Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

venerdì 21 dicembre 2012

Buone feste dal Gruppo Locale di Bari

Vi auguriamo delle feste serene, suggerendovi dieci consigli per rendere questo periodo più verde e sostenibile.




Per il cenone:
1. Evita pesce spada, merluzzo, gamberi e tonno, preferendo il pesce azzurro. Puoi consultare la guida ai consumi ittici. Attenzione anche al tonno in scatola, troppo spesso nelle nostre scatolette finiscono specie in declino, pescate con metodi ben poco sostenibili. Consulta il nostro sito Tonno in trappola.
2. Usa solo alimenti liberi da Ogm! Privilegia cibi prodotti nelle vicinanze delle zone dove saranno consumati e provenienti da agricoltura biologica. Non esagerare con le quantità, per evitare di dover buttare il cibo in eccesso.
3. Per imbandire la tua tavola, se proprio non puoi evitare i prodotti di carta usa e getta, compra solo quelli che non distruggono le foreste. Consulta la guida Foreste a rotoli
4. Consuma meno carne e ridurrai il tuo impatto sul clima.

Per gli addobbi:
5. Albero di natale: non comprarne uno vero, ma i rami di potatura dei nostri boschi, identico effetto e costano meno a te e all’ambiente.
6. Per creare l’atmosfera natalizia, utilizza solo luci a basso consumo.

Per i regali:
7. Dona un libro stampato in carta amica delle foreste, ecco un elenco degli editori più sostenibili
8. Attenti ai regali hi-tech, consulta l’Eco-guida per evitare quelli tossici.
9. Regala ai tuoi amici una bella bicicletta per muoversi in città.
10. Fai qualcosa di originale: regala il sostegno a Greenpeace ad amici e parenti tramite una donazione

AUGURI a tutti Voi
dai volontari  del
Gruppo Locale di Bari

mercoledì 12 dicembre 2012

Processo di Brindisi a ENEL: I bambini i più colpiti dal carbone

Parte oggi, 12 dicembre 2012 a Brindisi, il processo che vede imputati 13 dirigenti Enel della centrale Federico II per getto pericoloso di cose, danneggiamento delle colture e insudiciamento delle abitazioni. Intanto Greenpeace ha svelato il mistero di una serie di manifesti anonimi comparsi da alcuni giorni negli spazi affissivi della città, dove accanto all'immagine della centrale Enel di Cerano si leggeva: “Sono in arrivo nuovi filtri per le centrali a carbone della tua città”.
Una seconda serie di affissioni comparse oggi su quegli stessi spazi, questa volta a firma Greenpeace, ritrae nuovamente la centrale accanto ai primi piani di alcuni bambini di Brindisi. Vi si legge “Le centrali a carbone della tua città hanno nuovi filtri. I polmoni di…”, dove la frase è completata di volta in volta con il vero nome del minore ritratto, di cui si specifica l’età. In calce alle foto, poi, il seguente messaggio: “Deficit nello sviluppo neonatale, deficit polmonari, malattie respiratorie, asma infantile, disordini dello sviluppo, patologie neuronali, cancro. Gli 84 inquinanti emessi da una centrale a carbone hanno molti effetti sui tuoi figli, ma una sola soluzione: fermare il carbone”.
Con questa campagna intendiamo richiamare l’attenzione su un dato che non deve essere mai dimenticato: gli impatti sanitari delle centrali a carbone di Brindisi, come quelli di qualsiasi impianto alimentato con la stessa fonte, sono enormi; e la popolazione più esposta a quei mali sono i bambini, spesso colpiti dagli inquinanti ancor prima di nascere.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha segnalato nel 2011 la centrale Enel di Brindisi come il sito industriale più inquinante d’Italia. Secondo l’Agenzia della UE le emissioni di quell'impianto (in riferimento ai dati del 2009) determinano una mortalità prematura stimabile in 119 casi l’anno. A questi andrebbero sommati gli impatti dell’impianto di Brindisi Nord di Edipower, che ha appena ottenuto una nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per tornare a lavorare a pieno regime.
In riferimento alla popolazione di Brindisi, uno studio del 2011 realizzato dall'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Lecce e di Pisa con l’Unità operativa di Neonatologia dell’ospedale Perrino di Brindisi, la Asl di Brindisi e l’Università di Pisa segnala un eccesso nelle patologie neonatali riscontrate nel capoluogo pugliese del 18 per cento rispetto alla media europea, con uno scarto che raggiunge quasi il 68 per cento in riferimento alle patologie congenite cardiovascolari.
Greenpeace chiede un progressivo abbandono, entro il 2030, del carbone: una fonte energetica fortemente dannosa per la salute e la più impattante sul clima globale. Oltre allo stop ai nuovi progetti di centrale a carbone è assolutamente evidente che gli impatti di questa fonte sporca non sono più tollerabili e che è necessario da subito ridurre la produzione di elettricità da carbone che va progressivamente abbandonata. Esistono tutte le condizioni per un dimezzamento entro il 2020 e un azzeramento entro il 2030.
Greenpeace ringrazia i bambini di Brindisi e i loro genitori, che in nome della salute e dell’ambiente hanno consentito la realizzazione della campagna di sensibilizzazione; Greenpeace ringrazia inoltre le “Mamme No al Carbone”. 

Gallery delle foto su Facebook


NOTA: La letteratura scientifica internazionale è concorde nel segnalare che i danni sanitari maggiori prodotti dal carbone si riscontrano nei bambini. Diversi studi mettono in luce, ad esempio, i danni neurologici provocati ai bambini dal mercurio che fuoriesce dalle centrali (L.Trasande et al. Public Health and Economic Consequences of Methyl Mercury Toxicity to the Developing Brain. Environ Health Perspect. 2005 May ); altri indicano gli enormi impatti sul sistema respiratorio infantile (A.Millman et al. Air Pollution Threatens the Health of Children in China. PEDIATRICS Volume 122, Number 3, September 2008 ).

domenica 25 novembre 2012

IoNonViVoto @Bari

Oggi i volontari di Greenpeace hanno visitato i seggi delle primarie del centrosinistra a Bari e in altre 24 città italiane, per coinvolgere i votanti in un “referendum” sul futuro energetico del Paese. Nella scheda consegnata agli elettori si legge: “Intendo porre precise condizioni all’espressione del mio voto. Per questo darò il mio sostegno a chi si candida a rappresentarmi in Parlamento e a guidare il Paese solo se si impegna a: - Contrastare l’uso del carbone per la produzione di elettricità - Contrastare lo sfruttamento del Mediterraneo per estrazioni petrolifere - Sostenere concretamente la crescita delle energie rinnovabili, che proteggono l’ambiente, il clima e producono nuova occupazione”.
Vogliamo dare la parola ai cittadini, e in questo caso ai partecipanti alle primarie del centrosinistra, perché dicano direttamente alla politica cosa si attendono per il futuro, quali sono le questioni sulle quali non sono più disposti a soprassedere. Greenpeace ha già interpellato tutti i candidati alle primarie sui temi dell’energia, che sono centrali per il futuro ambientale, sanitario, occupazionale ed economico dell’Italia. Ci sono scelte impegnative e decisive da prendere ma incredibilmente solo due dei cinque candidati del centrosinistra hanno saputo risponderci.
Greenpeace promuove la campagna www.IoNonViVoto.org attraverso la quale, in meno di una settimana, circa 23 mila cittadini hanno scritto a tutti i leader politici e a tutti i partiti chiedendo di arrestare l’avanzata delle fonti energetiche fossili e di sostenere, invece, la crescita delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Contemporaneamente l’associazione ha sottoposto a tutti i politici che si stanno candidando alla guida del Paese un questionario di 9 domande sulla questione energetica.
Finora hanno risposto Vendola, Di Pietro, Puppato e Samorì, tutti garantendo un impegno positivo sui punti proposti da Greenpeace: questi 4 leader si sono quindi impegnati, tra l’altro, a dimezzare il ricorso al carbone come fonte energetica entro il 2020 sino ad azzerarlo al 2030; ad allontanare le trivelle dalle nostre coste e ad aumentare la fiscalità sulle estrazioni petrolifere; a dare priorità assoluta alle energie rinnovabili su quelle fossili e a rendere vincolanti gli obiettivi sull’efficienza energetica; a rimuovere i vertici di Enel che hanno prima tentato la strada del nucleare e ora promuovono quella del carbone, le cui emissioni causano 570 morti premature ogni anno in Italia.
Cosa aspettano Bersani, Renzi e Tabacci a dire da che parte stanno? Nei prossimi giorni, intanto, saremo noi a dire loro da che parte stanno i cittadini che hanno partecipato alle primarie. Sperando che almeno questo possa smuoverli dal loro silenzio.
 
Leggi le domande di Greenpeace ai candidati

Gallery fotografica dell'attività



venerdì 23 novembre 2012

Giornata dell'Albero 2012

Questa mattina i volontari del gruppo barese di Greenpeace hanno partecipato alla Festa organizzata nella scuola elementare Clementina Peroni di Bari per celebrare la Giornata dell'Albero. Durante l'evento i bambini hanno raccontato i loro pensieri sulla tutela delle foreste e dell'ambiente, letto delle filastrocche in tema con la protezione del nostro Pianeta e cantato la canzone Ciao Foresta, vincitrice lo scorso anno del concorso/progetto Kids4Forest di Greenpeace Italia.
Al termine della festa, grazie all'aiuto di alcuni genitori presenti, è stato piantato un piccolo ulivo nel giardino della scuola e alcuni rappresentanti dei bambini hanno effettuato la prima "innaffiatura" dell'albero con la solenne promessa di prendersi cura, non solo del nuovo albero, ma anche di tutti gli alberi :)
Abbiamo salutato questi fantastici bambini con la certezza che riusciranno a conservare nel tempo lo stesso sguardo curioso e meravigliato che abbiamo visto brillare oggi nei loro occhi.

lunedì 19 novembre 2012

IoNonViVoto

Ci sono molti temi di cui i politici non parlano, temi decisivi come l'energia, la salute e il clima. Con la nuova campagna IoNonViVoto.org noi pretendiamo da chi si candida a governarci risposte serie su questioni che riguardano l'aria che respiriamo, il lavoro, lo sviluppo del Paese, i cambiamenti climatici.
Sapevi che in Italia la produzione di elettricità con il carbone causa circa 570 morti premature l'anno e oltre 2,6 miliardi di danni?
Sapevi che stanno svendendo i nostri mari alle compagnie petrolifere e stanno affossando le rinnovabili?
Se non vuoi dare il tuo voto a chi promuove il carbone e il petrolio e frena lo sviluppo delle energie pulite, firma la petizione su IoNonViVoto.org. Basta compilare il form per mandare a tutti i leader politici un messaggio forte e chiaro: il mio voto non è disponibile per chi è amico delle fonti fossili.
E' importante ribadire che il nostro non è un messaggio astensionista, al contrario, pensiamo sia giunto il momento in cui i cittadini devono porre delle condizioni inequivocabili a chi si candida a governarli, visto che la politica nel suo complesso, anche quando chiede il voto ai cittadini, rimane sorda e distante.

giovedì 8 novembre 2012

“Uno al giorno”: il corto che denuncia lo sporco carbone di Enel

Il titolo è “Uno al giorno” perché il carbone di Enel causa una morte prematura al giorno e 1,8 miliardi di euro l’anno di danni alla salute, all'economia e all'ambiente  Sono questi i veri numeri di ciò che Enel fa in Italia con il carbone. Numeri oscuri alla quasi totalità dei clienti dell’azienda, come i protagonisti di questo corto cinematografico. La tranquilla mattinata di una giovane coppia viene interrotta dal suono insistente del campanello di casa. Lui va ad aprire la porta, e…
Cosa pensano gli italiani sentendo nominare il carbone? In genere più alla Befana che alla produzione di elettricità. La sfida che ho abbracciato con Greenpeace è proprio questa – spiega Mimmo Calopresti, regista del corto - raccontare agli italiani cosa sia realmente quel combustibile fossile, quali danni arrechi alla salute umana, al clima, alla nostra economia. Enel è una grande multinazionale, un'azienda cardine di questo Paese: ma il 41% della sua elettricità viene dal carbone. E vogliono pure costruire nuove centrali a carbone. Mi sembra una follia!



Il carbone è la strada più rapida e dolorosa per alterare definitivamente il clima e per avvelenare ulteriormente l’aria che respiriamo. Enel deve cambiare subito i suoi piani di ulteriore sviluppo della produzione da questa fonte. Da anni siamo impegnati nella denuncia dei danni causati dal carbone usato nella produzione di energia elettrica. Abbiamo chiesto a Enel la cancellazione dei nuovi progetti, il dimezzamento della produzione elettrica da carbone entro il 2020 e l’azzeramento al 2030, con un contestuale sviluppo di fonti rinnovabili e pulite. Per ora, Enel ha tentato di censurare la nostra ultima campagna, trascinandoci in tribunale con una richiesta di oscuramento totale delle attività di informazione e protesta e una richiesta di risarcimento esorbitante. Il giudice ha dato ragione a Greenpeace, condannando Enel alla rifusione delle spese processuali. La nostra campagna di denuncia contro lo sporco carbone di Enel continua perché, come ci ricorda Pino Quartullo, “Non possiamo sempre sperare che qualcun altro si occupi dei problemi inerenti alla distruzione del pianeta e del suo miracoloso equilibrio. Dovrebbe essere la preoccupazione primaria di tutti gli esseri umani. Ogni persona, con la sua imperturbabile indifferenza, è responsabile e connivente. Essere indifferenti è scandaloso. Pensare che se ne occuperà qualcun altro è sbagliato. Dobbiamo impegnarci tutti di più, ed agire al più presto”.
Il nostro più sentito grazie a tutti gli artisti coinvolti in questo progetto, che hanno prestato gratuitamente la loro collaborazione, in difesa del clima, dell’ambiente, della salute, per un futuro energetico pulito.

martedì 6 novembre 2012

Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione!

Questa mattina tigri in divisa da paramedico sono arrivate in autoambulanza chiedendo di poter somministrare ai responsabili di Rizzoli e Fabbri una "pillola anti-deforestazione": Deforestyl Zero. Mentre dai pali d'illuminazione esterni all'edificio, abbiamo srotolato mega striscioni con un unico chiaro messaggio "Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione". Nel frattempo, abbiamo lanciato una petizione online per chiedere ai due editori di "fermare il contagio e lottare contro una patologia che causa la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta e contribuisce al cambiamento climatico". Ma cosa cura il finto farmaco che abbiamo distribuito ai dipendenti del gruppo RCS? Lo scorso maggio, in occasione del Salone del Libro di Torino 2012, abbiamo pubblicato il rapporto Favole Ammazza Foreste dimostrando come gli editori Rizzoli e Fabbri stampano libri per bambini su carta proveniente dalla deforestazione delle foreste indonesiane, come confermato da analisi realizzate dall'Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta. Si tratta di titoli stampati in Cina nel 2011, in cui è stata riscontrata la presenza di fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. La Cina è mercato leader per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane APP e APRIL, aziende che per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all'estinzione le ultime tigri di Sumatra e specie arboree protette dal CITES come il ramino.


La buona notizia è che la nostra terapia d'urto contro la deforestazione ha funzionato!!!
L'incontro di questa mattina con i vertici aziendali di RCS si è concluso con un impegno che fa tirare un sospiro di sollievo alle ultime tigri di Sumatra e alle foreste indonesiane. Entro la fine del mese verrà organizzato un tavolo tecnico che ha come obiettivo quello di implementare un percorso sempre più virtuoso che garantisca a tutte le case editrici RCS di diventare in tempi brevi "amici delle foreste". E dopo Mondadori, Giunti, il gruppo Gems, Feltrinelli e De Agostini, anche RCS entra a far parte dei grandi gruppi editoriali italiani impegnati in politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero.
Speriamo che a queste parole seguano presto anche i fatti!

domenica 7 ottobre 2012

Manifestazione NO Trivelle a Manfredonia

Sabato 6 ottobre i volontari dei gruppi locali di Greenpeace di Bari e San Ferdinando di Puglia, hanno partecipato alla manifestazione nella città di Manfredonia per ribadire il NO verso i nuovi tentativi di procedere ad operazioni finalizzate alle perforazioni off-shore per le estrazioni petrolifere, visti i rischi inaccettabili per l’ambiente, per l’economia e per il benessere delle comunità che vivono sulla costa. Non possiamo permetterci un secondo “Golfo del Messico” nel cuore del nostro Mediterraneo. Perciò Greenpeace chiede agli amministratori e comunità locali di sostenere il nostro appello partito la scorsa estate durante il No Trivelle tour in Sicilia, affinché il ministero dell’Ambiente fermi la folle corsa all’oro nero non solo nell'Adriatico, ma anche in tutti i nostri mari.

Album fotografico manifestazione

giovedì 30 agosto 2012

F.A.R.M. @Putignano

Il prossimo sabato 1 settembre saremo presenti con un punto informativo e il nostro gazebo presso la masseria Papaperta di Putignano per il terzo ed ultimo appuntamento di F.A.R.M. (foolish Art & Rising Music), un incontro tra generi e stili musicali per esplorare la più interessante produzione emergente italiana e pugliese. Si svolgerà in questa bellissima masseria per godere delle arti visive tra fotografia, pittura e sperimentazione. L'evento vedrà tra l'altro l'esibizione dei gruppi musicali Fabryca, Una, Vegetable G, AcomeandromedA e Molla.
Venite a trovarci! 

Mappa per raggiungere l'evento: http://goo.gl/maps/cqSTv

Evento Facebook

martedì 31 luglio 2012

Giovinazzo Rock Festival

Anche quest'anno i volontari del gruppo locale di Bari sono stati presenti al Giovinazzo Rock Festival, con un gazebo e banchetti informativi su tutte le campagne di Greenpeace, predisposti all'interno dell'area mercatale di Giovinazzo per le quattro serate del festival, che si è chiuso col seguitissimo concerto di Caparezza nell'ambito del suo "Eretico Tour". Tutti gli eventi musicali sono stati come sempre gratuiti, permettendo a tutti i presenti di ascoltare la migliore musica rock delle band emergenti o già affacciate sulla ribalta nazionale.

Questo il programma completo:

Marco Manzella, de "Il disordine delle cose" 
venerdì 27 luglio
IL DISORDINE DELLE COSE - NICOLO' CARNESI - WE LOVE YOU

sabato 28 luglio
FAST ANIMALS AND SLOW KIDS - MARCO NOTARI & MADAM - VEGETABLE GK-ANT

domenica 29 luglio
THE ITALIAN KNOBREDRUM ALONE - DON'T ASK ME - A TEA WITH ALICE

lunedì 30 luglio
LE FURIE - ESQUELITO - SIMONE VIGNOLA - CAPAREZZA


lunedì 23 luglio 2012

Tiziano Ferro non sporcarti col carbone di Enel @Bari

In occasione del concerto di Tiziano Ferro di questa sera allo Stadio delle Vittorie di Bari, i volontari del Gruppo Locale di Greenpeace Bari mettono in guardia il cantante e i suoi fan con un’attività di volantinaggio e sensibilizzazione all’entrata del concerto: “Tiziano Ferro, un killer segue il tuo tour. Enel uccide il clima, aiutaci a fermarla.”
Greenpeace chiede a Tiziano Ferro di fare di più per proteggere il clima. L’artista di Latina è attualmente impegnato in un tour che prevede – grazie alla sponsorizzazione di Enel - la compensazione delle emissioni di CO2 dei concerti con la riforestazione di aree del Senegal.
Questo il testo che i volontari di Greenpeace diffondono ai fan dell’artista: “La musica di Tiziano Ferro non fa male al clima: il suo nuovo tour è a emissioni zero di anidride carbonica, cioè il consumo di energia dei suoi concerti verrà compensato con progetti di riforestazione. Un gesto concreto in difesa del Pianeta, da parte di un artista sensibile. Quando abbiamo letto il nome dell’azienda che sponsorizza il suo impegno ambientale, però, l’entusiasmo è svanito: chi aiuta Tiziano a fare un tour a emissioni zero di CO2 è Enel, l’azienda numero uno per emissioni di anidride carbonica in Italia. Circa 27 milioni di tonnellate l’anno solo dalle sue centrali a carbone e circa 40 milioni dal suo intero parco termoelettrico. 40 milioni di tonnellate di CO2 sono quasi quattro volte le emissioni annuali di Roma, Milano e Torino messe insieme. Quanti alberi dovrebbe piantare Enel per rimediare? Le emissioni di anidride carbonica distruggono il clima. I cambiamenti climatici causano tragedie anche a casa nostra, come le alluvioni che lo scorso autunno hanno colpito Genova, le Cinque Terre, Messina e che hanno causato la perdita di molte vite e la distruzione di luoghi bellissimi. Siamo convinti che i cambiamenti climatici siano una seria preoccupazione anche per Tiziano. Per questo motivo gli chiediamo di non dare a Enel l’occasione di ripulire la propria immagine sfruttando il suo talento e la sua musica. Per di più con uno sforzo minimo, che non compensa neppure lontanamente tutti i danni che l’azienda “killer del clima n°1” provoca. Chiedi anche tu a Tiziano Ferro di non sporcarsi con Enel. Unisciti a noi nella battaglia per salvare il clima”.
Greenpeace ha scritto una lettera a Tiziano Ferro, in cui invita il cantante a dissociarsi da Enel e a non consentire all’azienda italiana killer n.1 del clima di fare “greenwashing” sfruttando la sua immagine.
Sul sito della campagna Facciamo Luce su Enel, dalla pagina:
www.facciamolucesuenel.org/tiziano-ferro/
si possono inviare su twitter messaggi all’artista per chiedergli di “non sporcarsi col carbone di Enel”.
Chiedi anche tu a Tiziano Ferro di non sporcarsi con Enel. Lasciagli un messaggio su Twitter.

venerdì 20 luglio 2012

Volontariato in spiaggia

Domani sabato 21 luglio, la città di Mola di Bari ospita la quarta edizione di “Volontariato in spiaggia” che vede protagoniste le associazioni del sud barese, organizzato dal CSV “San Nicola” nell’ambito delle sue attività di promozione. Il tempo d’estate favorisce l’incontro! “Volontariato in spiaggia” è per questo un’occasione da non perdere: un’occasione per festeggiare la bellezza del volontariato e per promuovere la vita inarrestabile delle associazioni. Le associazioni, tra cui i volontari del gruppo locale di Bari di Greenpeace, saranno presenti con i gazebo dalle ore 18.00 alle ore 24.00 sul Lungomare Dalmazia (Anfiteatro Castello Angioino) a Mola di Bari. Alle ore 21.00 è previsto lo spettacolo di capoeira del gruppo “Lembrança Negra” e alle ore 22.00 il concerto del gruppo “Senza Meta Band” a cura dell’Avis di Mola di Bari.
Vi aspettiamo come sempre numerosi per un evento ovviamente interamente gratuito!

venerdì 13 luglio 2012

U mari nun si spirtusa

Questa mattina i bagnanti di Mondello si sono trovati ad assistere agli effetti disastrosi di uno sversamento petrolifero in mare. È la simulazione degli attivisti di Greenpeace che, “sporchi di petrolio”, hanno aperto sia in spiaggia sia in mare due grandi striscioni con le scritte “No trivelle nel Canale di Sicilia” e “Meglio l’oro blu dell’oro nero”. Sullo sfondo la barca a vela di Greenpeace con il logo del tour dal nome siciliano “U MARI NUN SI SPIRTUSA” contro la minaccia delle perforazioni in mare.“Meglio l’oro blu dell’oro nero” è anche il titolo del rapporto che Greenpeace lancia oggi per denunciare i rischi della folle corsa petrolifera già partita nel Canale. Nelle prossime settimane due le attività principali del tour: una spedizione scientifica che, tramite un veicolo filoguidato dotato di telecamera (ROV), documenterà la biodiversità dei banchi d’alto mare del Canale; e iniziative di sensibilizzazione per chiedere a tutti i comuni della costa meridionale della Sicilia di firmare l’appello al ministero dell’Ambiente per fermare le trivelle e tutelare il mare del Canale di Sicilia.
I rischi creati dalle perforazioni off-shore sono inaccettabili per l’ambiente, per l’economia e per il benessere delle comunità che vivono sulla costa. Non possiamo permetterci un secondo “Golfo del Messico” nel cuore del nostro Mediterraneo. Perciò chiediamo agli amministratori locali e ai siciliani tutti di sostenere il nostro appello affinché il ministero dell’Ambiente fermi la folle corsa all’oro nero.
Presenti in spiaggia a Mondello insieme agli attivisti, l’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Alessandro Aricò, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore alla Vivibilità del Comune di Palermo Giuseppe Barbera, che hanno pubblicamente firmato l’appello lanciato da Greenpeace. Sono già 17 i comuni che hanno aderito all’appello, insieme a numerose associazioni locali e di categoria. Il Canale di Sicilia è uno dei punti più ricchi di biodiversità del Mediterraneo. 
Questo patrimonio è minacciato da ben ventinove richieste di ricerca di petrolio, di cui undici già autorizzate. L’Italia è un paradiso per i petrolieri. Se le richieste fossero tutte approvate, compagnie come Shell e ENI e altre meno note come la Northen Petroleum pagherebbero in totale poco più di 66 mila euro l’anno di canone per fare ricerca in un’area di oltre 10 mila chilometri quadrati. Inoltre, se trovassero il petrolio, pagherebbero delle royalties tra le più basse al mondo.I rischi invece sarebbero tutti a carico della comunità: la stima dei danni per il settore turistico causati dalla Deepwater Horizon è di circa 18 miliardi di euro; anche un incidente nel Canale non sarebbe senza conseguenze: qui infatti si trova circa il 40 per cento della flotta da pesca regionale che genera oltre il 17% dei ricavi nazionali per il settore, mentre l’insieme delle province che si affacciano sul Canale assorbe circa il 38,6 per cento del flusso di presenze turistiche regionali, con il 35%  degli occupati per alberghi e ristoranti. Con il tour “U MARI NUN SI SPIRTUSA”, Greenpeace organizzerà incontri ed eventi di sensibilizzazione per illustrare la roadmap di tutela del Canale di Sicilia.
Tutti i cittadini possono seguire il tour anche on line sul sito www.notrivelletour.org e aderire alla petizione per chiedere al proprio sindaco di sottoscrivere l’appello rivolto al ministro dell’Ambiente.


domenica 1 luglio 2012

Concerto Subsonica

Il 29 giugno alcuni volontari del gruppo di Bari di Greenpeace hanno allestito un banchetto informativo durante gli eventi legati all'iniziativa durata tre giorni dal titolo UP! organizzata dal Parco Alta Murgia, che si è conclusa nella prima giornata con l'attesissimo concerto dei Subsonica, la famosa band torinese che ha attirato migliaia di fan presso lo Stadio della città di Altamura, dove i volontari baresi erano presenti per la prima volta. Un ottimo modo per incontrare i cittadini dell'Alta Murgia e non solo, per poterli informare sulle attuali nostre campagne, tra cui quella legata ad Enel e si suoi misfatti connessi alla produzione di energia elettrica dal carbone.


Tutti i dettagli della campagna sono sul sito creato ad hoc: www.FacciamoLuceSuEnel.org

mercoledì 27 giugno 2012

No al Carbone a Brindisi

Ieri 26 giugno, si è tenuta in Piazza Vittoria una manifestazione organizzata dal comitato No Al Carbone di Brindisi, che ha abbracciato la campagna di Greenpeace per fare Luce su Enel, l'azienda leader nella produzione di energia elettrica che proprio nella città di Brindisi ha la più grande centrale a carbone italiana.
Un’iniziativa per illustrare alla cittadinanza il reale impatto della centrale Federico II di Cerano che uno studio dell’agenzia Europea sull’Ambiente definisce l’impianto più inquinante d’Italia. Ogni anno dai camini della centrale vengono emessi milioni di tonnellate di CO2 , migliaia di tonnellate di Ossidi di Azoto, di Zolfo e polveri sottili, per non parlare di microinquinanti quali metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio, arsenico. Veleni che provocano, come evidenziato dallo studio della Agenzia Europea sull’Ambiente, danni economici indotti sull’ambiente e la salute valutati in circa 700 milioni di euro all'anno. Inoltre lo studio commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente olandese SOMO, partendo da tali dati, ha evidenziato come la combustione del carbone provoca 119 morti premature all’anno a Brindisi. Un dato scioccante, una vera e propria strage che da anni si ripete nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e della politica. I profitti dell’Enel realizzati a Brindisi sono pari a circa 600 milioni all’anno e colpisce la quasi parità tra essi e i danni indotti alla collettività.
All'evento erano presenti, oltre ai volontari di Greenpeace dei gruppi locali di Lecce e Bari, tutti gli attivisti e simpatizzanti del comitato No al Carbone Brindisi, il prof. Vincenzo Farina per conto degli agricoltori vittime della centrale di Cerano e Andrea Boraschi, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia.


Gallery evento

giovedì 21 giugno 2012

Salva l'Artico

E' cominciata questa mattina con la Ribellione degli Orsi polari la più grande campagna internazionale in difesa dell’Artico. Dal Summit della Terra di Rio chiediamo ai leader del mondo di creare un santuario globale al Polo Nord e vietare le perforazioni petrolifere e la pesca industriale nelle acque artiche. Alla “ribellione artica” si sono uniti 100 personaggi famosi, tra loro Paul McCartney, Penelope Cruz, Robert Redford e Thom Yorke. Anche tu puoi salvare la casa degli orsi polari. Aggiungi il tuo nome alla lista dei Difensori dell’Artico. Quando saremo un milione, inseriremo tutti i nomi in una capsula che porteremo sul fondale del Polo Nord. Il luogo sarà contrassegnato da una “Bandiera per il Futuro” disegnata dai bambini.
A causa dei cambiamenti climatici, la banchisa polare artica si è ridotta drammaticamente negli ultimi anni e, secondo gli scienziati, il ghiaccio del Polo Nord potrebbe presto scomparire. Le grandi compagnie petrolifere sono pronte a trarre profitto dalla scomparsa dei ghiacci. Quest'anno Shell darà inizio alle trivellazioni petrolifere nell'Artico, mettendo ancora più a rischio il fragile habitat degli orsi polari. Una fuoriuscita di petrolio nell'area sarebbe impossibile da contenere e avrebbe un impatto devastante su questo ecosistema straordinario.

ENTRA IN AZIONE ANCHE TU!!!
Salva la casa degli orsi polari. Firma ora!


Le foto degli orsi da tutto il mondo


martedì 12 giugno 2012

Volantinaggio pre partita Enel Basket Brindisi

Domenica 10 giugno, i volontari dei gruppi locali di Lecce e Bari, in occasione della seconda partita della finale dei playoff di LegaDue del campionato italiano di basket, hanno distribuito volantini informativi e le bollette sporche del carbone di Enel Clima Killer, realizzati da Greenpeace per mostrare ai cittadini quanto realmente costi la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano, che proprio nella città di Brindisi ha la più grande centrale a carbone italiana. La scelta della location non è stata ovviamente casuale, visto che la squadra di Brindisi è sponsorizzata proprio da Enel e quindi per questo i volontari di Greenpeace hanno voluto comunicare ai tifosi presenti, come il principale sponsor della loro squadra voglia “ridipingere di verde” la propria immagine.
Ma noi sappiamo bene che sotto quella patina di colore, per cui l’azienda spende milioni di euro in campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni, c’è il nero del carbone. Con questa fonte, la più nociva per il clima e la salute, Enel produce il 41% della sua elettricità in Italia. Difatti Enel è il maggiore emettitore di CO2 in Italia, con oltre 36 milioni di tonnellate prodotte nel 2011, più di una tonnellata di anidride carbonica al secondo. La sua produzione elettrica a carbone causa in Italia una morte prematura al giorno e danni per circa due miliardi di euro l’anno (secondo una stima che applica la metodologia dell’Agenzia Europea per l’Ambiente a dati di emissione ufficiali).
Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la sua produzione a carbone entro il 2020 e di azzerarla al 2030, rinunciando ai progetti di nuove centrali a carbone e sostituendo al carbone fonti pulite e rinnovabili. Abbiamo lanciato da due mesi una campagna per denunciare gli impatti ambientali, sanitari ed economici di Enel in Italia: chiunque può seguirla e sostenerla sul sito www.FacciamoLuceSuEnel.org


sabato 26 maggio 2012

Le Bollette Sporche di Enel

Centomila “bollette sporche”, sporche di carbone, la fonte più dannosa per il clima e la salute dell’uomo, stanno arrivando nelle case degli italiani. A riceverle saranno anche i cittadini Baresi grazie all’attività dei volontari del Gruppo Locale di Greenpeace Bari. Sono le “vere” bollette Enel realizzate dall’associazione ambientalista, che mostrano ai cittadini quanto realmente costa la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano. Una morte prematura al giorno e circa un miliardo e ottocento milioni di euro di danni l’anno. È questo il costo reale della produzione elettrica da carbone di Enel. La tanto reclamizzata ‘Energia che ti ascolta’, oltre a essere sorda alle contestazioni che in molti le muovono, è anche bugiarda. Nelle bollette nessuno leggerà mai i veri costi che quest’azienda infligge alla salute, all’ambiente e all’economia dell’Italia.
I dati pubblicati da Greenpeace sulle centomila “bollette sporche” sono estratti da uno studio commissionato dall’associazione all’istituto di ricerca indipendente SOMO. I dati principali - tutti espressi in riferimento alle emissioni del 2009 - stimano i costi indiretti della produzione termoelettrica a carbone di Enel in Italia, valutati in quasi 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime) e misurano gli impatti sanitari, espressi in termini di mortalità prematura, stimati in 366 casi di morte attesi nel 2009. Con la centrale di Civitavecchia a pieno regime e a parità di produzione negli altri impianti, queste stime supererebbero i 400 casi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni - costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno, e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.
Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti di noi ogni due mesi. È una vera e propria tassa. Se dividiamo i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, scopriamo che la scelta sciagurata di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e soprattutto sostengono occupazione, crescita e ambiente. Greenpeace chiede a Enel di dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione. L’operazione “bollette sporche” è parte di un’investigazione a trecentosessanta gradi che Greenpeace sta svolgendo su Enel, l’azienda numero uno in Italia per emissioni di CO2, una minaccia letale per il clima. Tutti possono partecipare all’indagine andando sul sito www.FacciamoLucesuEnel.org

mercoledì 23 maggio 2012

Notte Bianca al Campus

Domani 24 maggio, i volontari del Gruppo Locale di Bari di Greenpeace, saranno presenti con un gazebo durante tutta la "Notte Bianca degli studenti di Bari". Un grande evento organizzato dall'associazione studenti LINK per trasformare l'università in ciò che gli studenti vogliono: Arti, Cultura, Musica e Saperi!
Evento principale: MARTA SUI TUBI in concerto. Ad aprire il concertone le tre band emergenti vincitrici del "White Night Contest" tenutosi a ZONA FRANKA e il gruppo barese U'Papun! Oltre al DJ SET a cura di NEU KLUB.
Il tema e filo conduttore della serata sarà la libertà di espressione in tutte le sue forme.


PROGRAMMA NOTTE IN CAMPUS:
-Mostra collettiva, esibizione musicale e proiezioni videoa cura dell'Accademia di Belle Arti di Bari presso il dip. di Matematica – ore 20:00/24:00
-Mostra fotografica “Il futuro non è più quello di una volta”degli studenti dell'Università degli Studi di Bariallestita dagli studenti della Facoltà di Architettura di Bari presso il dip. di Matematica – ore 20:00/24:00
-Rievocazione medievalea cura dell'associazione "Compagnia d'Arme Stratos" presso il parcheggio dip. di Matematica – ore 20:00/24:00
-Mostra “Il decennale di Zona Franka”accompagnata dall'esibizione musicale del gruppo “Stip ca Groove” presso il dip. di Farmacia – ore 20:00/24:00
-Concerto di pizzica e spettacolo di percussioni di “Tarantula Jonica” e “Kroupalon Trio” presso il parcheggio dip. di Farmacia – ore 21:00/01:00
-Proiezione cortometraggi ed installazioni videoa cura dell'Accademia dei ragazzi del cinema di Enziteto presso il Palazzo delle Aule – ore 20:00/24:00
-Spettacolo teatrale della compagnia “Teatro Le Forche” presso il cortile dip. di Informatica – ore 20:00/24:00
-Estemporanea d'artea cura dell'Accademia di Belle Arti di Bari presso la strada fra il Palazzo delle Aule e il dip. di Agraria – ore 20:00/24:00
-Electro dance hall by Neu Klub presso il cortile dip. di Agraria – ore 22:00/04:00
-Danza del Ventre dell'associazione “Malika e le Lune del Sahara” presso il parcheggio tra dip. di Chimica e dip. di Agraria – ore 20:00/21:00
-Spettacolo di giocoleria dell'associazione “Un clown per amico” presso il parcheggio tra dip. di Chimica e dip. di Agraria – ore 21:00/22:00
-Esibizione di capoeira del gruppo di capoeira Angola "semente do jogo de angola" presso il parcheggio tra dip. di Chimica e dip. di Agraria – ore 22:00/24:00
-Reading di poesie degli studenti dell'Università degli Studi di Bari presso il cortile dip. di Fisica - ore 20:00/24:00
-CONCERTO presso il parcheggio dip. di Fisica: esibizione band emergenti vincitrici del "White Night Contest" - ore 21:00/23:00 - esibizione U'PAPUN - ore 23:00/24:00 - esibizione MARTA SUI TUBI - ore 24:00/02:00

Clicca per ingrandire la mappa eventi

L'accesso a tutti gli eventi è completamente GRATUITO.
Evento su Facebook

giovedì 10 maggio 2012

Favole Ammazza Foreste

Favole ammazza foreste, è questo il rapporto che Greenpeace ha lanciato oggi a Torino al Salone Internazionale del Libro, presentando la nuova edizione della classifica “Salvaforeste” che svela sconcertanti verità su due dei maggiori gruppi editoriali italiani: Giunti Editore e Rizzoli. Chi poteva immaginare che dietro a fiabe come “Alice nel paese delle meraviglie”, edita dal Gruppo RCS (Rizzoli e Fabbri) e “Le Mamme” (Rizzoli), si nascondessero crimini forestali? E chi poteva dubitare di libri come “I tre porcellini” e “Le Macchine” (Dami), stampati da Giunti Editore? Ma le indagini da noi commissionate a marzo 2012 all’Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta non tradiscono. In undici libri per bambini stampati in Cina nel 2011 per conto di Giunti Editore (Giunti Kids e Dami) e del Gruppo RCS (Rizzoli e Fabbri), è stata rilevata la presenza di fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane.
Aumenta ogni anno il numero dei libri di editori italiani, specialmente quelli per bambini, stampati in Cina. Multinazionali indonesiane come APP e APRIL continuano ad arricchirsi grazie a questo business, e incuranti distruggono foreste sradicando specie arboree protette dal CITES come il ramino, mentre le ultime tigri di Sumatra stanno poco a poco scomparendo a causa della deforestazione selvaggia. È dal 2010 che noi di Greenpeace chiediamo a RCS e Giunti di adottare delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. Molte case editrici hanno già fatto questa scelta consapevole ed in soli due anni gli editori che hanno raggiunto la zona verde della nostra classifica sono aumentati da 15 a 76. Feltrinelli, De Agostini, Mondadori, il Gruppo GEMS, sono solo alcuni degli esempi che oggi possiamo citare. Purtroppo il ruolo svolto dalle case editrici non è l’unico problema di questa vicenda. A dover essere regolarizzata e controllata è l’intera filiera della carta. Le aziende italiane devono sapere cosa significa acquistare i loro prodotti da multinazionali come APP ed è per questo che noi, insieme a WWF, Terra! e Legambiente, renderemo nota una lista di venti clienti italiani di APP tra stampatori, distributori e tipografi italiani. Non lasciamo che specie protette come l’albero di ramino e la tigre di Sumatra si estinguano per sempre! Vai su www.deforestazionezero.it e chiedi a Giunti e Rizzoli di abbandonare la deforestazione!



lunedì 30 aprile 2012

Abbiamo le immagini che incastrano Enel

Oggi gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione presso la centrale Federico II di Brindisi, disegnando nei campi circostanti l’impianto un’enorme sagoma di circa 80 metri raffigurante un cadavere riverso al suolo con la scritta “Enel Killer”. Con questa spettacolare iniziativa si intende indirizzare all’assemblea degli azionisti dell’Enel i contenuti di una sua ricerca, anticipati ieri, in cui si evidenziano i danni alla salute e gli impatti economici dell’'uso del carbone da parte di Enel. «Siamo qui per ricordare agli azionisti di Enel che l’uso del carbone da parte del loro gruppo, in Italia, fa danni per circa 1,8 miliardi di euro l’anno e causa una morte prematura al giorno. Enel è soggetta a controllo pubblico da parte del ministero del Tesoro, ma in Italia vuole spendere poco e male, per realizzare solo nuovi impianti a carbone, avvelenare ulteriormente il Paese e deprimerne economia e occupazione. I suoi piani industriali devono cambiare radicalmente, puntando sulle fonti rinnovabili» ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.
I dati pubblicati da Greenpeace (riferiti ai dati di emissione degli impianti Enel del 2009) indicano che 1,8 miliardi di euro è la cifra stimata per il costo indiretto della produzione di energia con il carbone da parte dell’'azienda. Mentre sono 366 i casi di morte attesi in più, espressi in termini di mortalità prematura, pari all’'80 per cento della mortalità in eccesso provocata da tutti gli impianti a fonti fossili di Enel.Nel 2009 il funzionamento dell’impianto Enel a carbone di Civitavecchia non era a pieno regime. Con quell'impianto pienamente funzionante e a parità di produzione negli altri impianti, i casi di morti in eccesso diverrebbero oltre 400 l'anno e i danni economici salirebbero a 2,1 miliardi. Inoltre, secondo lo studio di Greenpeace, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro costerebbe fino a 95 casi di morti premature all'’anno in più e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.
Questi dati sono la prova cardine dell'’inchiesta pubblica che Greenpeace ha aperto un mese fa sul gigante dell’'energia, imputandogli crimini contro il clima e, ora, contro la salute. Tutti gli indizi accumulati finora sono visibili a tutti sul sito www.FacciamoLuceSuEnel.org 
L’organizzazione ricorda che Enel è l’azienda numero uno in Italia per emissioni di CO2, dunque la più nociva per il clima. L’associazione ambientalista chiede all’'azienda di dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione.
Il video dell'azione alla centrale di Cerano a Brindisi:



domenica 15 aprile 2012

Enel, sotto processo ci sei tu!

i ragazzi del R.I.C. indagano sui misfatti di Enel
Oggi 15 aprile i volontari baresi di Greenpeace sono scesi in piazza per informare la popolazione sulle politiche aziendali di Enel, che continua a perseguire la sua strategia di investimento nel carbone come fonte principale per la produzione di energia elettrica in Italia. Enel, con le sue centrali a carbone, produce da sola in Italia oltre 26 milioni di tonnellate di Anidride Carbonica (CO2). La CO2 è il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra e del caos climatico che minaccia il nostro mondo.

Le centrali a carbone sono la principale fonte di emissione di anidride carbonica, anche nota come CO2. L’alta concentrazione di CO2 nell’atmosfera è la principale causa dei cambiamenti climatici in corso.
Carbone >> CO2 >> Cambiamenti climatici. È questo il passaggio chiave.
I cambiamenti climatici toccano direttamente il nostro Paese. Le temperature medie dell’Italia si stanno alzando rapidamente. I 10 anni più caldi dal 1800 a oggi sono successivi al 1990; di questi, 6 su 10 sono successivi al 2000. All’aumento medio delle temperature si associano ondate di calore (triplicate negli ultimi 50 anni) e di gelo, con un forte aumento delle giornate di precipitazioni molto intense associate a una generale diminuzione delle precipitazioni nell’arco dell’anno.

La manifestazione di oggi segue di pochi giorni il flashmob di protesta che si è tenuto in 14 città italiane, tra cui Bari, svolto a ridosso di due importanti passaggi giudiziari. Il primo vede imputati venticinque attivisti di Greenpeace per l’azione del 13 dicembre 2006 in cui fu occupata per tre giorni la centrale di Porto Tolle, nel Parco del Delta del Po. Enel vorrebbe convertirla a carbone nonostante la presenza, proprio davanti all’impianto, del più grande terminal gasiero offshore del mondo. La seconda riguarda la decisione che prenderà il Consiglio di Stato sulla necessità o meno di rifare da capo la Valutazione dell’Impatto Ambientale per la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle. Con queste manifestazioni vogliamo ribadire che siamo pronti a pagare per le nostre azioni di protesta; ma pensiamo anche che sotto processo dovrebbe esserci chi distrugge il clima e l’ambiente, non chi lo difende.

Per questo motivo dobbiamo agire ora e fermare ciò che può essere fermato: l’utilizzo di carbone per la produzione di energia elettrica nelle centrali Enel. Unisciti anche tu all’indagine del R.I.C., il Reparto Investigazioni Climatiche di Greenpeace sul sito facciamolucesuenel.org , rivelando a tutti la sporca verità, ci aiuterai a portare Enel al tavolo delle trattative per costringerla a cambiare i suoi piani industriali a favore di fonti di energia rinnovabile e pulita. Salviamo il clima. Fermiamo Enel!


La Gallery fotografica

giovedì 12 aprile 2012

Flashmob contro killer del clima

Ieri 11 aprile, in 14 città italiane tra cui Milano, Roma e Bari, attivisti di Greenpeace hanno dato vita a flashmob di protesta contro la politica energetica di Enel, la prima azienda in Italia responsabile dell’uso del carbone, la fonte più dannosa per il clima e la salute dell’uomo.
Enel, sotto processo ci sei tu!  è lo slogan che gli attivisti hanno portato davanti a luoghi istituzionali e simbolici della giustizia, come il Palazzo di Giustizia di Bari, per chiedere che sia fatta luce sui danni sanitari e ambientali di cui Enel è responsabile.

Le manifestazioni si sono svolte a ridosso di due importanti passaggi giudiziari previsti per domani.
Il primo
vede imputati venticinque attivisti di Greenpeace per l’azione del 13 dicembre 2006 in cui fu occupata per tre giorni la centrale di Porto Tolle, nel Parco del Delta del Po. Enel vorrebbe convertirla a carbone nonostante la presenza, proprio davanti all’impianto, del più grande terminal gasiero offshore del mondo. La seconda riguarda la decisione che prenderà il Consiglio di Stato sulla necessità o meno di rifare da capo la Valutazione dell’Impatto Ambientale per la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle.

Con le manifestazioni di ieri vogliamo ribadire che siamo pronti a pagare per le nostre azioni di protesta; ma pensiamo anche che sotto processo dovrebbe esserci chi distrugge il clima e l’ambiente, non chi lo difende. La storia dell’impianto di Porto Tolle è una vicenda di cui Enel dovrebbe vergognarsi e per cui l’intero Paese dovrebbe reclamare a gran voce giustizia.

Enel è già stata condannata per la centrale di Porto Tolle. Un processo penale, conclusosi in Cassazione il 27 aprile 2011, ha accertato i reati di violazione della normativa sull’inquinamento atmosferico e danneggiamento aggravato in relazione al funzionamento a olio combustibile dell’impianto. Sempre per quella centrale, amministratori delegati e dirigenti di Enel sono stati rinviati a giudizio per non aver applicato le dovute tecnologie di abbattimento dell’inquinamento. Uno studio epidemiologico dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha dimostrato il significativo impatto delle emissioni della centrale sull’aumento delle malattie respiratorie nella popolazione minorile residente nei comuni ad essa circostanti.

Enel è riuscita a far cambiare ben due leggi, una nazionale e una regionale, pur di realizzare un progetto assurdo - una centrale a carbone in un parco naturale - altrimenti già bocciato. L’arroganza di questa azienda, e il suo spregio per i danni che causa e che vuol causare sempre più, sono rari. Come incredibile è la sua miopia nel voler continuare a investire sulla fonte energetica più dannosa e sporca mentre tutto il mondo investe sulle fonti rinnovabili. Enel deve cambiare. Anche perché il 30 per cento dell’azienda è ancora controllato dallo Stato. E lo Stato non può essere complice di chi distrugge il clima e avvelena la popolazione.

Greenpeace ha lanciato negli scorsi giorni la campagna www.FacciamoLucesuEnel.org, un’investigazione a trecentosessanta gradi sui danni e i costi che il business del carbone di Enel infligge al Paese.

giovedì 29 marzo 2012

Enel killer del clima


Il banner sulla sede Enel a Roma

Enel è stata “iscritta al registro degli indagati” dai R.I.C. di Greenpeace sulla base dei dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA). Secondo l’Agenzia la centrale a carbone di Enel Federico II a Brindisi è l’impianto industriale più inquinante in Italia per emissioni in atmosfera. La centrale di Brindisi causa annualmente danni ambientali, climatici e sanitari stimati tra i 536 e i 707 milioni di euro e ne intasca  una cifra simile in  profitti extra. In altre parole, i guadagni di Enel sono equivalenti ai danni che produce su ambiente e salute. E che non paga.

Brindisi, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg. Enel controlla 8 impianti a carbone in Italia e vuole costruirne altri due. La sua produzione da carbone, nell’ultimo anno, è cresciuta dal 34,1% al 41% del totale, mentre il suo amministratore delegato, Fulvio Conti, ha più volte ribadito di voler quasi raddoppiare la produzione da quella fonte.

È uno scenario catastrofico per l’ambiente, il clima, la salute pubblica e l’occupazione. Tanto più se pensiamo che l’azionista di maggioranza di Enel è il Ministero del Tesoro. Come si giustifica questa quota di controllo pubblico per un’azienda che privatizza i suoi profitti e scarica sulla collettività i costi dei danni che provoca?

L’indagine del Reparto Investigazioni Climatiche è appena cominciata e, da qui ai prossimi mesi, porterà alla luce tutta la sporca verità sul business del carbone. Su www.FacciamoLuceSuEnel.org puoi seguire le indagini e mandare un avviso di garanzia a Enel per avvertirla che anche tu sei sulle sue tracce.

Chiediamo a Enel di :

  • ritirare immediatamente i progetti per gli impianti a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro; 
  • non aumentare la produzione a carbone nel Sulcis;
  • eliminare progressivamente la produzione elettrica da carbone entro il 2030 e la sua sostituzione con energie rinnovabili.


ENTRA NELLA SQUADRA
Vuoi incastrare il serial killer del clima? Il  Reparto Investigazioni Climatiche ha bisogno di te!!
Iscriviti nel sito del RIC: www.facciamolucesuenel.org/



martedì 27 marzo 2012

Proiezione film Home al Campus-Bari


Mercoledì 28 marzo a partire dalle ore 15:00, nell'ambito della giornata "BIOCAPACITA' DEL PIANETA: CONSAPEVOLEZZA PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE" che si terrà presso il Campus di Bari, i volontari del Gruppo Locale di Bari incontreranno i partecipanti per una breve presentazione delle campagne in cui l'associazione ambientalista è impegnata in Italia e nel resto del mondo.
Subito dopo vi sarà la proiezione del film-documentario "Home", che ha come unico protagonista proprio il nostro Pianeta. Questo film è un vero e proprio inno alla bellezza della Terra e alla sua delicata armonia, attraverso fantastici paesaggi di 54 paesi catturati solo dall'alto. Il fotografo, giornalista e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand vi porterà in un viaggio spettacolare sopra tutto il nostro Pianeta. HOME è molto più di un magnifico film-documentario, è una lunga sequenza di inquadrature mozzafiato della Terra, la nostra Terra, la tua Terra, come non l'hai mai vista prima. Ogni immagine vi mostra i tesori del pianeta e tutte le meraviglie che possiamo ancora conservare, con la visione "aerea" c'è meno bisogno di spiegazioni, tutto diventa più immediato, intuitivo ed emotivo. HOME ha un forte impatto su chi lo guarda, risveglia la consapevolezza della assoluta necessità di cambiare il nostro modo di vivere e vedere il mondo. In soli 200 mila anni sulla Terra, l'umanità ha sconvolto l'equilibrio del pianeta che si era evoluto in quasi quattro miliardi di anni, il prezzo da pagare è e sarà molto alto, l'umanità ha forse poco piú di un decennio per invertire la tendenza.

Vi aspettiamo dalle 15 in poi presso l'aula magna del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali nel Campus di Bari. L'ingresso e la visione del documentario sono, come sempre, gratuiti :)
Contatto mail: gl.bari.it@greenpeace.org

Info evento giornata su Facebook: www.facebook.com/events/390537014290152/

sabato 17 marzo 2012

Scatolette Tonno in trappola invadono Bari e l'Italia

Questa mattina, le scatolette di tonno di Greenpeace hanno fatto tappa in ventisei città italiane tra cui Milano, Roma, Palermo e Bari. A due giorni dal lancio della terza edizione della classifica “Rompiscatole” [1], i volontari baresi si sono travestiti da lattine di “Tonno in trappola” per denunciare i metodi di pesca distruttivi con cui troppo spesso viene pescato il tonno che finisce in scatola. Nel centro di Bari i volontari hanno distribuito i volantini con la nuova classifica “Rompiscatole” e hanno informato i consumatori sulla sostenibilità delle scatolette che mettono nel carrello della spesa. Rio Mare, il tonno più venduto in Italia, non si è ancora impegnato a utilizzare solo metodi di pesca sostenibili. Per spingerlo a cambiare, le scatolette di Greenpeace hanno chiesto agli italiani di firmare la petizione su www.tonnointrappola.it
Sono già 21.000 le persone che hanno chiesto al leader del mercato italiano un sforzo concreto verso la sostenibilità. Al momento, Rio Mare non offre alcun prodotto sostenibile e si impegna solo a metà. Se vuole essere davvero il primo, deve eliminare dall’intera produzione metodi di pesca distruttivi, come le reti a circuizione con sistemi di aggregazione per pesci (FAD), responsabili della cattura di esemplari giovani di tonno, e di numerose specie marine, tra cui squali, mante e tartarughe. Grazie alla campagna “Tonno in trappola” abbiamo dimostrato che i consumatori possono davvero fare la differenza. Se saremo in tanti a chiedere tonno sostenibile al 100 per cento, le aziende dovranno per forza cambiare.
Tra i risultati più significativi registrati da Greenpeace l’impegno di molte aziende verso una maggiore trasparenza. Entro la fine del 2012, infatti, al posto della semplice scritta “Ingredienti: tonno”, ben dieci aziende delle quattordici in classifica riporteranno in etichetta nome della specie e area di pesca, e di queste, tre inseriranno anche il metodo di pesca.
 Bene Asdomar, che rimane in cima alla classifica migliorando gli impegni e mettendoli in pratica. Offre in una parte dei propri prodotti il più sostenibile tonnetto striato pescato con canna e fornisce tutte le informazioni in etichetta. Lo segue Mareblu, per la decisione annunciata una settimana fa di utilizzare solo metodi di pesca sostenibili per il 100 per cento dei propri prodotti entro il 2016. Per entrare in fascia verde, però, servono fatti concreti applicati all’intera produzione. Callipo scende in classifica perché, nonostante dica di vedere nel 75 per cento dei propri prodotti tonno pescato senza FAD, non fornisce la sufficiente certificazione per garantirlo. Mentre agli ultimi posti troviamo Nostromo, MareAperto STAR, Conad e Maruzzella che non hanno adottato alcun criterio per garantire ai consumatori che il proprio tonno non arrivi da una pesca distruttiva.

La classifica “Rompiscatole” è disponibile anche su Facebook con una nuova applicazione per diffonderla e condividerla=> http://www.facebook.com/GreenpeaceItalia/app_165427446908626
Link:
[1] La classifica “Rompiscatole” su: www.tonnointrappola.it
Scarica la classifica su: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2012/mare/classifica-marzo.pdf

martedì 6 marzo 2012

Anniversario incidente nucleare di Fukushima

Il prossimo 11 marzo ricorre il primo anniversario del disastro nucleare di Fukushima in Giappone a seguito del terribile terremoto e tsunami, che provocarono gravissimi danni alla centrale nucleare lì ubicata. Tutto il mondo ha seguito col fiato sospeso per settimane l'evolversi di una situazione che tutt'oggi versa in condizioni di incredibile pericolo, come testimoniato da numerose ricerche e verifiche effettuate da Greenpeace coi suoi team di ricercatori e raccolte in questo report.
Il disastro nucleare di Fukushima ci ha mostrato che i reattori nucleari sono intrinsecamente pericolosi. Nessuno dei 435 reattori nucleari che esistono al mondo è immune da errori umani, calamità naturali o qualsiasi dei tanti altri gravi casi che potrebbero causare un incidente. Milioni di persone che vivono vicino a reattori nucleari sono a rischio. Un anno dopo centinaia di migliaia di persone continuano a subire le conseguenze della catastrofe.

Per non dimenticare tutto questo, ad un anno dai tragici eventi che hanno colpito il Giappone e a otto mesi dalla vittoria sul nucleare in Italia, il gruppo locale di Bari dei volontari di Greenpeace ha organizzato la proiezione del film "Into Eternity", nel quale il regista danese Michael Madsen ci porta in un’isola della Finlandia dove si trova Onkalo (letteralmente: nascondiglio), guidandoci all’interno di un labirinto sotterraneo destinato a essere deposito permanente delle famose scorie. Ancora in costruzione, nel 2100 Onkalo sarà completato e infine tappato dal cemento per far sì che il proprio contenuto non possa nuocere fintanto che verrà considerato un pericolo per la vita, un lasso di tempo stimato in almeno 100mila anni. Una cifra che va ben al di là della comprensione umana e che rende impossibile anche solo immaginare cosa possa nel mentre accadere.

Quindi l'appuntamento è per domenica 11 marzo alle ore 18:30 -
presso Zona Franka in via Marchese di Montrone, 80 a Bari.
La proiezione è ovviamente e come sempre gratuita, grazie alla collaborazione dei ragazzi dell'associazione studentesca LINK.

Vi aspettiamo numerosi!  :)

venerdì 27 gennaio 2012

Premiazione Concorso Kids4Forest

Il prossimo 30 gennaio i volontari del Gruppo Locale di Bari di Greenpeace si recheranno presso la Scuola Elementare Don Bosco, ubicata nel quartiere Libertà  di Bari, per premiare gli alunni della classe 4C che ha vinto il concorso Kids4Forest indetto lo scorso anno da Greenpeace Italia in collaborazione con l'Antoniano di Bologna e Rai per il Sociale.
Il concorso era legato al nuovo progetto di Kids4Forest, che consisteva in attività di sensibilizzazione degli alunni delle classe elementari di tantissime scuole italiane. Queste attività si sono sviluppate per alcuni mesi con l'ausilio di un gioco legato a  Tango l'orango e alla abilità dei volontari dei vari gruppi locali che hanno coinvolto i bimbi in attività ludiche finalizzate al loro avvicinamento alle importanti tematiche legate alla deforestazione in atto sul nostro Pianeta.
In successivi incontri i bimbi presentavano i loro lavori finali, consistenti in poesie, testi di canzoni e disegni.
Tra questi testi è stato scelto da una apposita commissione la miglior canzone, dal titolo "Ciao foresta!",  che è stata "messa in musica" da Irene Grandi e cantata durante la finale della 53ma edizione dello Zecchino d'Oro.
Foto di gruppo della classe con Tango
Siamo quindi arrivati al momento tanto atteso dai bimbi; la loro ufficiale premiazione. Oltre all'attestato di difensori delle foreste, riceveranno anche tante sorprese che renderanno ancor più bella una festa che li vedrà come unici protagonisti, perchè sono i bambini di oggi i veri difensori del nostro domani.
Valentina, la responsabile di questo bellissimo progetto e tanti volontari del Gruppo Locale di Bari saranno con agli alunni, le maestre e i genitori per festeggiare tutti insieme :)

Video canzone vincitrice

mercoledì 18 gennaio 2012

Manifestazione No Petrolio - 21 gennaio a Monopoli


Anche Greenpeace parteciperà alla manifestazione di sabato 21 gennaio a Monopoli contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico e per lo sviluppo sostenibile.
Greenpeace sostiene le azioni di protesta non violente delle comunità e dei comitati locali attive contro i progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi offshore. Questi progetti sono una minaccia per l'ambiente marino e per la stabilità del clima del pianeta. Siamo convinti che oggi sono disponibili le tecnologie per aumentare immediatamente l'efficienza dei motori per rendere, quindi, assolutamente inutili queste ricerche/estrazioni, che sono dunque un rischio non necessario per i nostri mari e per noi tutti.
Vi aspettiamo numerosi a partire dalle ore 9.00!
Riferimento web comitato: http://www.nopetroliopuglia.it