”. I prodotti quindi sono stati portati in giro per il supermercato per l’intera giornata, impedendo così ai consumatori di diventare complici inconsapevoli della distruzione degli oceani. Azioni analoghe si sono svolte in tutta Italia, anche con l’aiuto di altre persone.
L’iniziativa fa parte di una campagna internazionale di Greenpeace contro Thai Union – il colosso del tonno in scatola proprietario in Italia del marchio Mareblu – accusato di praticare una pesca non sostenibile. Proprio in queste settimane la nave di Greenpeace “Esperanza” si trova nell’Oceano indiano per rimuovere i famigerati FAD, strumenti di pesca distruttivi usati anche dalle navi che riforniscono Thai Union. Oltre 300 mila persone in tutto il mondo hanno firmato una petizione per convincere la multinazionale tailandese a cambiare rotta.
E questo weekend centinaia di consumatori in Italia, Francia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti si sono uniti a Greenpeace per agire concretamente nell'ultimo anello della catena: i supermercati. Mareblu aveva promesso di convertirsi a una pesca 100% sostenibile entro la fine di quest’anno, ma nel 99% dei suoi prodotti si trova ancora tonno pescato con metodi distruttivi. La pesca eccessiva e distruttiva sta mettendo in crisi le principali popolazioni di tonno in tutto il mondo, e uccide migliaia di altri animali marini, tra cui varie specie di squali. Non possiamo restare a guardare: insieme a centinaia di persone che amano il mare abbiamo deciso di entrare in azione. Il futuro degli oceani dipende anche dalle scelte che facciamo ogni giorno, quando mettiamo una scatoletta di tonno nel carrello della spesa.
Solo qualche giorno fa Greenpeace aveva diffuso una video-denuncia, ispirato alla pubblicità televisiva di Mareblu, per svelare le pratiche di pesca distruttive di Thai Union, raggiungendo in poche ore oltre 500 mila visualizzazioni. Nel frattempo più di 73 mila persone hanno chiesto a Mareblu di praticare una pesca 100% sostenibile, firmando la petizione italiana di Greenpeace sul sito www.tonnointrappola.it

venerdì 29 aprile 2016

Parte la campagna 5 per mille



Devolvi a Greenpeace il tuo 5x1000 
Ci aiuterai a contrastare i cambiamenti climatici, difendere gli oceani, proteggere le ultime foreste primarie del pianeta, lavorare per il disarmo e la pace, creare un futuro libero da sostanze tossiche, promuovere l'agricoltura sostenibile.



Dare il 5x1000 non significa pagare più tasse, ma decidere di destinarne una parte ad attività sociali. Sali a bordo con noi, bastano due mosse:

1. Metti la tua firma nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..."
2. Inserisci nello spazio "codice fiscale del beneficiario" il codice fiscale di Greenpeace: 97046630584.


lunedì 4 aprile 2016

10 giorni di eventi referendum 17 aprile

Nei prossimi giorni ci saranno una serie di eventi pubblici di informazione e sensibilizzazione sui contenuti del referendum del 17 aprile, inerente la durata delle concessioni per l'estrazione di idrocarburi all'interno delle 12 miglia marine.
Questo il programma delle nostre attività a partire da domani 5 aprile, quando saremo presenti presso l'Aula Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Bari, per un seminario organizzato dall'associazione "Studenti Per", che ci vedrà tra i relatori insieme a docenti di diritto costituzionale ed ambientale.

Giovedì 7 aprile saremo invece al locale Bilabì con un nostro infopoint per la serata StopTrivPlayMusic, durante la quale i nostri volontari faranno informazione e sensibilizzazione con tutti i presenti. Alle 22 è previsto il live concert dei "Rainbow Bridge"!


A seguire domenica 10 aprile si svolgerà a Bari in Piazza Sordi, nei pressi del Teatro Petruzzelli, la manifestazione di chiusura dell'evento nazionale "1000 piazze per il Sì", che vedrà presenti a Bari i maggiori protagonisti del comitato nazionale per il Sì, oltre alle principali associazioni nazionali e territoriali, che illustreranno dal palco gli aspetti cruciali della campagna referendaria, inframezzati da tantissimi artisti del mondo dello spettacolo.

Lunedì 11 aprile saremo invece per la prima volta in un cinema per proiettare, in collaborazione con l'associazione Terre del Mediterraneo e tante altre associazioni territoriali in supporto, il nostro docufilm "Black Ice", che racconta la storia degli Arctic30, gli attivitsti di Greenpeace arrestati con l'accusa di pirateria dalla Russia per aver manifestato pacificamente sulla prima piattaforma di estrazione petrolifera installata nel Mare Artico. Appuntamento dalle 20 presso il Cinema Splendor a Bari, con ingresso gratuito.

Mercoledì 13 aprile proietteremo nuovamente il film Black Ice nella sede Arci 1983 di Casamassima, per poi affrontare con i presenti gli aspetti principali del quesito referendario del 17 aprile.

Infine giovedì 14 aprile saremo presenti con un nostro info point durante l'ultima serata della manifestazione Naturally Doc presso il Cineporto di Bari, all'interno della Fiera del Levante.

Tantissimi eventi per incontrare tante persone e spiegare i motivi del Sì per il prossimo referendum.
Potete trovare tutti i dettagli della campagna sul sito di Greenpeace Italia a questo link http://stop-trivelle.greenpeace.it