Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

lunedì 23 dicembre 2013

Buone feste dai volontari di Greenpeace


AUGURI da tutti i volontari del gruppo locale di Bari di Greenpeace e se siete alla ricerca di consigli per festeggiare in modo sostenibile, per un Natale OGM free e amico delle foreste, ecco il nostro decalogo!
  1. Luci natalizie. Compriamole a basso consumo. Per creare l’atmosfera natalizia scegliamo lampade fluorescenti compatte (classe A+ oppure A++) o meglio ancora a LED. A parità di illuminazione, con la tecnologia LED si ha un risparmio energetico dal 50 al 80%. 
  2. In tavola senza OGM. Evitiamo gli OGM che possono arrivare indirettamente sulle nostre tavole tramite i mangimi animali. Privilegiamo prodotti provenienti da agricoltura biologica, locali e stagionali. Scegliamo le primizie che provengono da luoghi vicino a casa e che non comportano l'utilizzo di prodotti chimici inquinanti. http://bit.ly/s5sgNR 
  3. Cenone della vigilia. Apparecchiamo la tavola delle feste senza prodotti usa e getta, utilizzando tovaglie e tovaglioli di stoffa e non di carta. Evitiamo merluzzo, gamberi, tonno e pesce spada. Scegliamo il pescato locale che viene offerto dalla piccola pesca. Consultiamo la guida ai consumi ittici: http://bit.ly/vkvO9g. Attenzione anche al tonno in scatola, troppo spesso nelle nostre scatolette finiscono specie in declino, pescate con metodi ben poco sostenibili. Il sito Tonno in trappola: http://bit.ly/vjp55P 
  4. Mete natalizie. Scegliamo una struttura alberghiera sostenibile, che impieghi ad esempio fonti energetiche rinnovabili, oppure un agriturismo biologico. Visitiamo la zona della Sardegna colpita dall’alluvione, per sostenere l’economia di un’area duramente colpita dai cambiamenti climatici. 
  5. Vacanze sulla neve. Occhio all’abbigliamento. Per conto di Greenpeace, due laboratori indipendenti hanno testato i capi d’abbigliamento outdoor alla ricerca di perfluorinati e perfluorocarburi (PFCs). Queste sostanze chimiche pericolose sono state trovate in tutti i campioni. Eppure si può produrre “toxics free” come dimostrano aziende quali Benetton, Puma e H&M, che si sono impegnate a eliminare entro il 2020 le sostanze tossiche dai prodotti in commercio.
  6. Dal parrucchiere prima delle feste? Chiediamo di spegnere phon, piastre e caschi al momento del non utilizzo o di chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci insaponano i capelli. Controlliamo la climatizzazione del salone. 
  7. Meno regali. Meglio ridurre i regali e comunque preferire prodotti ecosostenibili, facendo attenzione all’imballo. Spesso riceviamo regali dove l’imballo è spropositato rispetto al regalo. E poi, l’oggetto che stiamo regalando è necessario, è gradito, oppure finirà in un cassetto o peggio nel cassonetto? 
  8. Libri. Se scegliamo di regalare un libro, meglio in carta amica delle foreste. Ecco un elenco degli editori più sostenibili http://bit.ly/vTs5j4 
  9. Doniamo benessere naturale. Un barattolo di miele e una cassetta di arance. Forse è un regalo di Natale insolito, però gli apicoltori italiani producono un ottimo miele, nonostante le insidie dei neonicotinoidi, pesticidi killer delle api che Greenpeace sta combattendo insieme a loro. Unendo al miele le arance, meglio se biologiche, possiamo creare un pacco dono che è anche uno dei migliori antiinfluenzali possibili. La campagna per salvare le api: http://salviamoleapi.org/ 
  10. A Natale aiutiamo l’Artico con Greenpeace! Greenpeace è impegnata in una lunga battaglia per salvare l’Artico e trasformarlo in un santuario di protezione globale. Per questo 28 attivisti di tutto il mondo, tra cui un italiano, e due giornalisti free lance hanno passato due mesi in carcere in Russia con l’accusa di vandalismo per un’azione pacifica di protesta che poteva costare loro anni di carcere. Il Parlamento russo, anche in seguito alle pressioni internazionali, ha votato l’amnistia per tutti gli imputati o indagati per vandalismo. Iscrivendosi come cyberattivista, si può partecipare a questa e altre campagne di Greenpeace, firmare petizioni online, ricevere aggiornamenti sulle ultime attività e contribuire a diffonderle in rete. http://bit.ly/mUBWEm

domenica 15 dicembre 2013

Giornata di incontro con studenti

Venerdì 6 dicembre, i volontari baresi di Greenpeace hanno incontrato gli studenti di alcune classi del Liceo Scientifico "Arcangelo Scacchi" di Bari , nell'ambito del progetto "SEI ies" per lo sviluppo del volontariato giovanile e di sensibilizzazione alla cittadinanza attiva. Il progetto è rivolto agli studenti delle scuole medie superiori e delle università della Regione Puglia, ed è promosso dall'associazione di Promozione Sociale SEI (society, environment, economy and institutions).
Il progetto nasce dalla consapevolezza che il volontariato rappresenta uno strumento di sostenibilità sociale e sia un mezzo per il miglioramento delle condizioni sociali generali. Il progetto punta ad orientare gli studenti alla partecipazione attiva e a coinvolgerli in attività di volontariato. Ha inoltre l'obiettivo di diffondere le attività ed i principi delle associazioni presenti sul territorio, e si propone di agevolare lo sviluppo di una rete tra le organizzazioni. Difatti nella giornata del 6 dicembre erano presenti anche la sezione Bari di Amnesty International e la sezione Puglia della Agedo.
E' stato davvero molto interessante interagire con tanti ragazzi, cercando di coinvolgerli e informarli su quelle che sono le attività e gli obiettivi delle associazioni di volontariato, tra cui appunto Greenpeace.
Contiamo di replicare in altri Istituti scolastici questa interessante iniziativa inserita nel progetto SEI ies, ringraziando Francesco e Davide, gli artefici di questa esperienza e di questi incontri nelle scuole superiori della Regione Puglia.

martedì 26 novembre 2013

Meeting del Volontariato 2013

Anche quest'anno i volontari del gruppo locale di Bari di Greenpeace hanno partecipato al Meeting annuale del Volontariato che si è tenuto il 23 e 24 novembre scorso presso la Cittadella Mediterranea della Scienza. Negli ultimi anni i volontari delle varie associazioni sono tanti perché, nella società della crisi, il bisogno dell'aiuto cresce in maniera esponenziale. Si stimano in almeno 90mila i volontari pugliesi, 30mila dei quali concentrati nella provincia di Bari dove sono state censite qualcosa come 900 associazioni impegnate non più soltanto nei segmenti "tradizionali" della donazione, tutela della salute e protezione civile.
Al meeting erano presenti ben 120 associazioni, un campione rappresentativo della realtà del volontariato nel barese. Oltre alle storiche Wwf e Greenpeace, vi era un caleidoscopio di soggetti associativi più giovani e gruppi di volontariato impegnati sul versante della lotta contro gli effetti della povertà.
Ringraziamo, oltre al Centro Servizi per il Volontariato, anche Vincenzo Simone, presidente dell'associazione Antoine Marfan: lotta alle malattie genetiche, con cui abbiamo condiviso spazi ed esperienze durante la due giorni del Meeting.
Infine ricordiamo con affetto Erica Mou, che ci ha fatto visita presso lo stand e si è dichiarata anche lei #ColpevoleDiPacifismo, come tantissime altre persone in Italia, per la nostra campagna di supporto agli attivisti arrestati in Russia, in seguito alle pacifiche dimostrazioni contro le trivellazioni petrolifere offshore della Gazprom nel Mare Artico.

giovedì 21 novembre 2013

Cristian esce dal carcere

La notizia che abbiamo atteso per settimane è finalmente arrivata. Cristian D'Alessandro è stato rilasciato su cauzione (da 2 milioni di rubli, circa 45mila euro) ed esce dal centro di detenzione SIZO1 di San Pietroburgo. Quest'oggi hanno lasciato le rispettive prigioni anche altri 10 tra gli Arctic30. Non sappiamo ancora quali siano le condizioni del rilascio di Cristian, se gli sarà possibile rimpatriare o se dovrà rimanere in Russia, ma questa è una notizia che ci riempie il cuore di gioia.
Adesso non vediamo l’ora di poter parlare con lui. Un ringraziamento va naturalmente al Ministero degli Affari Esteri e alla rappresentanza diplomatica a Mosca per il loro prezioso aiuto.  
Appresa la notizia, la madre di Cristian, Raffaella, ha commentato:  "Siamo davvero felici che Cristian possa finalmente uscire dal centro di detenzione in cui è stato negli ultimi due mesi. Come madre, questo è di grande conforto per me, e rappresenta un primo passo importante per dimostrare che mio figlio non ha commesso nessuno dei  crimini per i quali lui e i suoi compagni sono accusati".  
Tra tante buone notizie, una negativa: questa mattina la Corte di Murmansk ha rigettato l'appello contro il sequestro della nostra rompighiaccio Arctic Sunrise da parte delle autorità russe. Una decisione che riteniamo sbagliata e che viola sia il diritto russo che le leggi internazionali.  
Ora aspettiamo che tutti gli attivisti, incluso l’australiano Colin Russel a cui la libertà su cauzione è stata negata, escano dal carcere. Siamo sollevati, ma non stiamo festeggiando. Non ci fermeremo fino a che non saranno ritirate le accuse per TUTTI gli Arctic30 e fino a che non sarà consentito a TUTTI di tornare a casa dalle proprie famiglie. 

domenica 17 novembre 2013

Chiediamo ai sindaci italiani di sostenere il rilascio di Cristian

Ieri 16 novembre i volontari di Greenpeace sono scesi nelle piazze di tutta Italia per chiedere ai sindaci di esprimere la propria solidarietà verso Cristian d’Alessandro e gli altri attivisti di Greenpeace detenuti in Russia. I volontari del gruppo locale di Bari si sono recati agli uffici comunali della propria città per ringraziare il sindaco Michele Emiliano per aver aderito all'appello promosso dall'organizzazione per raccogliere il sostegno dei municipi italiani.
28 attivisti di Greenpeace e due giornalisti freelance, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, sono da 59 giorni imprigionati in Russia con le accuse di vandalismo e pirateria. Dopo una protesta pacifica contro le trivellazioni petrolifere nell’Artico, la nave di Greenpeace Arctic Sunrise è stata sequestrata e le 30 persone a bordo sono state incarcerate. Ora i 30 rischiano fino a 15 anni di carcere.
Chiediamo ai Sindaci di prendere posizione a favore dell’attivismo nonviolento e contro le trivellazioni nell’Artico. Greenpeace ha già raccolto in tutto il mondo la solidarietà di personalità come Desmond Tutu, Aung San Suu Kyi, Paul Mc Cartney e, in Italia, Dario Fo e 139 parlamentari. Ringraziamo il Sindaco di Bari per il suo sostegno e speriamo in un sempre più largo appoggio da parte delle istituzioni. In particolare, speriamo che anche il Primo Ministro Enrico Letta intervenga in merito e si esprima a sostegno di Cristian e di tutti gli Arctic30.

Greenpeace chiede l’immediato rilascio delle persone detenute in Russia, recluse per aver protestato pacificamente al fine di proteggere l’Artico dalle trivellazioni che minacciano questo fragile ecosistema con possibili conseguenze disastrose per tutto il Pianeta. I membri di Greenpeace avevano il diritto di denunciare questo fatto per il bene dei nostri figli e nipoti.

Inoltre, sempre ieri, migliaia di persone in 263 città di 43 Paesi in tutto il mondo hanno preso parte a manifestazioni pacifiche di solidarietà con gli Arctic30. Molte delle manifestazioni hanno avuto lo scopo di rendere pubblico il ruolo avuto da Gazprom (e del suo partner Shell), che chiese l’intervento delle Forze Speciali Russe cui seguì il sequestro della nave "Arctic Sunrise" e l’incarcerazione dell’equipaggio. In Brasile, Argentina, Stati Uniti e Polonia si sono tenuti concerti di solidarietà, mentre in Gran Bretagna Greenpeace ha protestato in oltre 60 stazioni di servizio della Shell. In India, usando il numero 30, si svolgono 30 ore di protesta in 30 città. In Germania, invece, si sono svolte marce con le lanterne di fronte ai consolati della Russia.


giovedì 14 novembre 2013

Colpevoli di Pacifismo con Radiodervish e Sud Sound System

Lo scorso 30 ottobre e 12 novembre, presso il Palazzo degli Studenti, vi sono stati due Incontri d’Autore, sul mestiere del musicista con, rispettivamente, i Radiodervish e i Sud Sound System, promosso da Puglia Sounds e Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Durante questi incontri, gli autori pugliesi hanno incontrato gli studenti universitari e il pubblico per raccontare il mestiere del musicista, se stessi, la propria musica, le proprie canzoni, per conoscere gli artisti anche al di là della loro musica, per capirne gli aspetti più diversi, per scoprirne storia e passioni. E proprio le loro passioni e i loro impegni sociali, li hanno portati ad ospitare i volontari del gruppo locale di Bari di Greenpeace, per partecipare attivamente durante questi incontri, dedicando uno spazio per poter parlare dei 30 attivisti tutt'oggi detenuti in Russia a seguito delle pacifiche manifestazioni contro le trivellazioni petrolifere in Artico da parte di Gazprom.

Ringraziamo i Radiodervish e i Sud Sound System per il loro supporto, affinché i nostri attivisti possano terminare quanto prima la loro ingiusta detenzione. #FreeTheArctic30
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito: http://free-arctic30.org/?lang=it


giovedì 24 ottobre 2013

#FreeTheArctic30 "sotto gli occhi di Minerva"

Ieri 23 ottobre, i volontari del gruppo locale di Bari sono stati presenti con un gazebo presso l'atrio di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Bari, durante tutte le attività inerenti l'iniziativa "Sotto gli occhi di Minerva 2.0" organizzata dall'associazione studentesca Studenti Indipendenti, per una vera e propria notte bianca della cultura. Erano presenti tante associazioni del panorama territoriale, con le quali sono entrate in contatto i numerosissimi studenti e cittadini presenti alla manifestazione.

E' stato possibile poter firmare la petizione #FreeTheArctic30 e inoltre i volontari baresi hanno aggiornato e dato informazioni su tutte le campagna attualmente attive di Greenpeace.
Tra i tantissimi firmatari anche il neo Rettore dell'Università degli Studi di Bari, il prof. Antonio Uricchio.
Un grande banner per chiedere l'immediata liberazione dei nostri attivisti è stato srotolato e affisso su un lato dell'atrio dove si è svolta l'iniziativa oltre all'esibizione di alcune band dal vivo.
E' possibile continuare la raccolta firme della petizione online di Greenpeace #FreeTheArctic30 sul sito: www.greenpeace.it/arctic

lunedì 7 ottobre 2013

#FreeTheArctic30 con Roy Paci

Nella serata del 5 ottobre, al termine della giornata mondiale di mobilitazione per i 30 attivisti si Greenpeace ingiustamente arrestati in Russia a seguito delle proteste pacifiche contro le trivellazioni petrolifere offshore di Gazprom, i volontari del gruppo locale di Bari sono stati presenti all'Eremo Club di Molfetta durante il concerto di Roy Paci, Bunna e Misspia, con la collaborazione della Shanty Crew.
Per tutta la serata il pubblico presente ha potuto informarsi sulla situazione dei nostri attivisti e firmare la petizione #FreeTheArctic30. Inoltre sul palco è campeggiato per tutta la durata della serata uno striscione col quale si rinnovava la nostra richiesta di liberazione per i nostri attivisti.
Poco prima dell'esibizione di Roy Paci, il coordinatore del gruppo locale è stato ospitato sul palco per poter spiegare brevemente la situazione e chiedere a tutto il pubblico il supporto per l'appello, andando a firmare al banchetto che è rimasto fino al termine della serata.
Ancora grazie da parte di Greenpeace agli artisti, l'organizzazione della Shanty Crew ed Eremo club che hanno supportato la nostra iniziativa di sensibilizzazione #FreeTheArctic30 

sabato 5 ottobre 2013

Giornata mondiale di mobilitazione #FreeTheArctic30

A Bari e in tutta Italia ci sono state moltissime iniziative di solidarietà per i 30 attivisti detenuti in Russia. I volontari  baresi di Greenpeace sono stati oggi in piazza durante la mattinata nelle vie del centro cittadino, ma anche all'interno del Palazzo del Municipio, per raccogliere firme a sostegno della liberazione dei 28 attivisti e dei due giornalisti freelance, accusati del reato di pirateria dalle autorità russe. Tra di loro c’è anche l’italiano Cristian D’Alessandro, di Napoli.
Tutti e 30 erano a bordo dell'Arctic Sunrise fino allo scorso 19 settembre, quando la Guardia Costiera russa ha abbordato illegalmente e sequestrato la nave rompighiaccio di Greenpeace in acque internazionali, in seguito a una protesta pacifica della nave contro le trivellazioni petrolifere della piattaforma di Gazprom. Tre i giorni di mobilitazione promossi da Greenpeace Italia, che vedono oggi proteste e manifestazioni di solidarietà in diverse città d’Italia e del mondo.
A causa dei cambiamenti climatici, i ghiacci artici si stanno sciogliendo rapidamente ma piuttosto che agire responsabilmente, le compagnie petrolifere sono pronte a rischiare nuove catastrofi, pur di accedere alle risorse artiche. La colpa degli attivisti è aver deciso di dire no a coloro che minacciano questo fragile ecosistema, per il bene del pianeta e di tutti noi. L’accusa di “pirateria” rivolta ai 28 attivisti di Greenpeace e ai due giornalisti freelance, ritenuta ingiustificata da diversi esperti di diritto internazionale, potrebbe costare loro 15 anni di prigione.
Dal 24 settembre gli attivisti sono trattenuti in strutture di detenzione preventiva intorno alla città di Murmansk. Greenpeace chiede al governo italiano di sostenere l'azione del governo olandese presso il Tribunale Internazionale previsto dalla Convenzione ONU sul diritto del mare. Per chiedere la liberazione dei 30 detenuti in Russia si stanno mobilitando Premi Nobel, Ong come Amnesty International e Human Rights Watch e artisti.

lunedì 30 settembre 2013

Arctic Sunrise: arrestati 30 attivisti di Greenpeace

Il tribunale di Murmansk, in Russia, ha ordinato due mesi di custodia cautelare per gli attivisti e membri dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise – tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro - in attesa dell’esito delle indagini sul reato di pirateria. L’accusa è stata mossa dall'autorità giudiziaria russa in seguito alla protesta pacifica di Greenpeace contro le trivellazioni in Artico. Cristian, 32 anni, napoletano, è uno dei volontari a bordo della rompighiaccio Arctic Sunrise di Greenpeace, abbordata illegalmente in acque internazionali la scorsa settimana prima di essere trainata nel porto russo di Murmansk. Così come gli altri attivisti e membri dell’equipaggio, anche il nostro volontario Cristian sarà sottoposto a custodia cautelare per due mesi mentre le autorità indagano sull'assurdo reato di pirateria. Questo è un tentativo agghiacciante di intimidirci e mettere a tacere una protesta pacifica, ma noi resisteremo e faremo ogni sforzo possibile per continuare ad informare l’opinione pubblica sui veri pericoli delle trivellazioni nell’Artico.
I 28 attivisti di Greenpeace, insieme ad un fotografo e cameraman freelance, sono stati ammanettati e portati nella sede della corte di Murmansk, dove sono rimasti in prigione alla presenza di interpreti inadeguati.
Il Direttore Esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo ha dichiarato:  «Queste detenzioni sono come l’industria petrolifere russa: una reliquia del passato. I nostri pacifici attivisti oggi si trovano in prigione per aver acceso i riflettori sui pericolosi piani di Gazprom. L’Artico si sta sciogliendo davanti ai nostri occhi e questi coraggiosi attivisti si ribellano contro coloro che vogliono trivellare. Io sono qui ad esprimere la mia solidarietà ai 30 attivisti insieme a milioni di persone. Le loro azioni sono giustificate dalla spregevole incapacità dei governi del mondo di proteggere i loro popoli dale minacce del cambiamento climatico. Noi non ci lasceremo intimidire e ci appelleremo contro queste detenzioni, e insieme vinceremo».  Tra gli attivisti in custodia anche Peter Willcox, il capitano americano della Rainbow Warrior che venne bombardata dagli agenti del governo francese nella Nuova Zelanda nel 1985. La lista completa degli attivisti si trova qui http://www.greenpeace.org/international/en/news/Blogs/makingwaves/arctic-30-to-be-held-in-russian-jail-pending-/blog/46788/
700 mila persone hanno scritto alle ambasciate russe di tutto il mondo da quando la nave è stata sequestrate una settimana fa, e Greenpeace sta organizzando proteste in diverse città di tutto il mondo. Puoi firmare l'appello anche tu da questo link: http://www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti/
Greenpeace insiste sul fatto che il possibile reato di pirateria è ingiustificato e che le autorità russe hanno abbordato l’Arctic Sunrise illegalmente in acque internazionali. Molti esperti di diritto internazionale condividono questa linea, qui trovi le motivazioni e l'elenco dei firmatari:  http://www.greenpeace.org/international/Global/international/briefings/other/Statement-of-concern.pdf


lunedì 16 settembre 2013

Pedalata Polare a Bari

I ciclisti della Pedalata Polare pronti alla partenza
Questa mattina migliaia di persone in più di 110 città di 36 Paesi nel mondo sono salite in sella alla propria bicicletta per partecipare alla prima “Pedalata Polare” della storia organizzata da Greenpeace per la campagna Save The Arctic. Dall'Inghilterra all'Argentina, dall'India all'Italia i “Difensori dell’Artico” hanno pedalato attraverso i luoghi più iconici delle proprie città. In Italia, migliaia di biciclette hanno percorso le strade di Bari, Catania, Milano, Napoli, Roma e Verona per ricordare a tutti l’urgenza di salvare l’Artico da colossi del petrolio come Shell e Gazprom.
Centinaia di ciclisti in bianco sul Lungomare di Bari
A Bari circa cinquecento ciclisti si sono dati appuntamento a via Sparano, dove i volontari dell’associazione hanno consegnato palloncini, adesivi e mascherine per decorare le bici e hanno dato vita ad attività a tema polare per grandi e piccoli. Alle ore 11.30 è partita la pedalata che ha attraversato Via Sparano, Corso Vittorio Emanuele e tutto il Lungomare fino a Punta Perotti, dove i ciclisti si sono fermati per una pausa musicale in compagnia della CycleBand. Subito dopo il lungo serpentone di bici è rientrato al gazebo in via Sparano per la conclusione dell’evento, tra le note della CycleBand e il saluto a tutti i partecipanti alla Pedalata Polare.
Con questa pedalata abbiamo portato i Difensori dell’Artico sulle strade di tutto il mondo per ricordare a Shell e agli altri giganti del petrolio che il movimento “Save the Arctic” sta crescendo e non si fermerà finché non cesseranno i piani di trivellazione al Polo Nord. L’Artico è importante per il clima terrestre e deve essere protetto per non mettere a rischio tutti gli abitanti del nostro pianeta.
La CycleBand per SaveTheArctic
L’iniziativa si è svolta in prossimità del raggiungimento del livello minimo annuale dei ghiacci artici. Nel 2012 è stato raggiunto il triste record del minimo storico dei ghiacci e, anche quest’anno, gli scienziati prevedono un nuovo allarmante livello che potrebbe essere tra i cinque più bassi della storia. A minacciare l’Artico non sono solo i cambiamenti climatici: l’assenza di ghiaccio ha aperto nuove vie di transito per la ricerca e l’estrazione di petrolio a latitudini estreme scatenando una vera e propria corsa all'oro nero. I ghiacci dell’Artico si stanno sciogliendo rapidamente davanti agli occhi di tutti: dove prima c’erano vaste distese di ghiaccio, ora c’è il mare aperto e le piattaforme delle compagnie petrolifere senza scrupoli stanno avanzando. Questa è un’emergenza planetaria e noi non staremo a guardare.

Qui sotto il video ufficiale dell'evento :)

mercoledì 4 settembre 2013

#FashionDuel Polignano-Capurso

I volontari del Gruppo Locale di Bari sono stati presenti durante la tre giorni di "Maisons - Le case della moda", un evento sviluppato con l'obiettivo di trasformare per 3 giorni il Comune di Polignano nella “casa” ospitale della moda made in Puglia e mostrarne al contempo il lato più artistico e performativo, promosso dall'Ass. Culturale I Tamburi di Kattrin in collaborazione col Comune di Polignano a a Mare. Gli eventi si sono svolti nel centro storico della città, dove 6 nomi di eccellenze pugliesi nel settore moda hanno "vestito" alcune abitazioni private, allestendo dei piccoli set. Per questa prima edizione è stato scelto quale “fil rouge” il connubio Moda&Cinema. Ogni "Maison" è stata dedicata ad un celebre regista del panorama internazionale, da Charlie Chaplin a Fellini, da Quentin Tarantino a Tim Burton, passando per Almodovar e Ridley Scott. Maisons è un evento diverso da tutti gli altri: ha mostrato il lato performativo della moda, arricchendo le location con esibizioni di artisti (ballerini, musicisti, mimi, attori, ecc) e ha previsto anche momenti di dibattito, interviste in compagnia di ospiti. Difatti durante l'incontro pubblico con la stilista Ivana Pantaleo dal titolo "Tessuti, profumi, colori per un’alternativa eco-sostenibile contro l’inquinamento dell’industria della moda", abbiamo potuto illustrare i dettagli e gli ambiti della nostra campagna The Fashion Duel.
La tre giorni si è chiusa con un partecipatissimo Flash Mob tenutosi nella piazza principale del centro storico di Polignano a Mare, dove tutti i presenti hanno "sventolato" a ritmo di musica (il tema del film Otto e Mezzo di Fellini suonato dalla band AlterQuartet) centinaia di manine verdi, simbolo della campagna TheFashionDuel di Greenpeace.

Dopo due giorni eravamo nuovamente presenti con un infopoint ad un nuovo evento legato al mondo della moda, nel Comune di Capurso, dove la stilista Ivana Pantaleo, durante la manifestazione AgriBio ha mostrato in una sfilata i principali abiti della sua collezione creata solo ed esclusivamente con tessuti biologici, ecologici e naturali (lino, seta "non violenta", cotone bio...). Anche durante questa manifestazione abbiamo potuto illustrare a tutti i presenti i dettagli della campagna, parlando durante la sfilata di The Fashion Duel e distribuire il nostro materiale informativo sulle campagne attualmente portate avanti da Greenpeace.

sabato 3 agosto 2013

#savethearctic a Bari

Il tour continua in tandem
L’orso polare di Greenpeace continua il suo tour italiano per la campagna #savethearctic e in questi giorni è stato avvistato in giro per la città, sempre accompagnato dai volontari del Gruppo Locale di Bari.
L'orso è stato visto aggirarsi a piedi, su un tandem, in campagna, sul Lungomare, per le strade della città e anche in riva al mare, mentre osservava sconsolato l'orizzonte del mar Adriatico, dov
e altri tentativi di trivellazione sono in corso da parte delle multinazionali del petrolio.
Questa di Bari è solo una delle tante tappe del tour estivo della campagna www.SaveTheArctic.org che interesserà le più belle località di mare italiane, spiagge e piazze. 
L'orso sulla costa barese
Greenpeace vuole accendere i riflettori sul rapido scioglimento dei ghiacci artici. Tale fenomeno ha aperto nuove vie di transito e l’Artico, un tempo irraggiungibile, è diventato la meta privilegiata per l’estrazione di petrolio. La corsa all'oro nero è guidata da Shell che, dopo i ripetuti fallimenti in Alaska, vuole riprovarci ora nella Russia Artica con il suo nuovo partner Gazprom. Le trivellazioni petrolifere nell'Artico rischiano di causare gravi incidenti mettendo in pericolo uno degli ecosistemi più fragili del pianeta e le specie che lo popolano, come l’orso polare.


lunedì 29 luglio 2013

Giovinazzo Rock Festival #SaveTheArctic

Mentre sorseggia un cocktail denso, scuro e oleoso denominato “Arctic Black” e intento a leggere le ultime strazianti notizie sull'Artico, minacciato dalla corsa all’oro nero di compagnie come Shell e Gazprom. Così, l’orso polare di Greenpeace è stato avvistato al Giovinazzo Rock Festival. L’animale, accompagnato dai volontari del Gruppo Locale di Bari, lancia un appello in difesa della sua casa che rischia di scomparire per sempre: Save The Arctic.
Questa è solo una delle tante tappe del tour estivo della campagna www.SaveTheArctic.org che interesserà le più belle località di mare del nostre Paese, spiagge e piazze. Da Nord a Sud, l’orso polare di Greenpeace visiterà Roma, Pisa, Firenze, Lecce, Venezia, Napoli, Salerno, Trieste, Verona, Pesaro e tante altre città italiane.
Con questa iniziativa Greenpeace vuole accendere i riflettori sul rapido scioglimento dei ghiacci artici. Tale fenomeno ha aperto nuove vie di transito e l’Artico, un tempo irraggiungibile, è diventato la meta privilegiata per l’estrazione di petrolio. La corsa all'oro nero è guidata da Shell che, dopo i ripetuti fallimenti in Alaska, vuole riprovarci ora nella Russia Artica con il suo nuovo partner Gazprom. Le trivellazioni petrolifere nell’Artico rischiano di causare gravi incidenti mettendo in pericolo uno degli ecosistemi più fragili del pianeta e le specie che lo popolano, come l’orso polare. 
In latitudini così estreme i rischi di uno sversamento petrolifero sono troppo alti. Per il nostro pianeta, per gli animali e per tutti noi. La minaccia delle trivelle incombe anche sul nostro territorio. Shell, insieme a ENI, ha progetti di trivellazione nel Mediterraneo, un mare semi chiuso dove una "marea nera" avrebbe conseguenze disastrose sull'ecosistema marino, sulla pesca e sull'economia locale.

Su www.savethearctic.org è possibile firmare per difendere l’Artico, come hanno fatto già 3 milioni e mezzo di persone nel mondo.

domenica 30 giugno 2013

#EndCoal

Ieri 29 giugno in 60 città di 12 Paesi diversi, da Instanbul a Melbourne, da Leipzig a Mindanao, si è tenuta la prima manifestazione globale per porre fine all’era del carbone. In Italia si sono svolte manifestazioni a Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Padova e Palermo. Proprio nella città di Brindisi erano presenti i volontari del gruppo di Bari, ma anche degli altri due gruppi pugliesi di Lecce e San Ferdinando di Puglia.
End the Age of Coal” - questo il nome della giornata di mobilitazione internazionale, nonché lo slogan che ha unito la protesta in tutti i continenti - esprime la volontà chiara di molte persone, in ogni angolo del Pianeta, di consegnare al passato una fonte energetica il cui utilizzo è il primo fattore di alterazione del clima. Da una settimana, a Istanbul, oltre 500 attivisti provenienti da tutto il mondo stanno lavorando per dare vita a una campagna davvero globale contro il carbone. Il “Global Power Shift”, questo il titolo del meeting, è stato promosso da 350.org con la collaborazione di 45 associazioni tra cui Greenpeace. Ieri è stata la prima data in cui in tutto il mondo, si è manifestato contro il carbone, partendo proprio dalla Turchia, dove si è svolta una protesta che ha coinvolto oltre 3.000 persone, tra cui il direttore di Greenpeace International Kumi Naidoo.
L’opposizione al carbone, la fonte energetica più dannosa per il clima e la salute umana, è ormai un dato globale. Dalla Turchia, un Paese minacciato da una forte espansione del carbone e dove il diritto al dissenso appare oggi compromesso, sta partendo un’onda di protesta che non si fermerà. Si sta organizzando un movimento internazionale, cui Greenpeace darà tutto il suo sostegno, per archiviare l’era del carbone e dare inizio a una rivoluzione energetica fatta di fonti rinnovabili ed efficienza.
Quello del carbone è un business sempre più insostenibile: la sua estrazione è causa di distruzione di interi ecosistemi ed è spesso correlata a fenomeni di violazione dei diritti umani; la sua movimentazione minaccia aree fragili del pianeta, come nel caso dell’export australiano che rischia di distruggere la più preziosa barriera corallina del mondo; infine, la sua combustione è responsabile di oltre il 40% delle emissioni di anidride carbonica, a livello globale, primo fattore assoluto di impatto sul clima. Dalle ciminiere delle centrali a carbone fuoriescono anche gas acidi, fuliggine e polveri sottili: ovvero il maggior contributo industriale alla generazione del particolato fine, che penetra in profondità nei polmoni e direttamente nel sangue, che colpisce soprattutto neonati e bambini e causa attacchi cardiaci e cancro al polmone, incrementa gli attacchi d’asma e i problemi respiratori. Da quelle stesse ciminiera fuoriescono anche metalli pesanti tossici come mercurio, piombo, arsenico e cadmio, che aumentano i rischi di insorgenza di malattie oncologiche e danneggiando la crescita dei minori.
Un recente studio realizzato dall’Università di Stoccarda per Greenpeace segnala come in Europa gli impatti sanitari del carbone equivalgono a circa 22.300 morti premature l’anno: ovvero, più di due morti premature ogni ora . Le circa 300 centrali a carbone funzionanti nel continente producono un quarto dell’energia elettrica consumata nell’Unione ma emettono il 70 per cento degli ossidi di zolfo e più del 40 per cento degli ossidi di azoto provenienti dal settore elettrico. Queste centrali sono la fonte di circa la metà di tutte le emissioni industriali di mercurio, di un terzo di quelle di arsenico e producono quasi un quarto del totale delle emissioni europee di CO2. La stessa ricerca dell’Università di Stoccarda evidenzia come l’impatto della produzione italiana di elettricità col carbone è causa di circa 500 casi di morte prematura l’anno in Italia.
I volontari pugliesi di Greenpeace con i No al Carbone Brindisi e WWF
In Italia Greenpeace è impegnata in una campagna contro l’Enel, responsabile di circa tre quarti della produzione nazionale di elettricità col carbone. Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030; di rinunciare ai progetti di nuove centrali a carbone e di sostituire la sua produzione a carbone con fonti pulite e rinnovabili.





Gallery fotografica dell'evento

sabato 15 giugno 2013

Api attiviste al mercato

Travestiti da api, questa mattina i volontari di Bari hanno fatto visita al mercato di Santa Scolastica con un appello: www.SalviamoLeApi.org. In ventisei città italiane le api attiviste di Greenpeace hanno portato il loro messaggio a consumatori e commercianti per ricordare che la gran parte del cibo di cui necessitiamo dipende direttamente dall’opera di impollinazione delle api, e che loro e gli altri insetti impollinatori sono a rischio a causa di pesticidi e pratiche agricole di stampo industriale.
Le evidenze scientifiche sulle conseguenze dei pesticidi più dannosi per le api sono chiare. Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali: l'Italia e gli altri Paesi europei devono agire per vietare queste sostanze killer. La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull'uso intensivo di prodotti chimici e ostaggio degli interessi di potenti multinazionali come Bayer e Syngenta. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l'unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l'agricoltura in Europa.
Sul sito www.salviamoleapi.org Greenpeace ha lanciato una petizione indirizzata al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo. Le richieste: vietare l’uso dei pesticidi dannosi per api e impollinatori a cominciare dai sette più pericolosi (clothianidin, imidacloprid, thiametoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina), adottare piani d’azione per gli impollinatori al fine di sviluppare pratiche agricole non dipendenti da prodotti chimici e incrementare la biodiversità in agricoltura.
Il legame tra api, agricoltura e cibo che portiamo sulle nostre tavole è molto stretto. Fino al 35 per cento della produzione mondiale di cibo dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da questi insetti. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4 mila varietà agricole dipendono dalle api.
Il drammatico calo complessivo delle api è il risultato di molteplici fattori, ma in particolare alcuni pesticidi, fra i quali i neonicotinoidi, rivestono il ruolo di veri e propri killer. Oltre ai fenomeni di intossicazione acuta che portano alla morte immediata delle api, sono molti gli effetti sub-letali legati a questi pesticidi, ad esempio effetti sulla fisiologia, interferenze con la capacità di approvvigionamento del cibo, problemi d’orientamento e l'impatto sui processi di apprendimento. La capacità delle api di resistere a malattie e parassiti sembra essere direttamente influenzata dalla loro esposizione a tali sostanze tossiche, con conseguenze catastrofiche per la loro salute e sopravvivenza.
Le api e gli altri insetti impollinatori sono i migliori alleati degli agricoltori, fondamentali per la produzione di cibo. Per fermare il loro declino, dobbiamo vietare l’uso dei pesticidi più dannosi e investire invece sulla sostenibilità: meno sostanze chimiche, più finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche.
Su www.SalviamoLeApi.org è disponibile in esclusiva il trailer italiano del film-documentario “Un mondo in pericolo” (More than honey) del regista svizzero Markus Imhoof che descrive, con riprese spettacolari, la vita delle api minacciate dai pesticidi che la campagna di Greenpeace chiede di bandire (http://youtu.be/MjMpNCIQcaw). Inoltre si possono ascoltare le video testimonianze di apicoltori italiani ed europei, che raccontano i fenomeni di morie delle api (http://youtu.be/H0pHafcRoTo) e ricordano che tutti possiamo fare qualcosa per difenderle. Dal sito è possibile scaricare un kit di azione con un volantino informativo, moduli raccolta firme per la petizione, cartello per identificare “aree salva-api” - da mettere in giardini, orti e balconi dove non vengono utilizzati insetticidi - informazioni sui fiori utili a fornire polline e quindi cibo per api e impollinatori e le istruzioni per costruire un rifugio per le api selvatiche.

Tutte le foto dell'attività nella Picasa GALLERY

Leggi il rapporto: “Api in declino - le minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea”: www.salviamoleapi.org


Questa Terra è ancora nostra!

Ieri 13 giugno i volontari di Greenpeace gl Bari erano presenti con un gazebo e banchetto informativo delle proprie campagne attive durante l'evento che Link Bari e Zona Franka hanno organizzato per un’intera giornata di iniziative al fine di sensibilizzare gli studenti ed i cittadini al tema della sostenibilità ambientale, del riciclaggio, del riutilizzo e della musica libera ed emergente.
All’interno di questo lungo evento erano presenti studenti, associazioni, soggetti sociali, esercizi commerciali che partecipino ai workshop dove si discuterà di come riciclare e come riutilizzare oggetti di uso comune in maniera creativa. Verrà spiegato il senso stesso del riciclaggio e del riuso volto alla lotta allo spreco, e di come molti oggetti che abbiamo in casa e siamo abituati a buttare, possono essere riutilizzati.
A partire dalle 15.00 si è tenuto un workshop a cura della Banca del riuso e del riciclo Bari che al termine ha realizzato un albero con materiali di scarto!
A seguire è partito il bookcrossing e il baratto di pensieri, banchetti di autoproduzioni, esposizioni di opere realizzate con materiale riutilizzato ad opera di artisti del panorama barese e da parte dell'associazione Remmade Puglia. Inoltre vi erano banchetti di varie associazioni (Emergency, Amnesty, Libera, Made in Carcere)
A partire dalle 20.00 un'APEricena realizzato da Genuino Clandestino con prodotti biologici e a Km zero. Infine per tutta la sera concerti che hanno dato spazio libero a band emergenti, conosciute o meno, di mostrare la propria grinta, la propria creatività, la propria passione sul palco, di fronte agli studenti universitari e non. Gli artisti del concerto: Cambio di Rotta, Dianubi, Unnomesemplice, A tea with Alice.

Le foto dell'evento nella nostra GALLERY di Picasa

giovedì 6 giugno 2013

SalviamoLeApi.org


Per salvare le api, minacciate dai pesticidi killer, Greenpeace lancia il sito SALVIAMOLEAPI.ORG e in esclusiva il trailer italiano del film-documentario “Un mondo in pericolo” (More than honey) del regista svizzero Markus Imhoof che descrive, con riprese spettacolari, la vita delle api minacciate dai pesticidi che la campagna di Greenpeace chiede di bandire (http://youtu.be/MjMpNCIQcaw). Grazie a una tecnologia di ripresa estremamente evoluta e dopo cinque anni di intenso lavoro, immagini impressionanti e uniche ci mostrano la vita all’interno di un alveare e il dramma della moria delle api. La collaborazione con la casa di distribuzione del film, Officine UBU, permette a tutti di entrare nel microcosmo di insetti tanto piccoli quanto insostituibili.

Sul sito www.salviamoleapi.org, si può aderire alla petizione per chiedere il bando dei pesticidi killer delle api. Indirizzata al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo, la petizione chiede di vietare l’uso dei pesticidi dannosi per api e impollinatori a cominciare dai sette più pericolosi (clothianidin, imidacloprid, thiametoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina), adottare piani d’azione per gli impollinatori al fine di sviluppare pratiche agricole non dipendenti da prodotti chimici e incrementare la biodiversità in agricoltura.
Sul sito di Greenpeace sono disponibili inoltre le video testimonianze di apicoltori italiani ed europei, che raccontano i fenomeni di morie delle api (http://youtu.be/H0pHafcRoTo) e ricordano che tutti possiamo fare qualcosa per difenderle. È possibile scaricare dal sito un kit di azione con un volantino informativo, moduli raccolta firme per la petizione, cartello per identificare “aree salva-api” - da mettere in giardini, orti e balconi dove non vengono utilizzati insetticidi - informazioni sui fiori utili a fornire polline e quindi cibo per api e impollinatori e le istruzioni per costruire un rifugio per le api selvatiche.
“Le api e gli altri insetti impollinatori sono i migliori alleati degli agricoltori, fondamentali per la produzione di cibo. Per fermare il loro declino, dobbiamo vietare l’uso dei pesticidi più dannosi e investire invece sulla sostenibilità: meno sostanze chimiche, più finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche.

Fino al 35 per cento della produzione mondiale di cibo dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da questi insetti. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4 mila varietà agricole dipendono dalle api. A partire dalla fine degli anni '90, molti apicoltori (soprattutto in Europa e Nord America) hanno iniziato a segnalare un preoccupante spopolamento nelle colonie di api. Nel nostro continente il fenomeno ha riguardato principalmente i Paesi dell'Europa centrale e meridionale, raggiungendo punte del 53 per cento di mortalità.

domenica 26 maggio 2013

Kids for Forest & Scout

Oggi 26 maggio i volontari del gruppo locale di Bari hanno incontrato i Lupetti del gruppo scout Rutigliano 1 nell'ambito del progetto Kids For Forest.
A differenza dei precedenti incontri, questa volta la giornata si è svolta interamente all'aperto, nel territorio del comune di Rutigliano, a sud est di Bari, immersi nella natura della "Lama" che si estende verso sud.
Come sempre abbiamo prima introdotto la nostra associazione, spiegando rapidamente chi siamo e cosa facciamo, anche se qualche bimbo già ci conosceva e poi abbiamo affrontato le tematiche legate alla campagna Foreste, senza particolari problemi vista l'ormai tipica vivacità dei bambini con cui ci capita di rapportarci nella tante tappe di questo bel progetto di educazione ambientale.
Ovviamente l'entusiasmo cresce a dismisura quando ci si confronta con il gioco di Tango l'orango, che riscuote sempre un grande successo tra i bimbi che ripercorrono passo passo tutte le tappe lungo il percorso che si snoda tra le sette foreste primarie per portare in salvo il nostro Tango.
Alla fine della partita ha vinto la squadra dei Cuccioli! :)
In attesa delle prossime tappe del nostro progetto, potete vedere qui di seguito
l'album delle foto migliori.

Gallery fotografica

domenica 21 aprile 2013

Kids For Forest @Rutigliano

Ieri, sabato 20 aprile, alcuni volontari del Gruppo Locale di Bari hanno svolto un incontro con un gruppo di bambini di Rutigliano, presso la Libreria Odusia, che ha organizzato vari incontri tra associazioni come Emergency, Lav e appunto Greenpeace. per introdurre i piccoli alle tematiche legate alle quotidiane attività delle nostre realtà associative.
Dopo una breve introduzione all'associazione e una piccola spiegazione sulla nostra campagna foreste, sottolineando l'importanza di tutelare il nostro Pianeta e in particolar modo il nostro patrimonio verde, abbiamo utilizzato il gioco di Tango l'orango per una breve sessione del Kids for Forest, il fortunato progetto di Greenpeace che ci permette ormai da oltre due anni di svolgere la nostra attività di informazione e sensibilizzazione con bambini tra i 6 e i 10 anni, che rappresentano il futuro della nostra Terra e soprattutto la vera speranza di un miglioramento del nostro atteggiamento verso il nostro Pianeta.
Per fortuna come sempre siamo stati travolti dall'entusiasmo dei numerosi bimbi intervenuti e non è stato semplice tenere a freno la loro fantastica esuberanza, che ci aiuta a continuare nelle nostre attività e a riporre in loro le nostre speranze per un futuro decisamente migliore!

Qui potete leggere tutti i dettagli in merito al progetto KidsForForest:  http://greenpeacebari.blogspot.it/2011/03/kids-for-forest-con-tango-lorango.html

martedì 9 aprile 2013

Salviamo le Api

Le evidenze scientifiche sulle conseguenze dei pesticidi più dannosi per le api sono chiare. Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali: l'Italia e gli altri Paesi europei devono agire per vietare queste sostanze killer.
La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull'uso intensivo di prodotti chimici per servire gli interessi di potenti multinazionali come Bayer e Syngenta. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l'unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l'agricoltura in Europa.
Il rapporto “Api in declino” segna il lancio di una nuova campagna europea di Greenpeace per salvare le api (www.salviamoleapi.org), e per promuovere un'agricoltura di stampo ecologico, in grado di produrre alimenti sani riducendo l'uso di sostanze chimiche e fornire habitat sicuri per gli insetti impollinatori domestici e selvatici. Il drammatico calo complessivo delle api è il risultato di molteplici fattori: malattie e parassiti, cambiamenti climatici, pratiche agricole di stampo industriale. In particolare alcuni pesticidi, fra i quali i neonicotinoidi, rivestono il ruolo di veri e propri killer nei confronti degli insetti impollinatori.
Oltre ai fenomeni di intossicazione acuta che portano alla morte immediata delle api, sono molti gli effetti sub-letali legati a questi pesticidi, come ad esempio effetti sulla fisiologia, interferenze con la capacità di approvvigionamento del cibo, problemi d’orientamento e l'impatto sui processi di apprendimento.  La capacità delle api di resistere a malattie e parassiti sembra essere direttamente influenzata dalla loro esposizione a tali sostanze tossiche, con conseguenze catastrofiche per la salute e la sopravvivenza delle api e degli altri impollinatori naturali. Senza api sono a rischio interi ecosistemi, l'agricoltura e la produzione alimentare.
Greenpeace ha individuato sette pesticidi che devono essere subito vietati a causa della loro tossicità estremamente alta e degli effetti sub-letali e/o sistemici sulle api. L'elenco comprende imidacloprid e clothianidin della Bayer, thiamethoxam della Syngenta, fipronil della Basf e clorpirifos, cipermetrina e deltametrina prodotti da diverse aziende agrochimiche che incamerano profitti significativi dall'uso massiccio di queste sostanze chimiche in agricoltura.
Secondo Greenpeace i governi europei devono sostenere, come primo passo, il divieto dei tre neonicotinoidi come proposto dalla Commissione europea lo scorso 15 marzo; approvare adeguati piani d'azione a livello europeo per vietare tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri impollinatori; aumentare i finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche.
In Italia i tre neonicotinoiti oggetto delle proposta europea sono già stati sospesi dal 2008 per il trattamento delle sementi. Le stesse sostanze vengono comunque diffuse in ambiente tramite formulazioni differenti (sotto forma di spray per i trattamenti fogliari, e granulare per la geodisinfestazione), e lo stesso avviene per altri insetticidi particolarmente tossici per le api. Anche nel corso del 2012 sono stati registrati spopolamenti di alveari, in particolare in corrispondenza di coltivazioni intensive soggette a trattamenti con pesticidi (come mais, vite e melo).

Leggi il rapporto: “Api in declino - le minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea”

martedì 19 marzo 2013

Sostieni chi pesca sostenibile


Si chiama “Sostieni chi pesca sostenibile”, il tour della nostra storica nave rompighiaccio “Arctic Sunrise”, a sostegno dei pescatori artigianali d’Europa. E stavolta potrai accompagnarci anche tu, costruendo la tua barchetta virtuale su myboat.gp.
L’Arctic Sunrise è partita il 18 marzo da Costanza, in Romania e toccherà nove Stati europei. Tra le tappe in programma anche l’Italia, precisamente Trapani e Favignana in Sicilia, dove saremo impegnati in numerose attività aperte al pubblico dal 25 al 27 aprile.
La pesca eccessiva, l'inquinamento e le perforazioni petrolifere rischiano di svuotare per sempre i nostri mari. Torniamo in Sicilia per ribadire il nostro No ad attività distruttive come le trivelle e per promuovere una gestione condivisa delle risorse del mare che tuteli l’ambiente, le economie locali e le attività sostenibili a partire dalla pesca artigianale.
Purtroppo oggi i pescatori artigianali stanno scomparendo, colpiti dalla crisi delle risorse che nel Mediterraneo sono allo stremo, con oltre il 95 per cento delle popolazioni in stato di pesca eccessiva. Queste risorse possono riprendersi se la smettiamo di promuovere la pesca industrializzata e tuteliamo chi pesca sostenibile.
Oggi la Politica Comune della Pesca dell’Unione europea è in fase di revisione. Per troppo tempo, con i soldi dei contribuenti europei, le politiche della Pesca hanno favorito le flotte più grandi e potenti che pescano in modo distruttivo. Vogliamo contribuire a far arrivare la voce della pesca artigianale a chi sta decidendo, a Bruxelles, del futuro dei nostri mari.
Puoi unirti a noi firmando su myboat.gp. Dai un nome alla tua barchetta online e chiedi ai tuoi amici di fare lo stesso per creare una flottiglia virtuale. In questo modo, l’Arctic Sunrise navigherà insieme a migliaia di Difensori del Mare.

sabato 2 marzo 2013

FashionDuel @Bari

Questa mattina i guanti verdi di Greenpeace hanno sfidato il mondo dell’alta moda in ventiquattro città italiane, tra le quali anche Bari. Dopo le iniziative prese nelle settimane della moda di New York, Milano e Parigi, i volontari di Greenpeace hanno distribuito oggi i guanti della sfida di fronte ai negozi dei principali marchi come Prada, Dolce&Gabbana e Chanel per chiedere loro di impegnarsi a proteggere le foreste e le risorse idriche del Pianeta.
A Bari l’iniziativa si è svolta in via Sparano davanti alle vetrine di Trussardi ed Hermès suscitando l’interesse dei passanti che si sono fermati di fronte ai grandi guanti verdi simbolo della campagna "The Fashion Duel". In testa alla classifica "The Fashion Duel" c'è Valentino Fashion Group, l'unico marchio a impegnarsi per garantire che i loro prodotti non siano contaminati dalla deforestazione e dall’inquinamento. Diverse aziende, tra cui Armani, Gucci e Versace, hanno preso solo impegni parziali che non bastano a invertire la rotta. Invece Prada, Dolce&Gabbana, Chanel, Hermès, Trussardi, Alberta Ferretti e Roberto Cavalli non hanno fornito informazioni precise per dimostrare la loro volontà di proteggere l’ambiente.
A distanza di quattro mesi, marchi come Prada, Dolce&Gabbana e Chanel si rifiutano ancora di rivelare cosa c'è dietro i bellissimi vestiti che producono. Oggi Greenpeace sta sensibilizzando i loro clienti in ventiquattro città italiane, che sono d'accordo con noi: la moda è così bella che non deve costare nulla al Pianeta.
 Già 25 mila persone hanno chiesto alle aziende dell’alta moda di adottare delle politiche di acquisto e produzione a Deforestazione Zero e a Scarichi Zero. Secondo Greenpeace le filiere della pelle e della carta non possono essere contaminate dalla deforestazione in Amazzonia e in Indonesia, e dai cicli produttivi devono essere eliminate le sostanze tossiche che potrebbero compromettere le risorse idriche globali.

La classifica e l’adesione sono disponibili su www.thefashionduel.com

Gallery fotografica dell'attività

mercoledì 20 febbraio 2013

TheFashionDuel

Da alcuni giorni è partita la nuova campagna internazionale di Greenpeace dal nome TheFashionDuel che letteralmente sfida il mondo della moda a ripulirsi. Obiettivo? Assicurare ad ogni consumatore prodotti non contaminati da fenomeni come la deforestazione e l'inquinamento delle risorse idriche del nostro Pianeta.
Il logo della nuova campagna di Greenpeace

Oggi 20 febbraio, anticipando di un’ora il primo evento dell’attesa settimana della moda di Milano gli attivisti di Greenpeace hanno proposto al pubblico e ai giornalisti questa mattina un’acrobatica sfilata verticale. Gli attivisti hanno srotolato sul Castello Sforzesco un “green carpet” lungo 12 metri che replica il guanto di sfida lanciato dalla campagna “Fashion Duel” al mondo dell’alta moda, per lanciare forte e chiaro un messaggio a tutti gli stilisti italiani che si preparano a presentare le proprie nuove collezioni. Sul “green carpet” una modella-climber ha sfilato per passanti e giornalisti rivoluzionando il concetto di passerella.
Abbiamo pensato di sfidare la moda, nella giornata inaugurale delle sfilate milanesi, con una passerella che sarebbe una sfida per chiunque. Con Fashion Duel chiediamo alle maggiori griffe di impegnarsi nell’unica vera tendenza che rispetta il Pianeta: una moda non contaminata da deforestazione e sostanze tossiche.
Nella classifica di "The Fashion Duel" (www.thefashionduel.com) le case d'Alta moda sono state valutate in base alla trasparenza delle filiere produttive, le politiche ambientali in atto e la disponibilità a un impegno serio per dire no alla deforestazione e all'inquinamento. In testa Valentino Fashion Group, l'unico marchio a impegnarsi per raggiungere gli ambiziosi obiettivi Deforestazione Zero e Scarichi Zero nelle propria produzione. Altri, tra cui Ferragamo, Armani, Luis Vuitton e Dior, hanno mostrato trasparenza rispondendo ai questionari di Greenpeace ma si sono impegnati solo parzialmente a raggiungere gli obiettivi Deforestazione Zero o Scarichi Zero. Tra i peggiori, valutati “Zero in condotta” troviamo Prada, Dolce&Gabbana, Chanel ed Hermes. Nonostante le ripetute richieste di informazioni queste aziende si sono rifiutate di fornire le informazioni necessarie a una valutazione.
Declinando il dialogo si stanno dimostrando irresponsabili nei confronti dei consumatori, le ultime foreste e le risorse idriche del Pianeta. La nostra sfida continuerà fino a quando non avremo convinto anche loro che la moda, quella vera, è troppo bella per costare qualcosa al pianeta.
Sul sito www.thefashionduel.com migliaia di persone stanno firmando una petizione chiedendo a queste aziende di partecipare alla sfida per una moda più pulita. E tu hai firmato?!?


Questo invece il video con il quale Greenpeace ha lanciato la sfida alla moda con Valeria Golino come speciale testimone di questa importantissima campagna.

venerdì 8 febbraio 2013

Proiezione "Mondi Lontani" - Cirque du Soleil

Ieri i volontari del gruppo locale di Bari erano presenti presso la Multisala Showville con un banchetto informativo per la prima visione nazionale del film "Mondi Lontani" del Cirque du Soleil, il noto circo di mimo, acrobazie, giocoleria che NON impiega animali nei suoi spettacoli. Difatti con noi sono intervenuti anche i volontari della LAV e WWF.
Durante la serata erano presenti anche i ragazzi del gruppo DOES Circus, che si sono esibiti dal vivo con il loro bellissimo spettacolo circense.
La serata è stata una importante occasione anche per informare i (tantissimi) presenti sulle campagne attive di Greenpeace, distribuendo loro l'ormai famosa bolletta sporca del carbone di Enel e il nuovissimo "quotidiano dei sogni", che vorremmo tutti leggere, pieno di buone notizie, ma che purtroppo è ancora troppo bello per essere vero. Qui potete leggerlo in formato elettronico: http://www.greenpeace.it/metro/

Da martedì 12 febbraio la rassegna dei film legati al Cirque du Soleil continuerà per 6 settimane, con la proiezione dei precedenti film: 12 febbraio "ALEGRIA" - 19 febbraio “SALTIMBANCO” - 26 febbraio  “QUIDAM” - 5 marzo “VAREKAI ” - 12 marzo “DRALION” - 19 marzo “LA NOUBA” - 26 marzo “CORTEO”

Un ringraziamento di cuore al nostro caro amico Armando Desisto, curatore della rassegna.


Gallery fotografica della serata

sabato 26 gennaio 2013

GREENPEACE CONSEGNA LA "VERA" BOLLETTA ENEL

Oggi Greenpeace è entrata in azione a Bari, dove i volontari del Gruppo locale hanno recapitato nelle case le “vere” bollette Enel realizzate da Greenpeace, che mostrano ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari - la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano. Centomila bollette in tutto, sporche di carbone, la fonte più dannosa per il clima e la salute dell’uomo, vengono recapitate da oggi nelle case di altrettante famiglie italiane.

Si parla molto della crisi economica che attanaglia il Paese, ma nessuno parla di un’azienda controllata in maggioranza dallo Stato, che con il carbone provoca all’Italia quasi due miliardi di danni ogni anno. Soldi che ovviamente non compensa e non rifonde. Il danno economico è solo un aspetto materiale, ancorché rilevante, della questione: le centrali a carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia e danni al clima e all’ambiente enormi. È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il management. E noi chiediamo che il prossimo esecutivo azzeri i vertici attuali, già responsabili del piano nucleare, e cambi radicalmente la rotta dell’azienda.
I dati pubblicati da Greenpeace sulle centomila “bollette sporche” sono estratti da uno studio commissionato dall’associazione all’istituto di ricerca indipendente SOMO. I dati principali - in riferimento alle emissioni del 2009 - stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte attesi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni - costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.

Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani. È una vera e propria tassa. Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente.

Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione. Le “bollette sporche” che Greenpeace distribuirà nel Paese sono parte della campagna IoNonViVoto.org, attraverso la quale l’associazione ha già raccolto la richiesta di 45 mila cittadini che si dichiarano indisponibili a dare mandato politico a chi non si impegnerà a contrastare le fonti energetiche fossili e a promuovere le fonti rinnovabili. Tra i politici che hanno risposto a Greenpeace e ai cittadini Vendola, Di Pietro, Maroni, Puppato e Bonelli si sono detti favorevoli a cambiare i vertici di Enel.

sabato 5 gennaio 2013

Proiezione de Il giorno che verrà

I volontari di Greenpeace col regista Simone Salvemini e Riccardo Rossi
Ieri sera, 4 gennaio 2013, i volontari di Greenpeace dei gruppi locali di Bari e Lecce sono stati presenti con  un banchetto informativo presso il Cinema Impero di Brindisi per la proiezione in prima visione assoluta del docufilm di Simone Salvemini dal titolo "Il giorno che verrà", che ha riscosso un incredibile successo di pubblico, con la sala completamente piena.
La storia del film si snoda tra le vite di Daniela che è incinta, mentre Pierpaolo lavora alla “Mappa”, Gianni aggiorna il blog e Paola sta per incidere il suo disco. Le quattro storie e uno sguardo su Brindisi a 50 anni dalla nascita della sua Zona Industriale. L’opera è stata realizzata con il sostegno della Apulia Film Commission, Fondazione regionale per il cinema e l’audiovisivo e del Salento Film Fund della Provincia di Lecce. Il soggetto del film, firmato da Simone Salvemini e Barabara Longo, risale al 2006. Nel 2011 la sceneggiatura ha vinto il bando “Euro Connection”, consentendo alla produzione di presentare il progetto nell’ambito del Festival Internazionale di Clermont Ferrand (Francia), la più importante manifestazione europea nel settore del cinema breve.
Tutti i posti a sedere esauriti nel Cinema Impero 
Le riprese sono iniziate nell’agosto del 2010 e si sono protratte fino a maggio del 2011. Il nucleo narrativo del documentario ruota attorno alla figura di una donna incinta che trascorre i mesi della gestazione cercando di approfondire le sue conoscenze sulla reale situazione ambientale del territorio in cui vive, considerato da leggi nazionali ed enti scientifici internazionali “ad alto rischio di crisi ambientale”. I protagonisti principali sono Daniela Niccoli, Paola Petrosillo, Gianni Delle Gemme e Pierpaolo Petrosillo. La colonna sonora è firmata dal compositore Valerio Daniele, autore con Paola Petrosillo, i MARinARIA e Mirko Lodedo delle musiche originali.