Greenpeace Italia

Gli appuntamenti di Greenpeace GL Bari

giovedì 24 dicembre 2015

Buone Feste!

Come tutti gli anni, in questo periodo i volontari del Gruppo Locale vi augurano Buone Feste!
Anche noi ci prendiamo qualche giorno di pausa, ma torneremo molto presto con le nostre attività.
Se volete partecipare anche voi o proporre iniziative, eventi o attività legate alla mission della nostra assocazione, scriveteci a: gl.bari.it@greenpeace.org



mercoledì 2 dicembre 2015

Marcia per il Clima a Roma

Il gruppo dei volontari di Bari presenti a Roma
Anche i volontari di Bari di Greenpeace si sono uniti alle centinaia di migliaia di persone scese in strada lo scorso 29 novembre in tutto il mondo per dire basta a petrolio, carbone e gas e chiedere un futuro 100 per cento rinnovabile. Solo a Roma eravamo in 20.000, per la più grande mobilitazione sul clima mai fatta in Italia!

La marcia globale per il clima ha coinvolto oltre 175 paesi, con più di 2300 eventi organizzati. La richiesta ai leader radunati dal 30 novembre fino al 11 dicembre a Parigi per l'apertura del Summit sul clima (COP21) è la stessa da Melbourne a San Paolo, da Berlino a Ottawa, da Beirut a Tokyo: non possiamo più aspettare, il Pianeta ha bisogno di un accordo vincolante che acceleri la transizione energetica verso le rinnovabili!

Nel nostro corteo non potevano certo mancare degli "ospiti d'eccezione": un orso polare, un orango e una tigre... dal momento che i cambiamenti climatici sono un problema in ogni parte del globo!


I governi riusciranno a siglare un accordo ambizioso e vincolante che metta fine all'era dei combustibili fossili?

Staremo a vedere!

Le foto della marcia

lunedì 26 ottobre 2015

Greenpeace in azione contro i pesticidi


Sabato 24 ottobre i volontari e attivisti di Greenpeace sono scesi in piazza in 27 città italiane, da Milano a Palermo, per informare le persone sui danni ambientali causati dall’agricoltura industriale e dall’impiego massiccio di pesticidi. Ma anche per promuovere con gesti concreti la necessità di passare al più presto a un modello agricolo sostenibile.
Travestiti da dottori, con tanto di camice e stetoscopio, a Bari i volontari hanno attualizzato il famoso detto “una mela al giorno leva il medico di torno”, portando con sé mele biologiche – le sole che non contengono pesticidi – e mostrando lo striscione “leva il pesticida di torno”.

Pochi giorni fa, infatti, Greenpeace ha diffuso i risultati di un’analisi sulle mele acquistate nei supermercati di 11 Paesi europei, Italia compresa.
Ben l’83 per cento delle mele prodotte in modo convenzionale sono risultate contaminate da residui di pesticidi, e nel 60 per cento di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche. Solo le mele biologiche sono risultate libere da sostanze chimiche di sintesi.
Per tutelare la nostra agricoltura e il nostro cibo dobbiamo lavorare con la natura, non contro di essa. L'agricoltura industriale, con il suo massiccio uso di sostanze chimiche, inquina le acque e i suoli causando la perdita di habitat e di biodiversità. Serve una forte presa di posizione politica contro l’abuso di pesticidi e un sostegno finanziario a favore di un’agricoltura ecologica e sostenibile che permetta di garantire la biodiversità e la sicurezza alimentare a lungo termine. Tutti noi possiamo diventare parte del cambiamento.
“Leva il pesticida di torno” era anche un invito per le persone incontrate in strada a prendere impegni in prima persona per favorire l’abbandono di pratiche agricole dannose per l’ambiente e per chi ne mangia i frutti. Al mercato di Santa Scolastica i volontari di Greenpeace hanno proposto ai passanti quattro impegni concreti per diventare consumatori più consapevoli: “comprerò frutta e verdura bio ai farmer market per tre mesi”; “convincerò cinque amici a mangiare bio”; “non userò pesticidi chimici per il mio orto o giardino”; “chiederò al mio supermercato più prodotti bio”.

Sono quattro dei molti impegni che ciascuno di noi può prendere visitando la piattaforma SoCosaMangio per promuovere un’agricoltura salubre e sostenibile.

lunedì 28 settembre 2015

#RenziBocciato a Bari

L’anno scolastico è appena iniziato ma il governo di Matteo Renzi ha già ricevuto una sonora bocciatura in materia di politiche sulle rinnovabili. Sabato scorso i volontari di Greenpeace sono scesi nelle strade di 21 città italiane, tra cui Bari, per “dare i voti” alla strategia energetica del governo, che alla prova dei fatti appare clamorosamente impreparato di fronte alla sfida climatica e alla rivoluzione energetica in corso.
La pagella ambientale data al nostro Governo

A Bari i volontari del gruppo locale di Greenpeace hanno esposto uno striscione con la scritta “Rinnovabili: governo bocciato” e incontrato i cittadini al Parco 2 Giugno per chiedere un futuro energetico 100 per cento rinnovabile per tutti. Nei volantini distribuiti ai passanti era raffigurata la pagella destinata a Renzi: il giudizio sull'operato del governo, che in Italia continua a puntare sulle trivelle e sul petrolio penalizzando settori cruciali come l’efficienza energetica, l’eolico e il solare, è nettamente negativo.

I volontari hanno portato anche una sagoma di cartone con il capo del governo impegnato a scrivere su una lavagna la sua formula energetica – tutta sbagliata – per rilanciare per il Paese: “Più trivelle, più petrolio, meno rinnovabili, meno turismo, più disastri ambientali”.
Renzi ama comunicare con mezzi immediati come slide e lavagne, e noi abbiamo scritto sulla sua lavagna il futuro che ha in mente per il Paese: un’Italia disseminata di trivelle e che ostacola energie pulite e vantaggiose come quelle fornite dal sole e dal vento. Una strategia energetica legata al passato, da bocciare senza riserve, che dimostra scarsa comprensione del presente e mancanza di visione futura.
La nostra attività si inserisce in un weekend di mobilitazioni organizzate in tutto il mondo in vista della Conferenza sul Clima (COP21) che si terrà a Parigi il prossimo dicembre. In molti altri Paesi si sono svolte diverse manifestazioni per promuovere energie rinnovabili ed efficienza energetica, le uniche vere soluzioni per contrastare i cambiamenti climatici.
 L’Italia si prepara invece all'appuntamento di Parigi con iniziative governative del tutto insensate come, ad esempio, la proposta di riforma della tariffa elettrica attualmente in consultazione. In sintesi, l’idea dell’Autorità per l’Energia è di far pagare meno a chi consuma di più, in barba a efficienza, protezione del clima e a qualunque ragionevole principio di politica economica. L’appuntamento di Parigi è importante, ma l’Italia ci arriva con idee confuse e zero credibilità. Al di là delle chiacchiere, i fatti mostrano che Renzi e i suoi ministri ci stanno portando verso due sonore bocciature: quella dei mercati e quella della storia. Lottare contro il cambiamento climatico, autorizzando al contempo trivelle in mare e a terra e boicottando rinnovabili ed efficienza energetica, è come voler fermare una macchina spingendo sull’acceleratore.
In vista della COP21 del prossimo dicembre, Greenpeace chiede ai leader mondiali uno sforzo di ambizione e risolutezza per contrastare i cambiamenti climatici. Al vertice di Parigi occorre sottoscrivere un accordo vincolante che preveda un futuro 100 per cento rinnovabile per tutti entro il 2050, obiettivo assolutamente alla nostra portata, come dimostra anche il report “Energy Revolution 2015”, pubblicato questa settimana da Greenpeace. Al momento manca solo la volontà politica di molti tra coloro che sono chiamati a decidere. Come Renzi e il suo governo.

lunedì 24 agosto 2015

Sul palco con i Meganoidi contro le trivelle


Durante il concerto della band genovese dei Meganoidi, tenutosi a Monopoli lo scorso 21 agosto in Piazza Palmieri, siamo stati invitati sul palco dai musicisti, che hanno voluto così supportare pubblicamente la campagna contro le trivellazioni petrolifere nei nostri mari, cantando l'ultima canzone dietro uno striscione lungo 6 metri che recitava "Sole, Vento, Rivoluzione Energetica".
I governi di molti Paesi mediterranei, compresa l'Italia, continuano a perseguire politiche che ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili, continuando a incentivare il petrolio e gli altri combustibili fossili: fonti inquinanti, costose e pericolose, in particolare per economie che poggiano sul turismo. Una vera contraddizione se si pensa che l’area del Mediterraneo è quella con il potenziale di energia solare più elevato.
In Italia 45 mila persone hanno già firmato la petizione “Solarnia, Solar Paradise” di Greenpeace, nella convinzione che il futuro dell’Europa, in particolare dei Paesi Mediterranei, sia nel sole e nel vento e non nel petrolio.

Link al sito Solarnia: http://solarnia.greenpeace.it