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mercoledì 27 giugno 2012

No al Carbone a Brindisi

Ieri 26 giugno, si è tenuta in Piazza Vittoria una manifestazione organizzata dal comitato No Al Carbone di Brindisi, che ha abbracciato la campagna di Greenpeace per fare Luce su Enel, l'azienda leader nella produzione di energia elettrica che proprio nella città di Brindisi ha la più grande centrale a carbone italiana.
Un’iniziativa per illustrare alla cittadinanza il reale impatto della centrale Federico II di Cerano che uno studio dell’agenzia Europea sull’Ambiente definisce l’impianto più inquinante d’Italia. Ogni anno dai camini della centrale vengono emessi milioni di tonnellate di CO2 , migliaia di tonnellate di Ossidi di Azoto, di Zolfo e polveri sottili, per non parlare di microinquinanti quali metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio, arsenico. Veleni che provocano, come evidenziato dallo studio della Agenzia Europea sull’Ambiente, danni economici indotti sull’ambiente e la salute valutati in circa 700 milioni di euro all'anno. Inoltre lo studio commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente olandese SOMO, partendo da tali dati, ha evidenziato come la combustione del carbone provoca 119 morti premature all’anno a Brindisi. Un dato scioccante, una vera e propria strage che da anni si ripete nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e della politica. I profitti dell’Enel realizzati a Brindisi sono pari a circa 600 milioni all’anno e colpisce la quasi parità tra essi e i danni indotti alla collettività.
All'evento erano presenti, oltre ai volontari di Greenpeace dei gruppi locali di Lecce e Bari, tutti gli attivisti e simpatizzanti del comitato No al Carbone Brindisi, il prof. Vincenzo Farina per conto degli agricoltori vittime della centrale di Cerano e Andrea Boraschi, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia.


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